La scoperta è stata fatta dai militari della Guardia Costiera di Manfredonia appartenenti all'aliquota del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale (NOPA) della Direzione Marittima di Bari che hanno proceduto, sentito il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Foggia, a porre sotto sequestro penale un'area di circa 464 metri quadrati su cui erano depositati rifiuti speciali di vario genere (laterizi, resti di lavorazione edile, materiali ferrosi, pneumatici, resti di equipaggiamento di autoveicoli e altro ancora).
Gli accertamenti ambientali all'interno del depuratore, al fine di verificare il corretto funzionamento del ciclo depurativo, sono stati effettuati congiuntamente al personale tecnico dell'Arpa Foggia, che ha provveduto ad effettuare i campionamenti analitici.
Nominato custode delle cose sequestrate, senza facoltà d'uso, un funzionario responsabile della società Acquedotto Pugliese spa, che gestisce l'impianto di depurazione per conto del Comune di Cerignola.
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