Ma a questo intollerabile stato di cose un rimedio c'è: la presa di coscienza e l'assunzione di responsabilità da parte dei cittadini. Il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, all'indomani della recente operazione antimafia, ha invitato i cittadini a reagire, ad occupare le piazze, a creare associazioni e fondazioni, ad adottare un'aiuola, ad allenarsi a gestire la cosa pubblica, a non farsi intimorire dalla paura, ad impegnarsi nel sociale e di smetterla di pensare al solo tornaconto personale.
Ed in questo contesto la Chiesa foggiana è determinata a svolgere fino in fondo il proprio ruolo, una sentinella a difesa dei diritti dei cittadini che reclamano dignità e giustizia sociale, infondendo coraggio e speranza in una comunità troppo spesso disorientata e sperduta.
L'ennesima dimostrazione dell'importanza della collaborazione da parte di chi è vittima dei soprusi è venuta pochi giorni fa con la conferma della condanna in appello a sette anni di reclusione ed interdizione perpetua dai pubblici uffici a carico di un usuraio, in un processo dove anche questa volta la Fondazione è stata presente nelle aule di giustizia al fianco della vittima di usura, costituendosi parte civile.
Infine un sincero apprezzamento alla "squadra stato", o alla "squadra comunità " come ama definirla il prefetto Raffaele Grassi, supportata ed incoraggiata dal ministro dell'interno, Luciana Lamorgese, con la promessa di istituire in tempi brevi la direzione investigativa antimafia nella provincia di Foggia, una decisione strategica di vitale importanza. Un augurio di buon anno a tutti".
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