Nessun colpevole per ecoballe che dovevano essere custodite: respinta richiesta Consiglio comunale monotematico

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La polemica viaggia sui social e l’argomento cardine, manco a dirlo, è tutto ciò che possa essere attinente con i rifiuti. Però, più che delle fiamme divampate negli scorsi giorni - lambendo le ecoballe a lido Bagni Romagna e interessando invece una parte di quelle nella zona industriale PIP -, il gruppo di Forza Italia ha stigmatizzato la presenza di circa 50.000 mastelli per la raccolta differenziata che risultavano depositati all’aria aperta presso la sede ASE in via Tratturo del Carmine. “Un rischio elevato di incendio e inquinamento ambientale”, è stato definito dal capogruppo forzista Ugo Galli in un serrato botta e risposta con l’assessora all’Ambiente, Rita Valentino, che, a sua volta, lo ha tacciato di “sciacallaggio comunicativo”. “Ci auguriamo che le istituzioni tutte agiscano con fermezza e presto per tutelare un intero territorio, la sua cultura e la sua storia - ha detto Francesco Disanto, delegato provinciale alla Legalità per la Lega Puglia, al riguardo degli incendi degli scorsi giorni -, conferendo dignità e legalità ad una terra troppo spesso abbandonata, trascurata e martoriata”. È rimasta sullo sfondo, invece, la questione che riguarda la (mancata) custodia di quelle aree, che erano state sequestrate dall’autorità giudiziaria che, a sua volta, aveva indicato chi dovesse esserne responsabile. Nell’edizione di ieri, l’Attacco ha posto una serie di interrogativi su tempistica e modalità di sequestri e dissequestri, tuttavia i comunicati stampa di maggioranza e opposizione non fugano questi dubbi. Sarebbe preferibile andare in aula consiliare e riferire nel luogo deputato all’esercizio del governo cittadino, secondo qualcuno. Ma la riunione dei capigruppo che era stata convocata a Palazzo San Domenico martedì scorso ha allontanato la possibilità di un Consiglio comunale monotematico. “Il Sindaco sembrava possibilista sulla richiesta che aveva avanzato a questo proposito il consigliere Libero Palumbo”, riferisce a l’Attacco uno dei presenti. Sulla stessa lunghezza d’onda del consigliere di Città Protagonista anche i colleghi Vincenzo Di Staso e Giuseppe Marasco. “Invece i rappresentanti di Molo 21 e Progetto Popolare scuotevano la testa. La consigliera del PD Paola Leone se ne è andata. Alla fine non se ne è fatto più niente”. 

“Noi siamo assolutamente favorevoli a qualsiasi confronto in aula o in assemblea – riferisce a l’Attacco l’onorevole Antonio Tasso -, per questo rilanciamo l’idea del Consiglio comunale monotematico, ma allargato ad altri soggetti titolati. Penso, ad esempio, al nuovo commissario del Parco del Gargano Raffaele di Mauro, con cui avere un dialogo costruttivo per raggiungere risultati concreti. In un Consiglio comunale ‘semplice’ parlano solo i consiglieri, noi vorremmo scambi di idee ed esperienze di qualità”.

Dopo l’assemblea pubblica convocata dalla Bottega degli Apocrifi e dopo la lettera pubblica che l’arcivescovo Franco Moscone – insieme ad una trentina di realtà civili, sociali e religiose - ha indirizzato alle autorità militari, si avverte il vuoto della discussione politica. 

“Come associazione AgiAMO – la risposta di Tasso -, stiamo organizzando un incontro qualificato con soggetti che possano raccontare la storia dell’Oasi Lago Salso e zone circostanti. Come consiglieri comunali, nel corso della conferenza dei capigruppo, abbiamo presentato al Sindaco i cinque punti più urgenti, secondo il nostro parere”. In cima, c’è l’eventuale possibilità di “ospitare, anche temporaneamente, alcuni Canadair presso l’aeroporto di Amendola (meccanismo RescEU, linee guida COAU) almeno nei mesi più a rischio: da maggio a ottobre”. Servirebbero presidi dei Vigili del Fuoco “più capillari e operativi, con un congruo numero del personale. E l’avvio di un sistema di sorveglianza tecnologica avanzata, con droni e strumenti idonei al monitoraggio delle aree più esposte. Esperti presenti all’assemblea hanno confermato che molte di queste zone sono facilmente sorvegliabili. Dobbiamo approfondire”.

Tasso e il collega Massimiliano Ritucci auspicano anche “la creazione di una vera gestione delle nostre risorse ambientali, individuando soggetti competenti che possano prendersene cura in modo efficace, costante e professionale. Le opportunità ci sono e possiamo verificarle, specie tra i privati, secondo protocolli precisi”. Di pari passo, “creare sinergia con i Comuni della provincia, già colpiti oppure a rischio, per dare molta più forza all’azione e alle richieste da avanzare”.

Quando si chiede a Tasso il suo punto di vista sulle domande poste da l’Attacco, offre motivazioni che spiegherebbero, in qualche modo, cosa è successo nei mesi scorsi. “Non è pensabile che, dopo uno scarico illegale di rifiuti (in questo caso ecoballe), il Comune debba farsi carico dei costi della sorveglianza, che può durare mesi, e dello smaltimento – premette -. E, nel nostro caso, con le nostre gravi difficoltà economiche che conosciamo”. Fa l’esempio dell’area dei Bagni Romagna, “le cui spese sono coperte al 75% dalla Regione Puglia e al 25% dal proprietario del terreno. Ma nella zona industriale PIP D46, a oggi, non ci sono accordi. Quindi tutto, dalla custodia dei rifiuti allo smaltimento finale (dopo le indagini), sarà pagato dal Comune. Questo è un peso economico che non possiamo permetterci. Anche perché i tempi per le indagini di tipizzazione sono lunghi e spesso non portano a risultati concreti. Intanto, però, le spese aumentano”. 

“Se avessimo più risorse, e non fossimo in procedura di riequilibrio finanziario – prova ad immaginare -, sarebbe più facile affrontare situazioni come questa. Ma così com’è, l’intero processo che va dalla prevenzione e controllo di un territorio molto vasto come quello di Manfredonia alla custodia e, quindi, allo smaltimento delle ecoballe, è troppo lungo e troppo costoso per un Comune come il nostro. Senza contare che, anche se riuscissimo a risolvere il problema attuale – conclude con realismo -, non ci sarebbe alcuna garanzia che episodi simili non si ripetano in futuro. Pertanto, Provincia di Foggia e Regione Puglia debbono necessariamente affiancarci”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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