Il considerevole aumento di decessi in tutta Italia sta imponendo alle varie municipalità di agire, per tempo quando è possibile, al fine di assicurare a tutti la degna sepoltura che ognuno si meriterebbe. Nonostante ciò, ci sono cimiteri che traboccano di defunti in maniera così preoccupante da non riuscire a trovare per loro nulla. Corpi di persone che restano giorni nelle celle frigorifero mortuarie, a volte anche settimane, prima di essere tumulate. Un'angoscia che si va ad aggiungere, per quanto non ce ne fosse certo bisogno, a quella dei parenti affranti dal lutto e dalle regole da ottemperare, nel corso del periodo pandemico da Covid-19.
A Manfredonia, sta succedendo proprio questo, anche se nell'atto pubblico non si fa menzione dell'emergenza loculi che l'ente pubblico sta vivendo ormai da qualche anno a questa via, ben prima che la curva dei decessi raggiungesse i numeri riscontrati con la cosiddetta 'seconda ondata'.
Il Comune ha reso noto sull'albo pretorio che "risultano scadute le sepolture del campo comune decennale I", quindi dal 13 marzo 2021 al 13 aprile successivo saranno eseguite "le esumazioni ordinarie delle salme del campo comune decennale, individuato nella mappa cimiteriale alla lettera I". L'atto ha scatenato richieste di chiarimenti.
Dove si trova il campo 'I'? Non c'è nessuna cartina che lo mostri, nell'atto che ne fa menzione. Non c'è nemmeno nella delibera di Consiglio comunale al quale ci si riferisce, dal momento che in essa è contenuto il Regolamento comunale di Polizia mortuaria. E ancora: di chi sono i resti mortali presenti? Più di qualcuno ha il dubbio che possano esserci propri congiunti, ma è rimasto interdetto nell'apprendere che nessuno dei parenti delle persone sepolte in quel campo riceverà apposita comunicazione.
L'avviso pubblico dice che "i parenti interessati possono presenziare alle operazioni di esumazione, recandosi presso il cimitero nei giorni indicati". Poi, aggiunge "Informazioni sul giorno preciso nel quale verranno eseguite le singole esumazioni possono essere richieste al personale del cimitero in loco o chiamando il seguente numero telefonico: 0884/534841". Un manfredoniano, per appurare se in quel campo c'è qualche parente deve chiamare il cimitero. Uno, ma visto che la città conta 56.000 abitanti, ci dovranno essere 56mila telefonate agli addetti cimiteriali? Oppure qualcuno conta sul disinteresse per gli avi, così da limitare la platea ipotetica dei richiedenti informazioni?
Il problema è che il 24 settembre 2018, con delibera di Consiglio, il nuovo Regolamento fu approvato all'unanimità dai 18 consiglieri presenti ed esso specifica che "in via generale, è esclusa ogni comunicazione individuale". Contattata da l'Attacco, l'ex assessora Noemi Frattarolo, che aveva la delega ai Servizi cimiteriali quando si redasse e approvò il nuovo regolamento, cerca di ricostruire la genesi di quell'atto. "Ricordo che lo analizzai punto per punto, con la Commissione comunale preposta e della quale facevano parte il consigliere Italo Magno e il consigliere Giovanni Ognissanti. Può essere che quell'indicazione sia riveniente anche dai precedenti regolamenti". Ma non riesce a dare ulteriori indicazioni, se non quella di stabilire contatti con gli addetti comunali per i chiarimenti e gli approfondimenti del caso.
Con molta onestà, comunque, non riesce a fare a meno di osservare "che sarebbe impossibile avvisare i parenti uno per uno". Uno per uno no, ma almeno uno? No, da Regolamento. Frattarolo non ha dimenticato il problema dei posti, esistente da quando lei era assessora. "Non ce ne sono più perché è da tempo che non si costruiscono più nuove tombe e questo ci portò allo spostamento negli ossari, secondo le norme previste, dei resti mortali di alcune persone. Adesso sta succedendo a causa del Covid-19, però a Manfredonia avevamo problemi da prima. Eravamo in emergenza prima, figuriamoci oggigiorno. Tanto è vero che mi aspettavo che la Commissione intervenisse prima, a questo riguardo", suppone l'ex assessora.
Allargando il discorso, Noemi Frattarolo pare abbastanza dispiaciuta che una sua proposta avanzata quando era amministratrice pubblica non abbia raggiunto l'effetto desiderato. Avrebbe voluto rendere possibile la cremazione a Manfredonia, anche per via delle richieste che riceveva. "Ogni morte comporta un dispendio economico, per i congiunti, che non è da poco. Quando si procede con la cremazione, invece, la spesa si riduce sensibilmente". Non erano più periodi propizi per le economie del Comune di Manfredonia e l'idea rimase tale, senza alcuna possibilità di essere realizzata. "Sarebbe stata un'ottima cosa, anche perché qui attorno non c'è grande proposta per questo tipo di servizio".
Scorrendo l'elenco degli 85 impianti di cremazione presenti sul territorio nazionale, se ne leggono soli 2 in Puglia: a Foggia e a Bari. "Ci avrebbero potuto raggiungere dai paesi limitrofi e ciò avrebbe significato anche utilità economica per il nostro Comune, con maggiori entrate. Ma la ragione principale per la quale ritenevo importante la realizzazione dell'apposito impianto era quella relativa alle file che dovevano fare le persone e la pazienza che dovevano portare, mancando i posti dove seppellire i loro cari".
E, adesso, ci risiamo. Non c'è pace neanche per i morti.
Matteo Fidanza
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