Assunti 16 facilitatori digitali senza concorso: Nigri attinge da graduatorie Servizio Civile Universale

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“Sedici giovani assunti come facilitatori digitali senza un regolare concorso pubblico”. È quanto emerge da un’analisi approfondita di una fonte interna a l’Attacco sulle recenti procedure di reclutamento adottate dalla ASL di Foggia. I contratti, “che sono stati protocollati tra il 10 e il 17 marzo scorso, configurano rapporti di lavoro occasionale con decorrenza dal 3 marzo 2025 fino al 31 dicembre 2025”. Ma è la modalità di selezione a sollevare perplessità a questa denuncia anonima: l’azienda sanitaria avrebbe attinto “direttamente dalle graduatorie del Servizio Civile Universale, bypassando le procedure di selezione pubblica obbligatorie per legge”. La denuncia a mezzo stampa è documentata da una serie di atti ufficiali. Le note protocollate (n.0029661, n.0029663 del 10/3/25 e n.0033036, n.0032996, n.0033154, n.0033009, n.0033136, n.0033189, n.0033172, n.0033228, n.0033237, n.0033219, n.0033211, n.0033050, n.0033065, n.0033101 del 17/03/2025) formalizzano legami di lavoro occasionale per sedici figure impiegate nel progetto “Rete dei servizi di facilitazione digitale”, finanziato con fondi Pnrr. L’Azienda Sanitaria di Foggia ha presentato ufficialmente tale progetto come risultato della convenzione siglata con l’Agenzia Regionale Strategica per la Salute Puglia, “con l’obiettivo di supportare i cittadini nell’accesso e nell’utilizzo di internet, delle tecnologie digitali e dei servizi online”. Il 4 marzo scorso è partita la formazione per 16 giovani di età compresa tra 18 e 25 anni, affidata a otto tutor, mentre gli otto punti di facilitazione digitale sono operativi dal 5 marzo nel comprensorio sanitario di competenza della Azienda sanitaria foggiana: due a Cerignola, uno a Lucera, uno a Manfredonia, uno a San Marco in Lamis, due a Foggia (uno in piazza della Libertà e uno in via Grecia), e uno a San Severo. 

La questione degli assunti “facilitatori digitali”, come sottolinea il denunciante anonimo, “appare in netto contrasto con i principi fondamentali che regolano l'accesso al pubblico impiego. L’articolo 97 della Costituzione - viene spiegato -stabilisce infatti che “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso”, mentre l'articolo 7 del Decreto Legislativo 165/2001 prevede procedure comparative, adeguatamente pubblicizzate, per il conferimento di incarichi di collaborazione presso gli enti pubblici. Il progetto prevede l’attivazione di otto punti di facilitazione digitale distribuiti sul territorio provinciale per supportare i cittadini nell'utilizzo dei servizi digitali. Un’iniziativa meritevole che rischia però di essere inficiata da procedure amministrative quantomeno discutibili”. 

Un aspetto “particolarmente critico - spiega la fonte interna al giornale - riguarda la natura fondamentalmente diversa tra Servizio Civile e rapporto di lavoro. Il Servizio Civile è un’attività di volontariato con un rimborso spese forfettario di 507,30 euro mensili, non configurabile come rapporto di lavoro. I criteri di selezione, i requisiti e le finalità sono completamente diversi rispetto a un contratto di prestazione occasionale. Utilizzare queste graduatorie per finalità diverse da quelle per cui sono state create rappresenta quindi una forzatura del sistema”. 

A sollevare ulteriori perplessità sulla questione dei “facilitatori digitali”, secondo questa denuncia, “è la mancanza di trasparenza dell’intera procedura. Nessun bando pubblico, nessun avviso, nessuna possibilità per potenziali candidati esterni di partecipare alla selezione. Un fatto che potrebbe configurare anche una lesione del diritto di pari opportunità nell'accesso agli impieghi pubblici”. 

Tale vicenda, prosegue la denuncia, “si inserisce in un contesto della sanità pubblica locale già complesso e caratterizzato da sfide significative. I giovani coinvolti nel progetto si trovano ora in una posizione delicata: assunti con procedure potenzialmente illegittime. La questione potrebbe richiamare l’attenzione degli organi di controllo e vigilanza”. 

Tale segnalazione richiede ora “un chiarimento ufficiale da parte della direzione strategica della ASL, che dovrebbe spiegare pubblicamente le ragioni di una scelta procedurale così controversa. I fondi Pnrr, che finanziano il progetto, rappresentano un'opportunità importante per modernizzare la sanità pubblica e colmare il divario digitale della provincia. Un’occasione che merita di essere gestita nel pieno rispetto delle regole e della trasparenza amministrativa”.  

l’Attacco ha provato a contattare più volte la direzione Asl tramite l’ufficio stampa senza riscontro alcuno.
(Alessandro Salvatore - l’Attacco)

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