Via Manfredonia, Schiavone e Casillo jr si mettono in moto

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Riprende vita a Foggia il programma di riqualificazione di un’area industriale dismessa situata in via Manfredonia da parte della Daufin Real Estate srl di Giuseppe Schiavone. Un intervento che gli ex eletti di Palazzo di città pensavano ormai non si sarebbe più avviato.

Si tratta dell’impresa che al 50% è controllata dagli Schiavone e per l’altro 50% è in mano a Gennaro, figlio dello scomparso patron Pasquale Casillo.

La srl è proprietaria del complesso industriale della superficie totale territoriale di 30.600 mq, pervenuto con decreto di trasferimento immobiliare (fallimento Casillo) nel 2007. Nel 2010 l’impresa presentò al Comune istanza per la realizzazione del “programma di riqualificazione di un’area industriale dismessa” ubicata a ridosso dell’area ferroviaria e di quella cimiteriale. L’iter partì con Gianni Mongelli sindaco, a cui Schiavone (uomo delle cooperative bianche democristiane, poi UdC) era considerato vicino, così come a don Michele Perrone, il più importante degli edili foggiani.

Nel 2011 Mongelli convocò una conferenza di servizi propedeutica alla stipula dell'accordo di programma con i soggetti pubblici coinvolti nel procedimento e a giugno di quell’anno vi fu il via libera del consiglio comunale all’accordo, in deroga al PRG. L’accordo di programma fu adottato dalla Regione con Vendola presidente, nel 2013, e nel 2014 fu sottoscritto col Comune, determinando la conseguente parziale variazione del PRG vigente.

La convenzione urbanistica risale invece al 30 dicembre 2015. Il cronoprogramma originario, allegato alla convenzione, prevedeva che gli interventi da realizzarsi dovevano essere suddivisi in 7 stralci e precisamente: 1° stralcio con demolizione dei volumi esistenti da rimuovere, bonifica del sito, spianamento del piano del sito e cessione al Comune di Foggia delle aree a standard; 2° stralcio col recupero edilizio per il 40% dell'edificio esistente da destinare a Polo Culturale e opere di urbanizzazione primaria con predisposizione delle infrastrutture viarie e impiantistiche pubbliche relative alla strada a denominarsi n. 1; 3° stralcio con realizzazione edilizia commerciale, recupero edilizio per il 30% dell'edificio esistente da destinare a Polo Culturale e opere di urbanizzazione primaria con predisposizione delle infrastrutture viarie ed impiantistiche pubbliche relative alla strada a denominarsi n. 3; 4° stralcio con realizzazione edilizia direzionale, opere di urbanizzazione secondaria con realizzazione del 40% del verde attrezzato; 5° stralcio con realizzazione edilizia ricettiva, opere di urbanizzazione primaria con predisposizione delle infrastrutture viarie ed impiantistiche pubbliche relative alla strada a denominarsi n. 2; 6° stralcio con realizzazione del 50% dell’edilizia residenziale; 7° stralcio con realizzazione del 50% dell'edilizia residenziale e completamento urbanizzazione secondaria (verde attrezzato), completamento opere di urbanizzazione primaria, completamento dell'edificio esistente da destinare a Polo Culturale.

La srl presentò a fine 2015 una SCIA per la demolizione dei fabbricati in disuso; mentre a luglio 2021 depositò domanda di permesso di costruire. Ma il 27 settembre scorso Schiavone ha richiesto la modifica del cronoprogramma originario con soli 3 stralci.

Schiavone e Casillo hanno chiesto la modifica delle fasi lavorative per la pandemia, “che ha rallentato per oltre due anni le operazioni sia organizzative che finanziarie, ed è quindi trascorso del tempo per la realizzazione dell’intero programma di riqualificazione”, come spiega il funzionario comunale e avvocato Antonio Puzio. Inoltre, “a seguito del fermo generalizzato dei lavori dovuti alla pandemia, sino ad oggi è stato difficoltoso reperire delle risorse finanziarie presso gli istituti bancari da utilizzare per l’intervento”.

E dunque cosa ha determinato lo sblocco del programma? Grazie al cosiddetto Decreto Rilancio vi è stata una liberalizzazione, sia della ripresa dei lavori sia dei finanziamenti pubblici, per eseguire a livello nazionale i lavori in edilizia. “La Daufin Real Estate vuole usufruire di tali opportunità, dal momento che è interessata alla realizzazione del programma, e ha già attivato la procedura di completamento della bonifica del sito”, sottolinea Puzio.

L’impresa promette di imprimere una “accelerazione” tramite i 3 stralci di lavori. “Il nuovo cronoprogramma prevede il totale recupero edilizio (100%) dell’edificio esistente con la esecuzione di opere di ristrutturazione dei silos e trasformazione dello stesso a Polo Culturale, da completare e cedere al Comune di Foggia entro il 30 dicembre 2025, anziché suddiviso in tre fasi lavorative come riportato nell’originario cronoprogramma”, continua l’avvocato Puzio, per il quale “il nuovo cronoprogramma si sostanzia come miglioramento della realizzazione del programma di riqualificazione e non modifica i parametri complessivi urbanistici, riferimento unico e indifferibile, di cui all’accordo di programma”.

Da qui l’approvazione alla modifica del cronoprogramma, adottata da Puzio il 22 ottobre scorso. Il primo stralcio e fase lavorativa vedrà la bonifica del sito, la demolizione dei volumi esistenti da rimuovere, il completamento della bonifica del sito a seguito dell’avvenuta demolizione dei fabbricati, lo spianamento del piano del sito e picchettamento delle aree oggetto dell’intervento, il frazionamento delle aree da cedere nonché realizzazione delle intere opere di urbanizzazione primaria e secondaria, con contestuale trasferimento gratuito al Comune, il totale recupero edilizio (100%) dell’edificio esistente con la esecuzione di opere di ristrutturazione dei silos e trasformazione dello stesso a Polo Culturale, da completare e cedere al Comune entro il 30 dicembre 2025. Contestualmente alla realizzazione del Polo Culturale, si inizieranno i lavori di costruzione dei fabbricati destinati ad edilizia residenziale, in lotti da 1 a 6. Il secondo stralcio prevede la realizzazione del fabbricato destinato ad edilizia commerciale, da eseguire secondo esigenza della committenza una volta ottenuto il rilascio del permesso di costruire di tale stralcio. Infine, il terzo stralcio vedrà la realizzazione di tre lotti: due sono destinati a edilizia ricettiva e il terzo a edilizia direzionale, da eseguire secondo esigenza della committenza una volta ottenuto il rilascio del permesso di costruire di tale stralcio.

Stando ai beninformati, a tener bloccato per lunghi anni il programma sono stati la crisi economica e l’assenza di risorse da parte dei proponenti, che sono stati sul punto di cedere il programma all’imprenditore Rinaldi. Ma un interesse fu mostrato per qualche tempo anche dai soci Marco Insalata e Gianni Trisciuoglio.

Anni fa furono sollevati dubbi sulla compresenza di vari programmi per un’area, quella di via Manfredonia, che rappresenta l’arteria di collegamento fra il capoluogo daunio e il Gargano, densamente trafficata. Nella stessa zona, infatti, insistono altre progettualità di cui si sono perse le tracce: di fronte c’è l’ex fornace di Nunzio Caccavo (che da tempo, a causa della crisi dell’edilizia, chiede invano la rimodulazione del proprio accordo di programma, mai accolta da Landella); poco più avanti c’è l’area del programma di Gianni Di Carlo; e ancora, c’è il progetto di riqualificazione del mercato dei fiori di via Sprecacenere coi fondi del programma “Da periferia a periferia”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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