Eni Rewind ha dato risposte al sindaco di Manfredonia Domenico la Marca, lo scorso 12 marzo, dopo l’incontro del 6 febbraio scorso – promosso dai Verdi - sulle forti preoccupazioni espresse da diverse associazioni per il progetto della Provincia di Foggia che prevede, nell'area dell'Isola 16 del SIN (Sito di interesse nazionale) ex Enichem del Golfo, ancora contaminato, l'utilizzo delle tecniche Sve-Soil Vapour Extraction e Bv-BioVenting per l'estrazione delle sostanze tossiche presenti nel sottosuolo, successivamente trattate e rilasciate in atmosfera. A gennaio le associazioni - Manfredonia Nuova, UnionImpresa, Italiana Nostra Sezione Terra dell'Angelo, e la consigliera nazionale di Italia Nostra, Gioia Sforza - avevano sollecitato un serio approfondimento alla luce della grave contaminazione dell'area. “Il progetto operativo di bonifica, decretato con dal Ministero ad aprile 2019, prevede un intervento combinato costituito da scavo e smaltimento di circa 9.000 mc di terreni contaminati e l’applicazione di una tecnologia di bonifica in situ mediante Soil Vapour Extraction e Bioventing per rimuovere la contaminazione residuale nel suolo profondo”, ha spiegato Eni Rewind. “Le attività di scavo e smaltimento dei terreni contaminati per una quantità di cerca 9.000 mc su un’area di circa 4 ettari è stata conclusa. Le attività eseguite fino al raggiungimento delle condizioni di conformità previste dal progetto approvato sono state collaudate da ARPA nel 2023. L’intervento ha registrato alcune variazioni rispetto alle previsioni iniziali, tra cui: aumento dell’estensione dell’impronta di scavo; incremento dei volumi rimossi pari a circa il +30%; profondità di intervento fino a circa 4 metri, con evidenze di fondo roccioso e interessamento del suolo profondo". "Conclusa la fase di scavo”, ha aggiunto Eni Rewind, “le attività di bonifica stanno ora proseguendo sulla matrice di suolo profondo, non aggredibile con tecniche tradizionali di rimozione. Il progetto prevede l’applicazione combinata delle tecnologie di Bioventing (BV) e Soil Vapour Extraction (SVE), finalizzate alla rimozione della contaminazione residua presente nei terreni profondi. Le tecnologie di bonifica previste dal progetto consentono di trattare efficacemente contaminanti con caratteristiche differenti di volatilità e biodegradabilità, tra cui idrocarburi, BTEX e caprolattame, storicamente associati all’area oggetto di intervento”.
Lo SVE consiste nell’estrazione e recupero dell’aria interstiziale del sottosuolo mediante applicazione di una depressione nella zona insatura del terreno e successivo trattamento dell’aria estratta. Tale tecnologia viene adottata per la rimozione di contaminanti con maggior e volatilità (BTEX, Idrocarburi C<12, C>12 e in modo meno importante Fluorene). Il BV è l’iniezione controllata di aria nel sottosuolo per favorire e stimolare la biodegradazione degli inquinanti, che aumenta le prestazioni di naturale capacità di depurazione del sottosuolo riducendo al contempo le quantità di inquinanti gassosi da trattare, applicata per i contaminanti meno volatili ma biodegradabili in ambiente aerobico (Caprolattame). I flussi di aria estratti dal sottosuolo tramite il sistema SVE vengono convogliati verso un impianto di trattamento dedicato, dove i contaminanti presenti vengono abbattuti mediante adsorbimento su filtri a carbone attivo oppure tramite ossidazione in combustore catalitico, prima del rilascio in atmosfera tramite un unico punto di emissione controllato. Il sistema di trattamento è stato progettato e dimensionato per garantire, nelle normali condizioni operative, un flusso di massa dei composti organici volatili inferiore ai valori limite previsti dalla legge, assicurando pertanto il rispetto dei limiti normativi previsti per le emissioni in atmosfera”.
E la falda? “Non si registrano interferenze o impatti sulla falda. La tecnologia adottata è già impiegata in numerosi altri siti e l’efficacia sarà verificata a valle dell’esercizio degli impianti (previsione di circa 3 anni)”, ha risposto Eni Rewind. “I monitoraggi vengono svolti in contradditorio con ARPA e le date dei campionamenti vengono comunicate preliminarmente in modo che ARPA Puglia possa presenziare e campionare in contradditorio, oltre che i risultati vengono comunicati periodicamente agli enti”.
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