Caso Rinaldi, è scontro tra maggioranza e opposizioni. Grave sgarbo istituzionale

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Malcelare difficoltà, carenze, dissapori e incomprensioni personali dietro ai temi cari all'amministrazione.
Continua a tener banco a Monte Sant'Angelo il caso delle dimissioni dell'ex assessora al Welfare Agnese Rinaldi, che ha raccontato delle intimidazioni e minacce ricevute durante il proprio mandato e rivolto accuse a sindaco e giunta. Va al contrattacco la maggioranza CambiaMonte, che definisce le dimissioni di Rinaldi "atto grave e ingiustificato".

"In piena pandemia, Agnese Rinaldi ha rassegnato le dimissioni da assessora, motivando la sua inopinata decisione attraverso un video social, rispetto al quale esprimiamo profondo rammarico", afferma CambiaMonte.

"Mai avremmo immaginato di dover replicare nel bel mezzo di una crisi pandemica alle rimostranze diffuse proprio da chi in questo particolare momento di difficoltà sociale ed economica avrebbe dovuto rappresentare uno dei punti di riferimento più importanti. Malcelare difficoltà, carenze, dissapori e incomprensioni personali dietro ai temi più cari a questa amministrazione, ci sia consentito, trascende la ragione e si rivela come un biasimo indegno ed infamante. Capacità e competenze non hanno genere! La politica è altro! Con tanto impegno e dedizione - anche quando alcune forze politiche parlavano di inadeguatezza ed incapacità dell'ex Assessore Agnese Rinaldi - si è fatto di tutto per garantire interventi sociali strategici e di importanza fondamentale per la nostra comunità, rinnovandole piena e incondizionata fiducia ed assumendocene ogni responsabilità". La maggioranza continua parlando di "sgarbo istituzionale, atto politico insolito, grave ed ingiustificato, dopo quasi quattro anni di mandato, che francamente ci rincresce".

"Spiacevole è la narrazione dei fatti così come precostituita e contestualizzata, mossa evidentemente da ragioni e da attriti personali, che nulla hanno di politico. La concessione dei buoni spesa Covid alle famiglie in difficoltà non poteva più attendere i pretesti e le "lunghe assenze fisiche dalla casa comunale" dell'ex assessora, sempre contattata e informata di tutto. Il suo assessorato non è stato affatto svuotato, ma arricchito dell'impegno e dalla collaborazione di tutti noi. Apprendiamo dalle sue dichiarazioni circa l'asserita mancata consegna della corrispondenza a lei indirizzata, per la quale sono già in corso verifiche e non esiteremo a procedere fino in fondo. Minacce, intimidazioni, accadimenti citati dall'ex assessora, tutti prontamente denunciati. Ci amareggia come la solidarietà e la più intensa coesione che ne è seguita sia stata dalla stessa addirittura rinnegata e strumentalizzata".

Le opposizioni di Forza Italia, Verso il Futuro e Lega, invece, tornano a puntare il dito contro il sindaco Pierpaolo d'Arienzo per aver "attaccato, con finto paternalismo, l'ex assessora Rinaldi".

"Alle circostanze dettagliatamente descritte nel video, con il quale Rinaldi comunica alla popolazione le ragioni delle sue dimissioni, il sindaco risponde, come suo solito, semplicisticamente e con arroganza, quasi a dire che è tutto falso quanto sostenuto o che Rinaldi è una bugiarda, è un'incompetente. Il sindaco si rende conto che è semplicemente ridicolo accusare di incompetenza l'ex assessora dopo quattro anni di governo della cosa pubblica da parte della coalizione CambiaMonte? Se questa accusa fosse fondata, il sindaco avrebbe dovuto revocarle la nomina di assessora da subito. Visto che non lo ha fatto, vuol dire che o il sindaco non dice la verità o è superficiale e inadeguato al ruolo. Il sindaco deve spiegare alla popolazione perché non ha solidarizzato e difeso l'ex assessora Rinaldi, quando subiva intimidazioni personali e familiari, e perché, più o meno nelle stesse circostanze, ha solidarizzato prontamente con altri suoi collaboratori (Fusilli e Rignanese) e con Rinaldi no. Il sindaco deve far sapere ai cittadini se ha denunciato l'accaduto al prefetto, con il quale dice di essere spesso in contatto", continuano le tre forze del centrodestra.

"Il sindaco deve dire quale iniziativa, a tutela di Rinaldi, ha preso nelle circostanze delle intimidazioni subite da Rinaldi, nella sua qualità (e con il suo scudo!) di coordinatore regionale dell'Associazione di Comuni, denominata Avviso Pubblico".
(Lucia Piemontese - l'Attacco)©

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