Zaiana, il WWF passa al contrattacco: “Parere della Soprintendenza solo per 57 metri, non sana abuso su 150”

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Altro che questione chiusa. Sul caso della strada di Baia Zaiana si riaccende lo scontro tra amministrazione comunale di Peschici e ambientalisti,  questa volta con atti formali, nello specifico richieste di annullamento. Dopo le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Luigi D’Arenzo a l’Attacco - in cui il primo cittadino aveva rivendicato il parere favorevole della Soprintendenza sul progetto di “ridimensionamento” della strada - il WWF Foggia, attraverso il presidente Maurizio Marrese, ha depositato una lunga istanza indirizzata alla stessa Soprintendenza, alla Regione Puglia, al Parco del Gargano, al Ministero dell’Ambiente e ad altri enti competenti chiedendo l’annullamento in autotutela del nulla osta paesaggistico rilasciato il 2 aprile scorso. La novità, però, sta soprattutto in un punto: secondo il WWF quel parere favorevole non riguarderebbe l’intera infrastruttura contestata negli anni, ma soltanto un segmento terminale di circa 57 metri. Un dettaglio che per gli ambientalisti cambierebbe radicalmente il quadro raccontato finora. “È specificato che trattasi di un parere con prescrizione ma solo dei 50 metri documentati e non dell’intera strada”, rileva Marrese, che nei giorni scorsi ha effettuato accesso agli atti dopo le parole del sindaco di Peschici. Nella documentazione inviata agli enti, il WWF sostiene che il tratto oggetto di autorizzazione sarebbe stato “artificiosamente frazionato” rispetto all’opera complessiva. Secondo l’associazione ambientalista, infatti, la strada realizzata a Baia Zaiana avrebbe una lunghezza complessiva di circa 150 metri e una larghezza media di 3,30 metri, ottenuta “sbancando letteralmente il costone roccioso” e realizzando muri, cordoli e scalinate.

Per questo il WWF contesta duramente l’impostazione seguita nella richiesta di compatibilità paesaggistica: “Valutare la compatibilità paesaggistica solo del tratto terminale di 57 metri mascherato con materiale ecocompatibile significa legittimare un macroscopico frazionamento artificioso dell’abuso”, commenta Marrese. Parole che riaprono completamente il caso politico e amministrativo attorno a Zaiana, soprattutto dopo che D’Arenzo aveva parlato di un intervento necessario e autorizzato. Nella precedente interlocuzione con l’Attacco, il Sindaco aveva spiegato che l’obiettivo del Comune non fosse mantenere l’attuale configurazione della strada, ma ridimensionarla per consentire il solo passaggio dei mezzi di servizio e soccorso: “Non stiamo parlando di un vezzo per la fruizione turistica”, aveva detto, spiegando che la carreggiata sarebbe stata ristretta e parte del cemento sostituito con materiali ecosostenibili.

Una lettura completamente respinta dal WWF, che anzi accusa il Comune di voler consolidare un’opera incompatibile con l’area protetta. Nella richiesta di annullamento vengono elencate una lunga serie di criticità: vincoli paesaggistici, geomorfologici, idrogeologici, sismici e ambientali. L’associazione richiama anche il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, la presenza di aree SIC e ZSC europee, oltre alle norme del Parco Nazionale del Gargano. Particolarmente duro il passaggio sulle condizioni della falesia, rispetto alle quali il WWF sostiene che l’area presenti rischi di crollo e frana già certificati da precedenti atti amministrativi. Nel documento si ricorda inoltre l’esistenza di ordinanze di demolizione e ripristino rimaste ineseguite nel corso degli anni. Tra i punti più delicati c’è anche il riferimento al ristorante “Il Grottone” e alle strutture presenti sotto la falesia, che insisterebbero su area demaniale e in una zona ad alta fragilità geomorfologica.

L’associazione chiede così alla Soprintendenza di ritirare il parere favorevole rilasciato il 2 aprile scorso, sostenendo che sarebbe stato emesso sulla base di una rappresentazione “parziale e ingannevole” dello stato reale dei luoghi. Ma la nota di Marrese non si limita all’aspetto tecnico. Diventa anche una stoccata politica diretta contro l’amministrazione comunale di Peschici: “Chiediamo al sindaco D’Arenzo e alla sua amministrazione di abbandonare i compromessi con l’abusivismo e di mostrare una netta discontinuità con il passato”, scrive il presidente del WWF Foggia. E ancora: “La vergogna di Baia Zaiana non può più essere tollerata né ridimensionata”.

Gli ambientalisti rivendicano inoltre di non essersi limitati a “dire no”, ma di aver avanzato proposte alternative: dal ripristino totale dell’area alla revoca delle concessioni, fino all’apertura di tavoli tecnici con Parco e associazioni per una gestione sostenibile della baia.
Nel documento si arriva perfino a evocare nuovi ricorsi amministrativi e segnalazioni alla Procura nel caso in cui il procedimento andasse avanti senza modifiche.

Intanto lo scontro continua a consumarsi anche sul piano pubblico e mediatico. Perché Zaiana, ormai da mesi, ha smesso di essere i una semplice strada e si è tramutata nel punto di collisione tra due idee opposte di gestione del territorio: da una parte chi parla di accessibilità, sicurezza e servizi; dall’altra chi denuncia anni di trasformazioni abusive dentro uno degli angoli più delicati e simbolici della costa garganica.
Il fatto che ora la battaglia si stia spostando sugli atti ufficiali e sulle autorizzazioni potrebbe aprire una fase ancora più tesa.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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