Non solo grossi disservizi sulla gestione dell’immediato futuro ma anche pratiche pendenti dell’anno passato. La scuola dell’infanzia, in questo periodo, vive situazioni di grosse difficoltà nel capoluogo daunio. A farne le spese sono i bambini, i genitori, e gli operatori scolastici costretti a lavorare in contesti di forte ridimensionamento del personale e di grosse incertezze non solo per il proprio futuro professionale ma anche, soprattutto, per l’attivazione di servizi che dovrebbero essere per legge essenziali e garantiti all’utenza.
L’Attacco ne aveva già scritto negli scorsi giorni, riportando ira e doglianze di mamme, operatori e rappresentanti sindacali del mondo della scuola, tra cui Fabio Daniele della Fism (Federazione italiana scuole materne) che aveva denunciato, in modo deciso, un certo lassismo e una “imperdonabile”, aveva detto, “assenza di comunicazioni alla città e ai suoi operatori da parte dei Servizi comunali preposti al Settore scolastico dell’infanzia e diretti dalla dottoressa Silvana Salvemini”, nominata dall’ex sindaco Franco Landella.
Mensa scolastica non ancora partita quando si è ormai a fine ottobre; 850mila euro di bonus frequenza asili nido tagliati alle famiglie con un provvedimento risalente allo scorso giugno; bidelli mandati a casa e mai rimpiazzati nell’unico asilo comunale della città, il “Tommy Onofri” di viale Pinto, dove c’è stato anche il dimezzamento della disponibilità di posti destinati ai bambini a causa di uno sfoltimento del personale educatore dovuto ad un drastico cambio di politiche di assunzione da parte di Palazzo di Città, che stenta inoltre a far partire gli atti di servizio dei nuovi assunti; scuolabus al 60% percento con 8 accompagnatori nominati sui 13 necessari a coprire il territorio.
Questo il drammatico quadro della scuola dell’infanzia a Foggia, cui ora si aggiunge la denuncia di un genitore che si fa portavoce di tutte le famiglie dei bambini che frequentano l’asilo “Amici di Alessia”, plesso della “Livio Tempesta”.
Famiglie che attendono da un anno il rimborso dal Comune di quote pagate ad ottobre dello scorso anno per il servizio mensa, mai partito neppure per l’anno scolastico 2020/2021 a causa del continuo imperversare della pandemia. Ma se il disservizio dello scorso anno è imputabile esclusivamente a cause di forza maggiore, non così l’assenza di risposte che i genitori stanno cercando da mesi e che, evidentemente, ha precise responsabilità.
“L’anno scorso”, racconta il genitore, che ha contattato l’Attacco dopo aver letto su queste colonne il precedente articolo dedicato alla mensa scolastica comunale, “ci era stato detto di pagare i bollettini perché il servizio mensa sarebbe partito. Così ho pagato 110 euro per i primi due mesi scolastici. Dopo una settimana dal pagamento il Covid ha nuovamente bloccato tutto e il servizio mensa non è mai partito. Così dopo diversi mesi di silenzio amministrativo sulla questione, a partire da luglio, ho inviato 4 pec al Comune, all’attenzione del Protocollo generale e del Servizio scolastico, lo stesso a cui inviai il pagamento del bollettino affinché la bambina potesse usufruire di quel servizio mai partito l’anno scorso. In queste mail ho chiesto conto al Comune circa la possibilità di ricevere un rimborso della quota già versata, oppure di una eventuale ammissibilità all’utilizzo delle quote pagate per il servizio mensa di questo nuovo anno scolastico, se e quando partirà. Non ho mai ricevuto alcuna risposta in merito”, continua il foggiano.
“Come me gli altri genitori hanno provato a venire a capo della questione telefonando al Servizio competente di Palazzo di Città, senza trovare qualcuno dall’altro lato della cornetta. Un genitore si è recato persino di persona in Comune ma è stato mandato indietro. Sono 12 mesi”, va avanti il genitore, “che l’amministrazione ha in mano i nostri soldi e non sappiamo se e quando ci verranno restituiti. Ribadisco: non è una situazione che riguarda soltanto me. Dunque”, sottolinea il portavoce delle famiglie dell’asilo, “una media di cento euro per il singolo figlio di ogni famiglia: si può immaginare quanto denaro il Comune di Foggia stia indebitamente trattenendo in questi mesi. L’unica volta che siamo riusciti a metterci in contatto con una dipendente comunale del Servizio scolastico ci ha detto che lei sarebbe anche pronta ad effettuare la liquidazione dei rimborsi ma senza una determina dirigenziale non può muoversi. Vogliamo capire cosa aspettano a Palazzo di Città e cosa impedisce di effettuare questa operazione che ci è dovuta, dal momento che abbiamo pagato per un servizio di cui non abbiamo potuto usufruire l’anno scorso e dato che la mensa scolastica anche quest’anno non è ancora partita e non sappiamo se mai partirà”.
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