Pnrr, fughe di notizie e guerra interna nella riunione a Lesina

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Risale ormai a giugno 2020 il “miracolo” della diretta streaming di una seduta del consiglio direttivo del Parco nazionale del Gargano. Per la prima volta in 25 anni dall’istituzione del PNG - grazie all’allora direttrice Maria Villani, che accolse la richiesta di varie associazioni- si garantì massima trasparenza, come si conviene ad un ente pubblico, e rispetto dell’articolo 14 dello statuto (che prescrive come regola che le sedute del consiglio direttivo siano pubbliche).

Da quell’unico evento è ormai passato molto tempo e adesso non si dà nemmeno comunicazione delle riunioni della Comunità del Parco (l’assise dei sindaci e dei presidenti di Regione e Provincia). Nemmeno due righe, sul sito o come comunicato stampa, per dare notizia della convocazione della Comunità, che si è deciso di rendere itinerante.

L’assise si è riunita martedì pomeriggio nell’aula consiliare di Lesina ma ad assistervi, vista l’assenza di ogni comunicazione al riguardo, c’erano appena 2-3 persone, oltre a numerosi dipendenti dell’ente Parco.

I beninformati spiegano che i sindaci hanno deciso di ascoltare il presidente Pasquale Pazienza e l’ex direttrice facente funzioni Carmela Strizzi alla luce delle continue notizie di cronaca relative al PNG: dalle rivelazioni de l’Attacco sul finanziamento Interreg perso da oltre 3 milioni di euro e sulla visita del NOE dei Carabinieri (che hanno ascoltato Pazienza e il funzionario Angelo Perna sulla denuncia di disastro ambientale all’Oasi Lago Salso) al caos Oasi (con la revoca della concessione decisa dal Comune di Manfredonia, la diffida al Parco a ripristinare lo status quo ante e la battaglia giudiziaria davanti al giudice amministrativo), dalla verifica del Ministero delle finanze alla guerra con gli ambientalisti, allo scontro interno tra Pazienza e Strizzi, ma non solo lei.

Il clima di estrema tensione negli uffici è determinato anche dai quattro procedimenti disciplinari avviati da Pazienza nei confronti di altrettanti dipendenti dell’ente: oltre a Strizzi l’ex direttore facente funzioni Luca Soldano, il sipontino Ciro Magno e Marianna Rotundi. Quali siano le contestazioni mosse nei loro riguardi non è dato al momento di saperlo. C’è chi teme che l’intenzione sia quella di arrivare al licenziamento per alcuni.

Alla luce di questa pessima atmosfera, Strizzi ha chiesto il trasferimento negli uffici baresi della Regione. Quel che appare evidente è che il presidente non sappia più di chi fidarsi e, temendo fughe di notizie, abbia vietato l’accesso dei dipendenti all’archivio e protocollo a meno di non esser stati esplicitamente autorizzati in tal senso.

E proprio della fuga di notizie si è parlato ieri l’altro nella riunione della Comunità a porte chiuse, quando è stata affrontata anche la rovente questione della guerra interna all’ente.

Solo una prima parte, dedicata ai progetti da candidare al PNRR, è stata aperta al pubblico. I sindaci erano quasi tutti presenti, assente come al solito il Comune di Manfredonia (commissariato). Per ultimo è arrivato il primo cittadino di Apricena, Antonio Potenza. I Comuni hanno chiesto di attingere all’avanzo dell’ente Parco per i progetti che li riguardano. Nessuna polemica o critica ha trovato spazio nella parte pubblica della riunione, nonostante fosse trapelato nei giorni precedenti un certo disappunto dei sindaci per alcune vicende dell’ente.

Tra i pochi presenti c’era l’ambientalista foggiano Vincenzo Rizzi (Federazione Pro Natura), che col WWF è stato l’autore della denuncia relativa all’Oasi Lago Salso di Manfredonia. “L’attuale crisi del PNG trova una ennesima manifestazione nel fatto che la seduta di un’assise fondamentale come la Comunità non sia stata divulgata né seguita dai cittadini. C’erano appena 2-3 privati cittadini, tra cui io”, spiega Rizzi a l’Attacco. “Sarebbe importante che le sedute, sia della Comunità che del consiglio direttivo, si svolgessero in streaming. E’ grave l’assenza di comunicazione e pubblicità. E non ho apprezzato affatto che la riunione sia stata in buona parte a porte chiuse. Non ne conosco le motivazioni ma non è un bel segnale per il territorio. Rispetto alla discussione sul PNRR, mi aspettavo che ci fossero idee più chiare e mature da parte degli amministratori comunali. Ho apprezzato molto l’idea del sindaco di Mattinata, Michele Bisceglia, di usare il cascame vegetale a fini energetici, idea che meritava maggiore attenzione. C’è il problema, in quel paese, delle potature di olivo, che potrebbero essere adoperate per produrre energia elettrica e termica, magari con mini impianti da 1 megawatt. Ad oggi ciò che è emerso è che in generale i Comuni non sanno ancora cosa candidare e come farlo, è già abbastanza tardi. Ma il problema principale è a monte e riguarda l’assenza, ancor oggi, del Piano del Parco”, sottolinea Rizzi. “Si rischia di avere interventi spot, privi di una visione d’insieme effettiva”.

Il naturalista foggiano replica anche al sindaco di San Marco in Lamis: “Merla ha invitato, in questa fase relativa al PNRR, a coinvolgere anche le associazioni ambientaliste, giusto. Ma vorrei confrontarmi con lui visto che ha affermato pure che le associazioni hanno una responsabilità rispetto al mancato sviluppo del Gargano. Non è certo colpa nostra se il Parco ancora non è dotato di un Piano, solo per fare un esempio. Peraltro, le associazioni sanno sviluppare un notevole indotto come fa FestambienteSud o come abbiamo fatto noi all’Oasi e alla Laguna del Re”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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