Per quanto possa essere ancora ignota la prossima guida politica dell’Amministrazione comunale, una c’è già e non è politica. Non per questo non è attenta alla comunità, anzi ne ha contatto e la vive quotidianamente. La guida è quella di padre Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e di un territorio nei cui confini è collocato un Sito di Interesse Nazionale (SIN).
Il suo sguardo attento va oltre i confini della fede, abbracciando temi propri della cosiddetta ‘società civile’.
Qualcuno ne ha fastidio e sente leso il potere di rappresentatività che ha piegato alla bisogna, però il presule prosegue imperterrito lungo la strada dell’affermazione dei diritti.
Non coglie di sorpresa ma, al tempo stesso, non ne inficia il valore, l’ultima presa di posizione pubblica di padre Franco.
Ha avvertito l’esigenza di scrivere una lettera al Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, per via di una prossima scadenza fissata al 30 novembre 2021. In quella data, infatti, è prevista una Conferenza di Servizi decisoria in merito alla richiesta avanzata da Eni Rewind.
“Nell’immediato richiedo, certo di trovare la Sua comprensione responsabile del suo Ministero, di rinviare tale Conferenza di Servizi decisoria di almeno 30 giorni – chiede padre Franco Moscone al Ministro Cingolani -, così da permettere al futuro Sindaco di Manfredonia, che sarà eletto in seguito al ballottaggio di domenica 21 novembre 2021, di poter nominare la Giunta e prendervi parte dopo essersi preparato; a tal fine – rilancia - chiedo anche di riaprire i termini di accesso ai documenti e presentazione delle osservazioni”.
Va detto che questa stessa richiesta era stata avanzata dal candidato Sindaco Gaetano Prencipe il 12 novembre scorso. E anch’egli non si era rivolto al competente ministero “per scavalcare la Commissione straordinaria”, come aveva voluto rimarcare, quanto piuttosto per la consapevolezza che a breve Manfredonia avrà una rappresentanza istituzionale eletta democraticamente.
L’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo ha notato e riferito a Cingolani che “la poca fiducia nelle Istituzioni è dovuta ad una quasi assenza di vero interesse verso la situazione, sono sporadici gli interventi da parte di politici ed Enti del territorio e per di più slegati tra loro rendendo difficile il perseguire il bene comune”.
Padre Franco ha assorbito sin dal suo insediamento “lacrime e preoccupazioni per le ferite e le morti che erronee scelte di industrializzazione hanno procurato al territorio e al suo popolo”, perciò si è chiesto: “cosa può fare un Vescovo dinanzi a quanto accaduto 45 anni fa, ma che continua a condizionare il presente ed a tradire lo sviluppo futuro: solo pregare? Non può bastare la preghiera: il territorio ed il suo popolo- la risposta che si è dato - necessita di speranza e, come sosteneva un vescovo pugliese già negli anni ’80: la Speranza va organizzata (don Tonino Bello)”.
Come ha già fatto in precedenti occasioni, una delle poche voci levatesi nel silenzio assordante al riguardo, l’arcivescovo Moscone torna a indirizzare attenzioni al prospettato insediamento di un non meglio chiaro impianto per la plastica nel territorio di Monte Sant’Angelo ma a pochi passi da Manfredonia.
A Cingolani, infatti, chiede “il personale interessamento alla vicenda SIN Manfredonia area Ex-Enichem, che negli ultimi mesi sente nuove ansie e preoccupazioni per richieste di installazioni di impianti di trattamento rifiuti, di cui troppo poco ed in maniera ambigua si conosce il contenuto ed il livello progettuale circa lo studio di massima”.
Viene fatto rilevare, infine, che “da quanto è stato pubblicato, l’area in questione ha una falda ancora inquinata al 100% e la bonifica di superficie sull’intero SIN realizzata solo al 18%. Con queste mie osservazioni non voglio costituire elemento di freno alla crescita industriale del territorio – precisa Moscone -, anzi stimolare ad una ricerca responsabile e sostenibile alla stessa, per questo invito il Ministero ad una attenta valutazione in quanto primo responsabile dell’area SIN”.
C’è un passaggio della lettera di padre Franco Moscone che rende pienamente l’idea dell’atteggiamento che sta mostrando alla comunità, non solo dei fedeli, sipontina e dei Comuni viciniori.
Un passaggio che può essere un sunto ma che, al contempo, è anche il preludio a tutto quello che potrà seguire.
Afferma che, come arcivescovo, non può non sentire forte il monito del profeta Isaia, il quale disse: “Per amore del mio popolo non tacerò, non mi concederò riposo”.
E padre Franco non tace, né esaurisce la sua spinta all’apertura della Chiesa verso l’intera comunità sipontina. E verso le sue annose problematiche.
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