C’è un solo operatore economico in campo nella gara da oltre 5 milioni di euro, gestita dalla Stazione unica appaltante della Provincia di Foggia per conto del Comune di Monte Sant'Angelo, relativa alla concessione per nove anni del servizio di gestione della struttura socio-residenziale Casa di riposo per anziani San Michele Arcangelo. Negli ultimi anni la struttura è stata gestita dalla società cooperativa San Giovanni di Dio, guidata in passato dal sipontino Raffaele De Nittis, e nella città garganica c’è attesa per l’esito della procedura al fine di capire a chi verrà passato il testimone. Durante il periodo di commissariamento straordinario dell’ente municipale, tra il 2016 e il 2017, ci fu l’aggiudicazione e la firma del contratto d’appalto per l’affidamento dei servizi socio-sanitari–assistenziali, del servizio cucina e del servizio di igiene, sanificazione e disinfezione presso la Casa di riposo in favore dell’ati San Giovanni di Dio-cooperativa Iris di Manfredonia, per la durata di nove anni e dell’importo complessivo di 108.000 euro e canone pari a 12.000 euro annui. A Palazzo di città c’è grande apprezzamento per l’operato del gestore uscente, che è stato invece aspramente e più volte criticato dal consigliere comunale di minoranza Matteo Notarangelo. Ebbene, alla gara da 5.062.483,80 euro ha preso parte, entro la scadenza del 28 giugno scorso, soltanto un nome: è il Consorzio sanità e servizi integrati e di welfare arl di Adelfia, nel Barese, che è uno dei consorzi di cui fa parte, come realtà locale in Capitanata, proprio la San Giovanni di Dio. Si va, dunque, verso la continuità per altri nove anni di gestione. Il 30 giugno c’è stata la prima seduta di gara, col seggio composto dalla dirigente del Comune di Monte Sant’Angelo Giosiana Santoro, nel ruolo di responsabile unico del progetto, e dai dipendenti della Provincia Mariano Cericola (ingegnere, funzionario tecnico del Settore appalti, SUA, contratti) e Giovanni Gualano (istruttore amministrativo del medesimo Settore) come testimone. Sono stati loro ad aprire la documentazione dell’unica offerta pervenuta.
Il Comune di Monte Sant'Angelo è proprietario dell'immobile, sito in piazza Dante Alighieri, adibito a struttura socio-assistenziale per anziani denominata Casa di riposo per anziani San Michele Arcangelo, che ha una superficie complessiva di 1.144 mq circa ed è disposta su tre livelli, dotata di 19 alloggi dalle superfici variabili che prevedono una utenza differenziata, di cui 16 con due posti letto e tre con un solo un posto letto.
La Casa di riposo per anziani ha una potenzialità ricettiva, dal 2018, di massimo 35 ospiti e si configura come struttura sociale residenziale a prevalente accoglienza alberghiera, destinata ad ospitare, temporaneamente o permanentemente, anziani autosufficienti ultrasessantacinquenni che per loro scelta preferiscono avere servizi collettivi, anziché gestire in maniera autonoma la propria vita o che hanno limitati condizionamenti di natura economica o sociale nel condurre una vita autonoma ovvero che sono privi di altro supporto familiare.
“La struttura deve fornire prestazioni e servizi alberghieri inclusivi di attività di supporto nell’espletamento delle funzioni e delle attività quotidiane, a sostegno dell’autonomia individuale e sociale. Per la gestione della stessa sono previste figure dedicate, quali un coordinatore responsabile della struttura nella figura dell'educatore professionale o dell'assistente sociale, che assicuri la presenza per almeno 12 ore settimanali e personale ausiliario nel numero di uno per dieci ospiti che garantisca la presenza nelle ore diurne, per un minimo di 12 ore giornaliere. Nella fascia notturna un operatore ausiliario ogni 20 ospiti”, spiega Santoro.
“Il servizio è volto ad assicurare il soddisfacimento dei bisogni primari ed assistenziali, di relazione e socializzazione degli anziani inseriti, che valorizzino la persona anziana e agiscano sulla sua globalità coinvolgendo, laddove presente, la famiglia e la comunità secondo le indicazioni della normativa vigente, con particolare riguardo alle disposizioni regionali in materia”. Il concessionario riscuoterà direttamente le rette a carico degli utenti e dovrà versare al Comune un canone annuo di gestione, determinato nel 50% delle tariffe medie mensili relative a 35 ospiti, quale importo a base d’asta suscettibile di solo aumento, con la indicizzazione ISTAT di legge a partire dal terzo anno di gestione; tale canone annuale è stato fissato in 22.500 euro, costituente l’importo a base d’asta al rialzo. Tale somma è rapportata alla tariffa media mensile riferita a tutti gli ospiti e scaturisce dal seguente calcolo: 1.285,71 euro al netto di Iva-tariffa media mensile attualmente praticata (tra camera singola e camera doppia) per 35 posti letto, ovvero 44.999,85 euro. Il canone annuo viene determinato nel 50% del valore precedente, così da ottenere un canone annuo di concessione, con arrotondamento, pari a 22.500 euro. Il canone sarà indicizzato con gli aggiornamenti ISTAT, a partire dal terzo anno di gestione. L’importo stimato della concessione per la durata prevista è stato determinato a partire dalla retta media mensile per ospite attualmente praticata (1.285,71 euro oltre Iva).
Dunque il valore stimato della concessione comprende l’intero flusso dei corrispettivi pagati dagli utenti per la massima capacità ricettiva per tutta la durata prevista (1.285,71 euro della retta media mensile per ospite moltiplicati per 35 ospiti, per 12 mesi e per 9 anni, ovvero 4.859.983,80 euro) ed è comprensivo del canone concessorio a base di gara (22.500 euro moltiplicati per nove anni, vale a dire 202.500 euro). E’ prevista la clausola di riassorbimento del personale attualmente impiegato nel servizio: si tratta di 17 persone, tra OSS, infermieri, ausiliari, psicologo, assistente sociale/responsabile di struttura, animatore.
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