“Durante l’ultima edizione de La Vieste en Rose, oltre 20mila persone hanno preso d’assalto il nostro centro storico, attratte dalla bellezza del luogo e dalla cultura eno-gastronomica. Unico grande neo la mancanza di un presidio medico che, in caso di emergenza, si sarebbe rivelata compromettente. E’ questo è il dramma amministrativo che viviamo da tempo nelle aree interne del Gargano. Per questo torniamo a ribadire con forza che la Regione Puglia deve risolvere il problema, perché la nuova stagione estiva è iniziata”. Dopo aver sbattuto i pugni sul tavolo della Prefettura di Foggia il 16 aprile scorso, in un incontro istituzionale richiesto a nome della sua città e degli altri borghi del Gargano, il sindaco Giuseppe Nobiletti spiega a l’Attacco che, da allora, “nulla è cambiato”. L’ultimo segnale d’allarme sulla cronicità sanitaria delle aree interne del Foggiano era arrivato proprio da Vieste, dove uno dei medici del 118 ha assunto l’incarico nella medicina generale di un altro comune e il posto lasciato vacante nella postazione di emergenza-urgenza risulta ancora scoperto. Questa è stata una delle questioni poste sul tavolo della Prefettura dove, aveva chiarito alla vigilia il presidente della Provincia Nobiletti, “non andremo a chiedere favori, ma pretenderemo rispetto e risposte”. A quella riunione hanno partecipato i vertici della ASL - il direttore generale Antonio Nigri e la direttrice sanitaria Mara Masullo - ed i sindaci dei comuni costieri del Gargano. Assente l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Piemontese, impegnato a Roma per partecipare ad una riunione della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Lo stesso Piemontese che, contattato ieri da l’Attacco per ricevere un possibile commento sulla questione, non ha fornito risposta. “Ma è la Regione che è responsabile della sanità in Puglia, dunque è il governo territoriale che deve risolvere la nostra emergenza, sulla quale ho richiesto al Prefetto di Foggia un nuovo summit chiarificatore” commenta il Sindaco viestano Nobiletti.
Il dramma del primo cittadino è che “Vieste, quando scoppia il boom estivo, si centuplica, con conseguenze drammatiche su un sistema sanitario già compromesso. Torno a ricordare che l’annata record di presenze nel 2024, quando i 13mila residenti invernali sono schizzati alle oltre 2.1 milioni di presenze. Tale dato ha mandato in tilt il precario sistema di assistenza sanitaria. Ora - ribadisce con forza Nobiletti - non vogliamo che si ripeta questa emergenza. Per tale ragione chiediamo l’intervento della politica pugliese per rafforzare il servizio sanitario ospedaliero con interventi finanziari unicamente indirizzati alla tutela della salute”.
Vieste, che si considera come evidenzia Nobiletti, “una città front-office della Puglia”, è lo specchio dell’emergenza sanitaria che si vive d’estate sulle aree costiere del Gargano. “Noi comuni di questo versante della Puglia siamo tutti nella stessa barca” evidenzia Nobiletti, che riporta al pettine i nodi pubblici vissuti dalla sua cittadina: “A Vieste possiamo contare sul punto di primo intervento, sul 118 e sulla guardia medica. Il problema è che in tutti i tre settori di presidio sanitario manca la continuità assistenziale, con un aggravio del gap di presenze specialistiche. Di fatto - sottolinea il sindaco della perla garganica - tre medici ruotano lungo l’arco della giornata. Un dato insufficiente che apre anche turni scoperti”.
Sul tavolo della Prefettura, Nobiletti, a nome del Gargano adriatico, ha lasciato delle proposte sul caso-sanità. “Nonostante i Comuni, spesso contro ogni competenza, prevedono degli incentivi che non spettano loro, come la convenzione siglata con l’Asl che assicura vitto e alloggio gratuito ai membri del 118, ho proposto l’istituzione dei comuni turisticamente rilevanti della Puglia, con una soglia minima di presenze, che prevedano degli incentivi per i medici che scelgono il Gargano nel periodo estivo, magari attraverso un contratto annuale che avrebbe la maggioranza dell’impegno nel periodo vacanziero, come già si fa per altri territori disagiati come le Tremiti, legando gli incentivi anche alla permanenza invernale. Tutto questo non comporterebbe un aggravio eccessivo per le casse della Regione e per il bilancio del sistema sanitario regionale. È l’unico modo per costruire un minimo di continuità sanitaria”.
L’assistenza sanitaria pubblica, nel Gargano, si perde idealmente tra i dedali della sua morfologia. Nobiletti grida con forza che “non possiamo più permetterci una sola ambulanza medicalizzata che copra decine di chilometri. Servono soluzioni pratiche e rapide: un secondo medico da affiancare, auto mediche agili, personale da distribuire meglio sul territorio. Ho anche chiesto – torna a ribadire il Sindaco di Vieste - che si replichi l’incentivo già previsto nei Pronto Soccorso degli Ospedali per i medici in quiescenza (90 euro lordi all’ora). Se funziona lì, perché non può funzionare nei territori più isolati e turistici della Puglia? Abbiamo detto tutto. Più volte. In ogni sede. Oggi lo ribadiamo ancora, senza giri di parole: l’emergenza sanitaria è un’emergenza strutturale. E serve una risposta strutturale”.
(Alessandro Salvatore - l’Attacco)
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