Nascerà un impianto di biometano a Manfredonia, in area non distante dall’immensa zona umida dell’Oasi Lago Salso. E’ quello dell’impresa abruzzese Talete srl, che ha ricevuto il via libera da parte della Provincia. Difatti si è concluso positivamente il procedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA) in ambito P.A.U.R., come spiegato dal dirigente della Provincia Antonello De Stasio che lo scorso 28 febbraio ha approvato il progetto definitivo presentato dall’impresa di Lanciano rilasciando l’autorizzazione integrata ambientale relativamente alla realizzazione e gestione di un impianto per la produzione di biometano avanzato e ammendante organico consentito in agricoltura biologica mediante trattamento biologico integrato di rifiuti organici, in località Cupola a Manfredonia.
Nello specifico, si intende la frazione organica dei rifiuti solidi provenienti dalla raccolta differenziata e disponibili sul territorio regionale o provenienti da fuori regione e con il verde la frazione composta da sfalci, potature e legno proveniente dalla pulizia di parchi e giardini. L’impianto sarà realizzato in una zona di superficie pari a circa 113.000 mq ubicata lungo la S.P. 60, a sud del canale della Contessa e del torrente Candelaro. Il costo complessivo del progetto ammonta a ben 38.693.802 euro, come si spiega nella relazione sul quadro economico che porta la firma, come progettista dell’impianto, dell’ingegner Giuseppe Velluzzi di Potenza. Un nome noto nel Golfo: dal 2013 al 2017 fu direttore generale di ASE spa, la società partecipata dal Comune di Manfredonia che svolge il servizio di igiene urbana su tutto il territorio sipontino. Lo stabilimento disterebbe circa 70 metri (ad est) da una strada a valenza paesaggistica e circa 1000 metri (a sud-est) del sito archeologico di Masseria Cupola; più distanti, a 3 km, parchi e riserve. Un anno fa l’Attacco scrisse del progetto di Talete srl, rispetto al quale gli ambientalisti espressero perplessità sulla ubicazione: “Non c’è una contrarietà di principio da parte nostra. Quello che non si capisce è perché tale impianto non venga posizionato nella zona industriale di Macchia, anziché a ridosso del canale Contessa, in un luogo non molto distante dal Lago Salso, che rappresenta una delle zone umide più importanti dell’intero sud Italia, con un patrimonio naturalistico e faunistico eccezionale”.
A settembre 2022 Francesco Maio, legale rappresentante della srl, presentò il progetto e la richiesta di autorizzazione AIA/VIA, finalizzata all’implementazione mediante costruzione e esercizio di un impianto di trattamento rifiuti, caratterizzato da una prima fase di fermentazione anaerobica per la produzione di biogas e successivo purificazione mediante un impianto di upgrading per la produzione di biometano che sarà annesso all’impianto di compostaggio già esistente, autorizzato in AIA per un quantitativo di 50.000 tonnellate l’anno di FORSU e assimilabili, 10.000 tonnellate l’anno di sfalci. La configurazione impiantistica prevederà una tecnologia anaerobica in grado di trattare FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani), per un quantitativo annuo pari a 50.000 tonnellate l’anno o frazioni organiche da raccolta differenziata. Tra il 2023 e il 2024 si è svolta la conferenza di servizi e nell’autunno scorso sono arrivati i pareri favorevoli con prescrizioni del comitato tecnico provinciale VIA, del comitato tecnico provinciale rifiuti e di ARPA Puglia - DAP Foggia. Poi, un mese fa, l’impresa ha reso note le dimissioni di Maio e la nuova legale rappresentante, l’ingegnera chimica Giovanna Brandelli. La pescarese specializzata in biotecnologie è molto nota, oltre che come titolare di uno studio di ingegneria ambientale, come presidente del cda di ACA spa, già Azienda Consortile Acquedottistica, società in house providing che coinvolge 64 Comuni.
“E’ un fatto positivo la chiusura del ciclo dei rifiuti”, commenta a l’Attacco l’avvocata sipontina Innocenza Starace, coordinatrice provinciale di Europa Verde ed ex assessora comunale all’ambiente del Comune di Manfredonia. Siamo tendenzialmente favorevoli, come Europa Verde, ad un simile impianto, perché produrrà un enorme risparmio economico che si tradurrà in una netta riduzione della Tari pagata dai cittadini di Manfredonia. Attualmente la Forsu da noi prodotta finisce addirittura a Milano, con ingentissimi costi economici e ambientali, in termini di inquinamento per il lungo trasporto. Il fatto che l’iter relativo all’impianto abbia ricevuto esito positivo conferma il mancato impatto ambientale. L’impianto, per quanto è stato assicurato, non emanerà cattivi odori e sarà comunque lontanissimo dagli abitati. Mentre rispetto al traffico veicolare”, conclude Starace, “dovrebbe interessare principalmente la strada statale 89 e non quella provinciale, quindi impatti rispetto alle zone SIC e ZPS non dovrebbero essercene. Ad ogni modo, ci riserviamo di approfondire la questione”.
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