A Cerignola è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra l’Ambito territoriale sociale di Cerignola e il Distretto socio sanitario di Cerignola dell’Asl di Foggia per dar vita ad una gestione condivisa del Punto Unico di Accesso (PUA). L’accordo rappresenta un passo fondamentale per il rafforzamento dell’organizzazione della rete di servizi offerti nel nostro territorio, in cui si assisterà ad un netto miglioramento della qualità dell’assistenza sociosanitaria e ad una semplificazione dell’accessibilità. D’ora in avanti, infatti, i cittadini di Cerignola potranno essere presi in carico complessivamente rispetto ai propri bisogni e seguiti durante le fasi del percorso di cura.
Alla firma hanno preso parte il vicepresidente della Regione Puglia e assessore alla Sanità, Benessere animale e Sport Raffaele Piemontese, il sindaco di Cerignola Francesco Bonito, la vicesindaca di Cerignola e assessora al Welfare e alle Politiche sociali Maria Dibisceglia, il direttore generale dell’Asl di Foggia Antonio Nigri, e la direttrice del Distretto socio sanitario di Cerignola Mina De Gennaro.
“È un passo in avanti per Cerignola, si è riusciti a fare tutto con intelligenza e condivisione e credo che noi dobbiamo essere nelle condizioni di sfruttare gli spazi che vengono messi a disposizione. Voglio che tutto questo venga attuato compatibilmente in altri spazi della Puglia perché questo protocollo può essere un apripista a livello regionale, seppur sia evidente che il problema sia la carenza strutturale di medici. Dal 1 dicembre, però, a Cerignola ci sarà un secondo radiologo, una notizia che può sembrare una cosa scontata ma non lo è”. Queste alcune delle dichiarazioni di Raffaele Piemontese durante la conferenza stampa tenutasi all’ex ospedale Tommaso Russo, struttura che è stata anche visitata e attentamente visionata in ogni minimo dettaglio dallo stesso vicepresidente della Regione Puglia.
Diverse sono le categorie a cui il PUA è rivolto: cittadini in situazioni di fragilità che richiedono una presa in carico integrata sociale e sanitaria, anziani non autosufficienti, persone affette da disabilità o con gravi patologie invalidanti e croniche, bambini in situazioni familiari precarie o traumatiche, vittime di maltrattamenti e abusi, e persone dipendenti da sostanze di abuso o con problemi di salute mentale. Parliamo, dunque, di un presidio strategico di integrazione tra sistema sanitario e sistema sociale, che va incontro al cittadino offrendogli un completo e rinnovato coordinamento di servizi.
Il Punto Unico di Accesso ha tra le sue funzioni quella di coordinare l’intervento dei professionisti coinvolti nella presa in carico (medici di medicina generale, infermieri, specialisti, assistenti sociali), svolgere una funzione di orientamento, accogliendo quindi la domanda di salute del cittadino per indirizzarlo verso servizi più idonei (es. assistenza domiciliare, ambulatoriale, specialistica), e infine, seguire il paziente durante le sue fasi del percorso di cura al fine di garantire una continuità assistenziale.
Da sottolineare anche l’importante ruolo svolto della Regione Puglia, che ha promosso percorsi di rafforzamento dei servizi territoriali fondati sulla collaborazione tra istituzioni sanitarie e sociali, e finalizzati a garantire risposte più efficaci e sostenibili rispetto ai bisogni delle comunità sociali.
Ulteriori dettagli sull’edizione de l’Attacco nell’edicola digitale di domani.
(Antonio Palladino - l’Attacco)
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