La vicenda che ruota attorno alla dirigente infermieristica Marilena Marchese continua ad allargarsi e ad assumere contorni sempre più delicati, intrecciando sanità pubblica, gestione amministrativa e campagna elettorale. Dopo le polemiche esplose a seguito dell’invio, da parte della dirigente, di un messaggio a contenuto politico su una chat aziendale riservata ai coordinatori infermieristici del Policlinico Riuniti di Foggia, sono arrivate la risposta ufficiale dell’azienda sanitaria e la dura replica delle organizzazioni sindacali. Al centro della controversia resta il messaggio diffuso lo scorso 26 settembre, un invito alla Festa de l’Unità di Foggia organizzata dal Partito democratico, corredato dall’immagine del vicepresidente della Regione Puglia e assessore alla Sanità Raffaele Piemontese, candidato alle elezioni. Un’iniziativa che aveva provocato la reazione immediata di Nursind, Nursing Up e Usb, culminata in una segnalazione formale inviata alla direzione del Policlinico e successivamente affidata allo studio legale Ferrante. Nella risposta trasmessa agli uffici competenti, l’Asl – attraverso la gestione commissariale del Policlinico Riuniti – ha ricostruito l’accaduto chiarendo che la chat in questione non rientra formalmente tra gli strumenti istituzionali di comunicazione aziendale regolamentati, ma si configura come un gruppo informale utilizzato dai coordinatori infermieristici. Secondo quanto riferito dall’azienda, non emergerebbero allo stato elementi tali da configurare un utilizzo improprio di canali ufficiali né violazioni dirette delle disposizioni interne sull’uso degli strumenti di servizio. La direzione sottolinea inoltre di non aver ravvisato, nella condotta contestata, un atto amministrativo o gestionale idoneo a produrre effetti sull’organizzazione del lavoro o sulle assegnazioni del personale. La risposta aziendale evidenzia anche che il messaggio oggetto di contestazione sarebbe stato un invito a un evento pubblico e non una richiesta di adesione politica o di sostegno elettorale rivolta in modo diretto ai dipendenti. In questa cornice, il Policlinico fa sapere di aver comunque richiamato informalmente l’attenzione sull’opportunità di mantenere una netta distinzione tra ruolo professionale e iniziative di carattere personale, ribadendo l’importanza di preservare un clima di neutralità all’interno dell’azienda sanitaria. Nessun procedimento disciplinare risulterebbe avviato, né sarebbero stati riscontrati profili di responsabilità tali da giustificare ulteriori provvedimenti. Una posizione che non ha convinto le organizzazioni sindacali, che hanno replicato con una nota durissima firmata dall’avvocato Marcello Ferrante per conto di Nursind e Nursing Up. Nella replica, i sindacati ribadiscono punto per punto le proprie contestazioni e respingono l’interpretazione fornita dall’azienda.
“È stato documentato che la dottoressa Marilena Marchese, nelle sue funzioni dirigenziali, ha posto in essere comportamenti incompatibili con il suo ruolo pubblico, utilizzando canali istituzionali e chat telefonica che dovrebbe essere utilizzata solo per comunicazioni di servizio collettive”, scrivono le sigle. E aggiungono: “In realtà, la stessa è stata utilizzata per messaggi a carattere elettorale a favore di candidati alle regionali pugliesi”. Secondo i sindacati, il punto non è la natura formale o meno della chat, ma il ruolo ricoperto da chi ha inviato il messaggio. “Tale iniziativa – si legge ancora – oltre ad esporre l’Azienda ad un evidente pregiudizio reputazionale, integra violazione dei doveri di imparzialità e neutralità cui sono tenuti i dirigenti pubblici”.
Per Nursind e Nursing Up, il comportamento della dirigente rischia di compromettere la fiducia dei lavoratori e di alimentare la percezione di un Policlinico permeabile a logiche politiche. Nella nota viene inoltre richiamata la risonanza mediatica già assunta dalla vicenda, con riferimento esplicito agli articoli di stampa che hanno ricostruito l’episodio e il contesto elettorale in cui si è verificato. “L’utilizzo di strumenti di comunicazione interna per finalità politiche – sostengono – mina i principi di trasparenza, imparzialità e buona amministrazione sanciti dall’ordinamento giuridico”. Da qui la richiesta esplicita alla gestione commissariale di intervenire in modo formale. “Invitiamo codesta spettabile gestione a procedere con la massima urgenza all’attivazione delle procedure disciplinari e di segnalazione alle autorità competenti per comportamenti lesivi dell’immagine e della neutralità dell’Azienda”.
La presa di posizione sindacale riaccende così una vicenda che sembrava avviata verso un ridimensionamento e che invece torna a caricarsi di significati politici e istituzionali. Il nome di Marilena Marchese, già noto per il ruolo centrale ricoperto nel concorso Oss da 25mila candidati e per le polemiche che ne seguirono, si ritrova ancora una volta al crocevia tra gestione sanitaria e dinamiche di potere. Ora la partita si sposta sul terreno delle valutazioni interne e delle eventuali iniziative che la direzione del Policlinico Riuniti deciderà di assumere. In gioco non c’è soltanto la posizione di una dirigente, ma la credibilità dell’azienda sanitaria in una fase in cui la sanità pugliese è al centro dell’attenzione della politica regionale e dell’opinione pubblica.
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