Donazione in stallo. Il caso del presunto Leonardo al Ministero

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E’ finito all’attenzione del Ministro della cultura Dario Franceschini il caso del presunto autoritratto di Leonardo Da Vinci, di proprietà di una coppia di cittadini foggiani, Lello Santoro e sua moglie Carmelina Romaniello. I due, ormai ultrasettantenni, pensionati, senza figli hanno deciso di cedere a titolo gratuito parte del loro patrimonio.

La volontà è quella di fare una donazione alla città ma a precise condizioni, al di fuori delle quali si tireranno indietro. Tutto affinché venga assicurata la tutela e la conservazione dei beni in questione. La cessione comprenderebbe la casa, immobile situato nel centro storico della città, all’interno della quale vi è, tra le altre cose, una scalinata vanvitelliana, molto pregiata; la collezione autenticata e certificata come bene vincolato, di autografi e il pezzo più affascinante e probabilmente più prezioso del lascito: quello che Santoro considera un autentico autoritratto di Leonardo da Vinci.

Su queste colonne si è già dato ampiamente spazio alla descrizione delle caratteristiche che lascerebbero pochi dubbi circa l’autenticità dell’opera, già sottoposta da Santoro ad una serie di indagini tecniche e scientifiche. Come lo stesso aveva già rimarcato, il suo obiettivo è quello di far sì che il bene venga custodito per sempre nell’appartamento che diverrebbe una vera e propria casa museo, a beneficio e onore della città e di tutti i foggiani. Per fare in modo che l’opera non venga in un futuro trasferita è necessario seguire un percorso giuridico burocratico ben preciso, studiato nei dettagli da Santoro, che è stato avviato con il deposito della proposta in Comune, lo scorso luglio.

Per ottenere i risultati voluti è necessario che l’ente acquisisca i beni nel proprio patrimonio, rendendoli automaticamente di proprietà dello Stato e quindi inalienabili, inamovibili, indistruttibili e indivisibili.

Al momento però tutto tace dal Comune, il quale a sua volta dovrebbe essere in attesa di un intervento della Soprintendenza, chiamata a fare una valutazione dei beni ed in particolare del dipinto.
Proprio su questo stallo verte l’interrogazione del deputato M5S Giorgio Lovecchio rivolta appunto a Franceschini.

“La soprintendenza belle arti di Foggia, in data 6 febbraio 2020, sollecitava il direttore dell'Iscr di Roma, Luigi Ficacci (Sabap – Fg 34.07.04/2.1), relativamente ad una richiesta di perizia tecnica per la verifica dell'autenticità di un dipinto raffigurante il ritratto di Leonardo da Vinci, incastonato da cornice coeva con modanatura intagliata, dorata e tirata a foglia d'oro – ha illustrato il parlamentare pentastellato -. Il Comune di Foggia, attraverso il dirigente del servizio cultura, richiedeva il 7 agosto 2020, aggiornamento sull'incartamento: ‘(...) Questo ente (Città di Foggia) vorrebbe conoscere se sia stato completato l'iter procedurale per addivenire alla suddetta perizia (...). Si precisa (che l'opera) de qua è di proprietà di un privato disposto ad effettuare (la cessione di beni) a favore del Comune di Foggia, il quale, dal canto suo, ha necessità di essere a conoscenza di tutte le informazioni per effettuare una valutazione sull'opportunità dell'acquisizione del medesimo al patrimonio dell'Ente’. Ma al 9 novembre 2021 risulterebbe che tale comunicazione della Soprintendenza di Foggia sia tuttora inevasa”.

Cosa che, come detto, sta tenendo la donazione su un binario morto.

Da qui la richiesta di chiarimenti di Lovecchio, presentata una decina di giorni fa. “Il ministro interrogato è a conoscenza di quanto esposto? E quali sono le cause del rallentamento nella trattazione del fascicolo relativo al ritratto di Leonardo da Vinci e quali iniziative il ministro interrogato intende intraprendere al fine di rimuovere quello che io giudico l'immobilismo burocratico di cui in premessa, pronunciandosi sui risultati addivenuti dall'accertamento tecnico per la verifica dell'autenticità del dipinto in questione?”, chiede Lovecchio.

Ora resta da capire se Franceschini intenderà adottare iniziative per verificare se la vetustà dell'opera, considerata la datazione del dipinto, sia conforme e compatibile con il periodo rinascimentale, se la velatura del pigmento pittorico sia conforme e compatibile con lo sfumato coevo ai pittori del Rinascimento, se i cretti (craquelé) della macro-fotografia siano conformi e compatibili con quelli usati nel Medioevo, se il supporto ignoto dell'opera risalga ad epoca rinascimentale e se i criteri, innanzi citati, risultino concordanti con gli artisti della Cerchia dei pittori leonardeschi.

Inutile dire che se venisse confermata l’autenticità del dipinto si sarebbe dinnanzi ad un’opera dal valore inestimabile, unica nel suo genere e di assoluto pregio, che eleverebbe la città che lo ospita agli onori delle cronache mondiali e la trasformerebbe in una meta di pellegrinaggio per studiosi, appassionati ed estimatori.

“Più nello specifico – ha aggiunto Lovecchio a l’Attacco -, attendiamo di capire quale organo sia deputato a sancire l’autenticità del quadro. E se così dovesse essere, sarebbe una grande ricchezza per Foggia e ove messa a disposizione dei visitatori, anche una impareggiabile attrazione”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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