L’invasione dell’agrivoltaico continua in Capitanata, anche in zone come quella di Troia che già hanno sacrificato parecchio suolo alle rinnovabili. Prevede di estendersi su una superficie netta di ben 132 ettari l’impianto proposto dall’impresa milanese EG Vita srl tramite Alessandro Ceschiat, cui lo scorso 27 ottobre la Provincia di Foggia, concludendo la conferenza di servizi, ha dato l’ok. Si è chiuso positivamente il procedimento V.I.A. - P.A.U.R. presentato dall’impresa il 27/01/2021, così come rimodulato, per la realizzazione di un impianto agrivoltaico denominato Troia 2 e relative opere di connessione, da realizzarsi nell’area ubicata nel comune daunio, in località Monte Forgiaide, della potenzialità di picco pari a 68,58 MWp. Sarà situato a 3,5 km a sud-est rispetto al centro abitato, su terreni agricoli. Inoltre è stato pronunciato dall’ente di Palazzo Dogana un giudizio favorevole di compatibilità ambientale con efficacia temporale fissata in cinque anni, nel rispetto delle prescrizioni espresse dagli enti/amministrazioni intervenuti nel procedimento. Inizialmente l’istanza prevedeva un impianto solare fotovoltaico della potenzialità di picco di 69 MW, successivamente rimodulato a regime agrivoltaico dalla potenzialità leggermente ridotta. L’impresa proponente, dopo la trasformazione, condurrà i terreni agricoli tramite affidamento dei lavori agricoli in conto terzi, con contratto specifico. Le sedute delle conferenze dei servizi si sono tenute a ottobre e dicembre 2024, poi tra gennaio e marzo di quest’anno. Ci sono stati pareri favorevoli, favorevoli con prescrizioni e non favorevoli.
A marzo 2024 l’impresa comunicò la volontà di inserire nel progetto “i miglioramenti conseguenti alle più recenti normative e linee guida e riconfigurando il progetto in agri-fotovoltaico” e assicurò: “Il miglioramento del progetto porterà vantaggi anche alla comunità locale grazie ad accordi specifici pluriennali di coltivazione del campo stesso ed al conseguente miglior utilizzo del suolo”. Da qui l’aggiornamento dell’impianto a giugno 2024.
Ma la rimodulazione non ha comunque convinto tutti. Non è favorevole il parere consultivo reso dal Comitato tecnico provinciale VIA a settembre 2024, organo che si esprime solo sugli aspetti di compatibilità ambientale: “L’entità dei volumi e l’articolazione degli scavi per le connessioni e per l’impianto fotovoltaico, nell’insieme, inducono a ritenere rilevante l’impatto sui suoli direttamente interessati”. “La presenza dell'impianto per un lungo periodo di tempo determinerà il rischio che il suolo, alla dismissione dell'impianto, non possa essere riutilizzato a fini agricoli; infatti trattandosi di una vasta superficie vi è il concreto rischio di abbandono definitivo dell'attività agricola su tali aree”, è stata una delle perplessità del Comitato.
Contraria anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, che a gennaio scorso ha scritto: “Considerato lo stato attuale dei luoghi, si ritiene che gli interventi progettati, riconducibili alla realizzazione dell’impianto eolico e relative opere ed infrastrutture, stazione di utenza e vari tracciati dei cavidotti interrati, siano incompatibili con la tutela e la conservazione dei valori archeologici dell’area interessata, comportino pregiudizio alla conservazione dei valori paesaggistici dei luoghi e contrastino con quanto previsto dalla Sezione C2 delle schede d’ambito del tavoliere, nei suoi obiettivi di qualità paesaggistica e territoriale e nella normativa d’uso in essa riportati. Per tutto quanto sopra descritto, si ritiene di dover esprimere parere non favorevole all’intervento”.
Mentre la Regione ha dato parere favorevole all’impianto a condizione di arretrare oltre i 500 metri dal bordo del Regio Tratturello n. 32 la stazione utente e l’ampliamento futuro della stazione Terna che devono essere considerati parte integrante dell’impianto, nonché di prevedere interventi di mitigazione degli impatti delle suddette stazioni sull’asta tratturale attraverso l’impiego di schermature verdi continue lungo il fronte interferito da tali infrastrutture”.
A ottobre 2024 risale, da parte dell’impresa, la variazione della potenza di picco dell’impianto passando da 69,05 a 68,58 MWp, cambiando inoltre le coltivazioni previste per l’agrivoltaico.
“Nel corso dell’istruttoria espletata dall’Ufficio, il responsabile del procedimento ha superato le criticità rinvenute dal Comitato tecnico provinciale VIA della Provincia di Foggia, ritenendo assentibile in termini tecnici il progetto presentato”, si spiega nella determina dei giorni scorsi a firma del dirigente Luciano Follieri.
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