Covid-19, anche in Italia nuova variante Nimbus: per Oms attività del virus è tornata a livelli di luglio 2024

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Come tutti sanno, virus e batteri non vanno in vacanza, considerando che l’estate ha già fatto capolino e c’è chi è già in ferie. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato un appello, riportato da tutte le agenzie: “Il tasso di positività del Covid, nel mondo, ha raggiunto la quota dell’undici per cento. La nuova variante, NB.1.8.1 è già al 10,7% delle sequenze mentre è calata LP.8.1”. Questa nuova variante, si diffonde più rapidamente ma non è aggressiva come le precedenti di Omicron, da cui discente, ma resta pericolosa per le persone fragili e immunodepresse. “Da metà febbraio 2025, secondo i dati disponibili dai siti sentinella, l'attività globale di SARS-CoV-2 è in aumento, con un tasso di positività ai test che ha raggiunto l'11%, livelli che non si osservavano da luglio dello scorso anno”, ha ribadito l’Oms, in una “warning” pubblicata e diffusa, proprio per fare il punto della situazione sull'andamento della malattia Covid-19 - provocata dal virus SARS-CoV-2, responsabile degli anni della pandemia, dichiarata ufficialmente finita il 5 maggio 2023 dall’Oms - in queste ultime settimane e su un quadro che sta cambiando, con la salita della nuova variante che si sta posizionando sulla scena globale: NB.1.8.1. Argomento trattato da l’Attacco, nelle notizie brevi. Quest’ultima variante, già ribattezzata “Nimbus” da chi fa scouting di varianti e dagli esperti sui social network, è in aumento e ha raggiunto il 10,7% delle sequenze globali segnalate a metà maggio. “L'aumento - spiega l'Oms - si osserva principalmente nei Paesi del Mediterraneo orientale, del Sud-Est asiatico e delle regioni del Pacifico occidentale”. E per quanto riguarda le varianti in circolazione, dall'inizio del 2025, “L'andamento globale - segnala l'agenzia Onu per la Salute - ha subito una leggera variazione: la circolazione di LP.8.1, che era ormai diventata dominante in varie nazioni nel mondo (è anche la variante a cui si raccomanda di mirare i vaccini per le prossime campagna vaccinali, come in Europa), adesso è in calo”. 

Gli aumenti dell'attività di SARS-CoV-2, registrati di recente: “Sono sostanzialmente in linea con i livelli osservati nello stesso periodo dell'anno scorso", ha precisato l'Oms, che ha specificato: “Manca ancora una chiara stagionalità nella circolazione di SARS-CoV-2 e la sorveglianza è limitata: un monitoraggio continuo diventa essenziale” e ha raccomandato agli Stati membri di “Continuare ad applicare un approccio integrato e basato sul rischio alla gestione della malattia Covid-19, come delineato nelle raccomandazioni permanenti del direttore generale. Nell'ambito di programmi completi di controllo del Covid, la vaccinazione resta un intervento chiave per prevenire la malattia grave ed i conseguenziali decessi, in particolare tra i gruppi a rischio”. 

Dall’aggiornamento settimanale del ministero della Salute sui casi di Covid-19 registrati in Italia nella settimana 15-21 maggio, c’erano 298 casi e 5 decessi (erano 249 e 13 rispettivamente, nel precedente bollettino). Nimbus, dal latino, nembo in italiano, indica una nube tempestosa, carica di pioggia. 

A l’Attacco, così Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e Ordinario d’Igiene, all’Università di Pisa: “Con ‘Nimbus’ si è tornati a dare un nome evocativo alle sottovarianti del virus SARS-CoV-2. Da un po’ di tempo, infatti, le numerose sottovarianti che si erano sviluppate dalla variante originale Omicron, erano indicate da sigle più o meno complicate, dagli addetti ai lavori. Anche questa, gli addetti ai lavori la identificano con la sigla NB.1.8.1. Il fatto di essersi guadagnato un ‘nome proprio’ non vuol dire che sia più pericolosa o desti più preoccupazione rispetto alle altre che sono circolate negli ultimi anni – ha evidenziato il professor Lopalco -. Parliamo sempre dello stesso virus, dello stesso livello di contagiosità e dello stesso livello di capacità di provocare la malattia. Quello che cambia, come al solito, quando arriva una nuova sottovariante, è la capacità del nuovo ceppo virale di evadere le difese immunitarie di chi si infetta”. 

I virus, come detto, mutano: “Si tratta di un ceppo mutato e, quindi, ha più probabilità d’infettare e produrre sintomi anche in chi è precedentemente stato infettato da un ceppo differente. Per questo motivo, c’è da aspettarsi un aumento dei casi nei prossimi mesi – ha detto a l’Attacco, l’epidemiologo di Mesagne e attuale consigliere regionale, che ha concluso -. Nulla di nuovo: anche negli anni scorsi, abbiamo sempre osservato un piccolo picco estivo che ha preceduto il classico picco dell’autunno-inverno. Le raccomandazioni sono sempre le stesse: vaccinare le persone più suscettibili a forme gravi di malattia, prime fra tutti gli anziani e i soggetti immunodepressi. Il vaccino funziona, è sicuro e può evitare quei casi gravi che, purtroppo, non abbiamo mai spesso di osservare”. 

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