Stabilizzazioni Policlinico, Pasqualone rivendica legittimità procedure: restano nodi su contratti e tempistiche

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

La replica del commissario straordinario del Policlinico Riuniti di Foggia, Giuseppe Pasqualone, non spegne le polemiche sulle cosiddette stabilizzazioni sospette sollevate nei giorni scorsi da l’Attacco. Al contrario, apre un ulteriore livello di lettura che riguarda non solo il merito delle procedure, ma soprattutto il momento e la direzione dell’azione amministrativa. Nel comunicato diffuso il 10 aprile, Pasqualone rivendica la piena legittimità delle stabilizzazioni, contestando le ricostruzioni giornalistiche e richiamando il quadro normativo aggiornato. In particolare, sottolinea come l’articolo 1, comma 268 della legge 234/2021, modificato dal decreto legge 198/2022, abbia ampliato la platea dei beneficiari includendo anche personale amministrativo, tecnico e professionale, e non più soltanto sanitario e socio-sanitario. Una risposta tecnica, puntuale sul piano giuridico, che però si concentra esclusivamente su un aspetto della vicenda: l’estensione della norma. Non entra invece nel merito di altri elementi sollevati dall’inchiesta, a partire dalla sequenza dei contratti a termine e dalle modalità con cui alcune posizioni sarebbero evolute nel tempo. È proprio su questo punto che emergono nuovi elementi. Secondo quanto riferito a l’Attacco da una fonte interna al Policlinico, la replica del commissario lascerebbe scoperta la parte più controversa della vicenda, quella relativa ai rinnovi contrattuali precedenti alle stabilizzazioni. In particolare, si segnala che alcuni contratti, originariamente legati a esigenze temporanee come sostituzioni, sarebbero stati prorogati e progressivamente sganciati dalla loro causa iniziale, fino a configurare un percorso che avrebbe trovato nella stabilizzazione il suo esito finale. La stessa fonte aggiunge un elemento ulteriore, di natura più politica: alcune delle posizioni oggetto di stabilizzazione sarebbero riconducibili a relazioni e coperture interne ed esterne all’azienda, circostanza che contribuirebbe a spiegare la linearità del percorso verso il tempo indeterminato. Sempre secondo la fonte, il problema non sarebbe solo giuridico ma anche di opportunità amministrativa. La scelta di procedere ora, a ridosso della conclusione del mandato commissariale, quando procedure analoghe erano già state effettuate pochi mesi prima, alimenta interrogativi sulla tempistica. “Possibile non si potesse aspettare l’insediamento del nuovo direttore?”, è la domanda che viene posta dall’interno. Il punto, allora, si sposta su un piano più ampio. Le stabilizzazioni non sono un episodio isolato, ma si inseriscono in una fase in cui Pasqualone, tradizionalmente considerato un dirigente prudente, ha impresso un’accelerazione evidente a più dossier. Prima la partita su Sanitaservice, con il tentativo di ingresso nel capitale e l’operazione di internalizzazione dei servizi, portata avanti fino allo scontro con la Regione. Un passaggio che incide direttamente sugli appalti e sulla gestione del personale. Poi la selezione per l’addetto stampa, difesa anche dopo le contestazioni di Assostampa e Ordine dei Giornalisti, in un ambito dove il rafforzamento della comunicazione si scontra con regole stringenti. Infine le stabilizzazioni, che toccano il terreno più sensibile: quello dell’accesso al lavoro pubblico.

Qui la dimensione tecnica e quella politica tendono a sovrapporsi, perché ogni scelta incide su equilibri interni e percezione di trasparenza. Tre fronti diversi, ma un elemento comune: la scelta di procedere rapidamente, anche a costo di aprire conflitti. Non atti isolati, ma una sequenza concentrata che ridisegna assetti rilevanti del Policlinico. Il cambio di passo colpisce perché attribuito a un profilo che ha sempre puntato su cautela e precisione. Oggi, invece, la cifra sembra essere un’altra: chiudere e consolidare. Da qui la domanda che circola anche all’interno: perché questa accelerazione? Una lettura è tecnica: portare a compimento dossier aperti, evitando che restino sospesi nella fase di passaggio tra una gestione e l’altra e che possano essere rimessi in discussione. Un’altra è amministrativa: lasciare un assetto già definito, incidendo in modo strutturale sull’organizzazione e riducendo i margini di intervento per chi subentrerà.

Ma c’è anche un piano più concreto, legato agli effetti immediati di queste scelte: stabilizzare personale, ridefinire servizi, chiudere procedure significa cristallizzare equilibri che difficilmente potranno essere modificati nel breve periodo. In questo senso, il fattore tempo diventa decisivo. Più gli atti vengono adottati ora, più aumentano i costi – amministrativi e politici – di eventuali revisioni future. È su questo crinale che si inserisce l’ipotesi più diretta, evocata con insistenza: che queste scelte siano funzionali a una prospettiva di continuità. In altre parole, Pasqualone sta semplicemente chiudendo il mandato, oppure sta costruendo le condizioni per restare? Al momento, non c’è una risposta esplicita. Ma è dentro questa cornice che le stabilizzazioni, al di là del loro inquadramento normativo, assumono un significato che va oltre il singolo atto amministrativo.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet