l’Attacco ha pubblicato sabato un approfondimento sulla gestione della CRA Zeus di Manfredonia, una struttura privata convenzionata con la regione Puglia dedicata a persone con disturbi psichiatrici e trascorsi giudiziari. L'articolo è stato basato sulla testimonianza dettagliata e anonima di una fonte primaria che denuncia una serie di gravi irregolarità e abusi all'interno della comunità riabilitativa. Le accuse spaziano dalla carenza di personale alla falsificazione dei turni, dall'assunzione di OSS poco professionali, l'umiliazione sui pazienti e sedazione forzata. Sotto la lente d'ingrandimento anche la gestione economica del vitto, con la denuncia di un consistente divario tra i fondi erogati dalla regione e le spese effettive per un cibo di scarsa qualità. Il punto più controverso riguarda il presunto conflitto di interessi che vedrebbe coinvolto il dottor Luigi Esposto, responsabile ASL del controllo della struttura, il quale avrebbe contemporaneamente avuto rapporti di lavoro e compensi dal Consorzio Metropolis, gestore della CRA Zeus. La testimonianza include anche un grave episodio di manomissione di una cartella clinica, atto che la fonte interpreta come un tentativo di screditarla e che ha portato alle sue dimissioni dopo il rifiuto della direzione generale ASL di riceverlo. Il direttore generale dell'ASL, Antonio Nigri, ha risposto alle accuse assicurando che la situazione è monitorata mensilmente, un medico aggiuntivo è stato assegnato per controlli più rigorosi e che valuterà personalmente la veridicità delle denunce più gravi. l'Attacco ha interpellato il dottor Luigi Esposto, direttore ASL della struttura e responsabile del controllo sulla CRA Zeus di Manfredonia, per ottenere una replica alle gravi accuse mosse da una fonte anonima. Il dottor Esposto ha risposto puntualmente a ogni contestazione, fornendo la sua versione dei fatti e respingendo le irregolarità denunciate. In merito alle segnalazioni di personale insufficiente, scarsamente presente nonostante le figure contrattualizzate, e alla presunta falsificazione dei turni, il dottor Esposto ha affermato categoricamente: “Non risulta alcuna anomalia in questo senso”. Ha inoltre smentito con forza l'accusa di turni scoperti e il conseguente ricorso al 118 in caso di emergenza: “Non è mai intervenuto il 118, né perché c'erano i turni scoperti, né per malesseri vari. Non è mai intervenuto”. Riguardo le accuse di umiliazioni, sedazione forzata e specifici episodi di aggressione verbale nei confronti di pazienti vulnerabili, il dottor Esposto è stato irremovibile: “Assolutamente no!”.
Affrontando la questione della sua presunta incompatibilità, in quanto dipendente ASL che collaborerebbe con una struttura privata convenzionata, il dottor Esposto ha chiarito la situazione: “Sono il direttore della struttura, in cui la direzione è ASL, ma la gestione è privata, affidata ad un privato per via di una gara d’appalto. Come da disposizioni regionali REM esistenti anche in altre realtà”. Ha poi citato altri esempi in Puglia, come Carovigno e Spinazzola, per evidenziare la conformità del modello gestionale. Con una nota di ironia, ha aggiunto: “L'anonimo/a è poco informato/a”.
Infine, per quanto concerne le contestazioni sul vitto, che la fonte anonima aveva definito "stomachevole" e preparato con un budget irrisorio o addirittura trasportato in modo inadeguato da ditte esterne, il dottor Esposto ha precisato: “Abbiamo un cuoco e un aiuto cuoco che provvedono a rispettare un menù stabilito dalla ASL”. Ha smentito categoricamente l'utilizzo di cucine centralizzate esterne o il trasporto inadeguato del cibo: “No. Il cibo viene preparato in loco, non viaggia proprio perché non c'è nessuna cucina centralizzata. Il menù che loro osservano è quello ASL”.
La replica del dottor Esposto contrasta in modo netto con le gravi accuse avanzate dalla fonte primaria, suggerendo che la gestione della CRA Zeus sia regolare e mettendo in discussione la fondatezza delle segnalazioni pervenute a l’Attacco. Il professionista ha fornito ulteriori dettagli e smentite, in particolare riguardo alla cartella clinica, alla sua posizione lavorativa e ai controlli sulla CRA Zeus. In riferimento all'episodio della presunta manomissione di una cartella clinica, il dottor Esposto ha categoricamente dichiarato: “Non è mai stata sostituita”.
Per quanto concerne la presenza medica notturna e nei fine settimana, ha specificato: “La ASL mette a disposizione un responsabile sanitario che si occupa della corretta esecuzione e un DEC e RUP”. Ha inoltre aggiunto che la “reperibilità medica nei giorni festivi è garantita dal consorzio”.
Esposto ha tenuto a precisare la natura del suo rapporto lavorativo e a smentire le cifre relative al suo stipendio e a qualsiasi collegamento improprio con la CRA Zeus: “Il mio stipendio non è relativo alle 7000 euro”. Ha poi chiarito il suo ruolo all'interno dell'ASL e il suo impegno verso i pazienti detenuti, negando qualsiasi favoritismo economico verso la struttura Zeus: “Io sono un sanitario, sono un direttore della psichiatria penitenziaria a cui successivamente è stato attribuito il ruolo di coordinamento della medicina penitenziaria, mi occupo dell'organizzazione sanitaria del servizio nelle carceri. Mi occupo degli autori di reato rispetto al fatto che sono sempre disponibile perché le persone malate non devono stare in carcere ma devono avere programmi riabilitativi e io favorisco le persone delle carceri a Zeus, io non percepisco nessuna retribuzione da Zeus ma dalla ASL. Che sia Zeus o altre strutture, ci tengo a precisare, è uguale”.
Il responsabile ha sottolineato l'intensità dei controlli a cui la struttura è sottoposta: “Ci sono tante verifiche fatte, la ASL fa i suoi controlli perché ci sono state situazioni simili di denunce e quindi la ASL ha messo in atto dei controlli campione per verificare la questione alimentare e dei farmaci e la conservazione degli stessi ed altro”.
Riguardo alla sicurezza dei pazienti e della comunità ossia residenti nel quartiere in cui è ubicato Zeus, il dottor Esposto ha rassicurato: “Le misure cautelari vengono controllate dalle forze dell'ordine in quanto a Zeus ci sono persone con misure detentive per cui è tutto super controllato. Per cui quando ci sono i permessi, viene tutto monitorato dai carabinieri”. Ha chiosato: “Non è mai successo nulla”.
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