Tace l’imprenditore turistico di Rodi Garganico Vincenzo D’Errico, il cui fascicolo relativo alla proposta di nomina alla presidenza del Parco nazionale del Gargano è bloccato alle commissioni ambiente di Camera e Senato. Non c’è ancora alcuna notizia delle audizioni, che precederanno il parere delle commissioni. L’Attacco ha provato invano ieri a contattare D’Errico, il nome su cui lo scorso anno a sorpresa l’allora presidente della Regione Michele Emiliano espresse l’intesa col ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin. La furbizia politica di Emiliano beffò il centrodestra, che nel presentare le due terne di candidati per le presidenze dei Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia pensava di non incorrere in sorprese. Com’è noto in Capitanata, il vero uomo su cui puntava il centrodestra provinciale era quello dell’attuale commissario straordinario Raffaele di Mauro, mentre furono inseriti come riempitivi gli altri due nominativi: la sannicandrese Tiziana Casavecchia, ex vicesindaca di Vico del Gargano durante l’amministrazione Sementino, e D’Errico, con trascorsi nel M5S e poi approdato in Forza Italia al seguito dell’amico deputato Giorgio Lovecchio. La stessa logica fu seguita per l’Alta Murgia, dove il vero candidato su cui la coalizione puntava era (ed è) quello dell’attuale commissario Nicola Loizzo, legato al commissario regionale di Fratelli d’Italia e sottosegretario del governo Meloni, Marcello Gemmato. Stando a quanto trapela dal partito della presidente del Consiglio, Colucci andava bene invece all’europarlamentare Francesco Ventola e ad alcuni sindaci. Ecco il perché dei tentativi tutti interni di impallinare sia D’Errico che Colucci: rispetto al primo è arrivata mesi fa da eletti di Forza Italia la segnalazione di presunti conflitti di interessi (per tre sue società del comparto turistico-ricettivo operanti in area Parco, non dichiarate nel curriculum inviato al momento della candidatura), mentre per il secondo è giunta da eletti di Fratelli d’Italia l’eccezione di una presunta mancanza dei requisiti richiesti dalla legge quadro sulle aree protette, che disciplina il conferimento della presidenza dell’ente Parco (perchè finora avrebbe svolto solo mansioni impiegatizie di natura contabile).
“Emiliano fece nel 2025 la stessa operazione nei due casi, col consueto trasversalismo. La certezza nel centrodestra era che gli altri due candidati di ciascuna rosa avrebbero rinunciato, come avvenuto ad esempio per Casavecchia che in realtà punta a fare la candidata sindaca del centrodestra nella sua Vico del Gargano”, spiegano a l’Attacco fonti della coalizione. L’idea è addivenire a pareri negativi da parte delle commissioni, che stanno per essere convocate.
Intanto si avvicina la scadenza (fissata al 15 luglio prossimo) della proroga dell’incarico dell’avvocato foggiano di Mauro - consigliere comunale di Forza Italia a Foggia, ex candidato sindaco del centrodestra ed ex coordinatore provinciale del partito azzurro – quale commissario straordinario del PNG, in carica da luglio 2025 dopo la prima nomina da parte del ministro. Iter al momento bloccato, per quanto in fase più avanzata, anche rispetto alla nomina di Giuseppe Colucci a presidente.
Ad oggi non è stata ancora rimessa all'ordine del giorno della commissione ambiente della Camera la votazione del parere per la designazione di Colucci, già audito lo scorso 12 maggio dinanzi alla commissione del Senato con conseguente parere positivo.
Il 5 agosto 2026 scadrà la proroga del commissario straordinario Loizzo, nominato dal ministro lo scorso 21 gennaio per un semestre a decorrere dal 5 febbraio scorso, dopo un primo incarico nella stessa veste ricevuto il 5 agosto 2025. In precedenza ci sono stati gli anni della presidenza e del commissariamento affidati all’ex numero uno di Legambiente Puglia Francesco Tarantini.
Dopo gli articoli de l’Attacco sono pervenute in redazione le reazioni di persone che perorano o, al contrario, osteggiano la nomina di Colucci. “D'Errico fu proposto dai vertici regionale e provinciale di Foggia di Forza Italia nella terna per il presidente del Parco nazionale del Gargano; Giuseppe Colucci (il cui curriculum è conforme alla legge n.394 del 1991) fu proposto dai vertici regionale e provinciale di Bari di Fratelli d'Italia nella terna per l’Alta Murgia. Nessuno per entrambi aveva sollevato dubbi dopo l'intesa favorevole col presidente Emiliano”, dicono i primi.
“Come segnalato per D’Errico, anche Colucci, candidato individuato per la presidenza del PAM, ha conflitti d’interesse evidenti in quanto lavora a livello amministrativo a tempo indeterminato per Cantine Torrevento, impresa ubicata all’interno del Parco con stabilimenti di vinificazione e ettari di vitigni”, fanno sapere i secondi.
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