Una mobilitazione alta, un presidio partecipato, una promessa di risposte a stretto giro, che però non sono mai arrivate. E ora, passate tre settimane, la tensione torna a salire. L’Unione Sindacale di Base ha rotto il silenzio con una nota durissima indirizzata alla dirigenza dell’Asl di Foggia e all’amministratore unico di Sanitaservice, la società in house che gestisce vari servizi sanitari per l’azienda sanitaria provinciale.
Nel mirino non c’è solo la mancanza di risposte dopo lo sciopero del 18 luglio scorso, ma anche un’intera gestione aziendale che i sindacati definiscono padronale, opaca, discriminatoria. E non sono gli unici a pensarlo. Una fonte interna, ascoltata da l’Attacco, ha svelato nuovi retroscena sul fronte delle assunzioni tramite agenzia interinale, oggi al centro di una delle questioni più spinose. “C’è un’agenzia che si è aggiudicata la gara per l’assunzione in Sanitaservice di soccorritori, autisti e ausiliari. Ma la selezione – racconta – è stata gestita in maniera molto discutibile: sono stati esclusi lavoratori esperti, anche con decenni di esperienza, per fare posto a ventenni senza alcuna preparazione nel settore. E questo, specie per il 118, è gravissimo. Come si può mandare un ragazzo senza esperienza su un’ambulanza d’emergenza?”. Secondo la fonte, il bando prevedeva la preferenza per i candidati con esperienza, ma nei fatti non è stato rispettato. Il risultato è che in molti sono rimasti fuori, e non per mancanza di requisiti, ma per dinamiche che sanno di clientelismo. “È evidente che qualcuno ha avuto corsie preferenziali. Non è un’accusa leggera, ma basta guardare l’elenco degli ammessi per rendersi conto che qualcosa non torna”. La denuncia dell’Usb sembra quindi trovare conferma anche fuori dai comunicati ufficiali. Il sindacato, nel documento firmato dal suo esecutivo provinciale, accusa Sanitaservice di alimentare un sistema in cui meno del 5% del personale percepisce oltre il 40% delle risorse legate al Cia, ovvero al contratto integrativo aziendale, sulla base di criteri opachi e discriminatori.
“Non possiamo più accettare – scrive l’Usb – che questa azienda venga governata con logiche padronali. Né possiamo accettare che si continui ad autorizzare, con il solo dissenso di Usb, l’uso di agenzie interinali per assumere personale temporaneo nel 118, compromettendo così la qualità e la sicurezza del servizio”. E la vicenda dell’agenzia interinale sembra confermare queste preoccupazioni. “La gara – prosegue la fonte – è stata vinta con un ribasso del 63%. Questo significa che l’agenzia ha tagliato i costi al minimo. Ma tagliare sui soccorritori è un rischio. Dovevano iniziare il primo giugno con le selezioni, ma tutto è slittato al 15 luglio. Sono arrivate oltre 5.500 domande. Ma alla fine, chi è stato assunto? Gente inesperta, in certi casi addirittura con precedenti discutibili. E ora, tra meno di un mese, uscirà il concorso pubblico per gli stessi profili. Cosa succederà? Sarà un’altra farsa?”.
Un punto chiave riguarda il ruolo stesso dell’amministrazione di Sanitaservice, che secondo Usb e anche secondo la fonte interna avrebbe lavato le mani dell’intera gestione. “Abbiamo chiesto spiegazioni – dice – ma ci è stato risposto che loro hanno vinto la gara e quindi tocca a loro gestire. È inaccettabile. Come fa un amministratore a non entrare nel merito di una cosa tanto delicata come la selezione del personale che opera nel 118? Non stiamo parlando di un appalto per la manutenzione di un edificio: stiamo parlando della salute delle persone”.
Il comunicato Usb, infine, è anche un atto di accusa nei confronti di quelle sigle sindacali che, in occasione dello sciopero, hanno firmato un comunicato contro la protesta: “Un documento – scrive Usb – che neppure il più autoritario dei datori di lavoro avrebbe avuto il coraggio di firmare. Quelle sigle si percepiscono ormai più vicine alla proprietà che ai lavoratori”.
La mobilitazione, promette il sindacato, non si fermerà. “Abbiamo fatto ogni sforzo per aprire un confronto pacato e costruttivo. Ma l’arroganza e il silenzio di chi ha il potere di risolvere questa vertenza ci costringe a reagire con forza. Da adesso parte una nuova fase della mobilitazione. Le responsabilità di ciò che accadrà ricadranno interamente su chi ha scelto di non rispondere”.
Intanto, sullo sfondo, restano aperte diverse domande: chi controlla realmente la qualità del personale selezionato? Perché i criteri del bando non sono stati rispettati? Quali strumenti di vigilanza ha l’Asl di Foggia nei confronti della società in house e delle agenzie che lavorano per essa? E soprattutto: chi risponde – nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto – della sicurezza del servizio di emergenza territoriale? Per quale motivo i sindacati confederali si sono schierati contro i lavoratori e i colleghi autonomisti? Hanno degli interessi particolari? L’agenzia interinale ha assunto su loro pressione o indicazione?
Per ora, chi doveva rispondere non ha detto nulla. E questo silenzio, come avverte l’Usb, potrebbe presto trasformarsi in scontro aperto.
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