Soddisfatto per il grande successo di pubblico dell'edizione primaverile del Giordano in Jazz, ovvero la rassegna Pianofiorti nelle chiese del centro storico, è il dirigente del Servizio finanziario del Comune di Foggia Carlo Dicesare, ideatore e organizzatore dal 2015 del festival. “Questa rassegna di primavera si sta rivelando una bellissima esperienza”, commenta a l’Attacco. “Per Privat, le cui sonorità sarebbero state meravigliose nella chiesa di San Domenico, c’erano in teatro quasi 500 persone, era colmo, oltre a un altro centinaio rimaste fuori. Per il primo evento del pianista californiano Danny Grissett in cattedrale circa 800 persone, altrettante fuori che si sono anche arrabbiate per non esser potute entrare. Anche nei concerti del 13, 14 e 15 aprile abbiamo visto nelle chiese più piccole 200 spettatori e altre centinaia che non hanno potuto accedere, per una media di circa 400 persone. Non è affatto scontato che ci sia così tanto pubblico per concerti nelle chiese, anche nei giorni feriali o nel martedì dopo Pasquetta. E’ un successo notevole per Foggia, a testimonianza del fatto che investire nella qualità ripaga sempre”. Ma come si è evoluto il pubblico del Giordano in Jazz? “Innanzitutto mi ha fatto piacere vedere per Privat esperti di jazz giunti da Barletta e Bari, mentre nella chiesa dell’Addolorata c’era una coppia arrivata appositamente da Avellino. Il Giordano in Jazz, come avvenuto in passato, diventa un attrattore culturale per la città”, analizza Dicesare.
“Del resto è così che l’avevamo immaginato sin dall’inizio ed è quello che sta avvenendo. E’ nato 10 anni fa, ma con la parentesi del periodo commissariale che ne determinò lo spegnimento per tre anni. Il primo concerto in assoluto del Giordano in Jazz fu quello di Richard Galliano nel 2015 legato a Libando e fu subito successo. Nel nostro pubblico c’è sicuramente uno zoccolo duro di 100-200 persone legate al Moody Jazz Cafè, ma per il resto c’è stato un allargamento e un cambiamento. Oggi le persone associano il brand del Giordano in Jazz a garanzia di qualità. Quanti conoscevano Grissett prima del 12 aprile? A livello anagrafico, i giovani sono meno presenti del pubblico più adulto, ma ciò che ogni volta colpisce gli stessi artisti ospiti è come il pubblico sia sempre alto, cioè attento, silenzioso, immerso nell’ascolto. E non si tratta solo di intellettuali, imprenditori, professionisti. Mi sarei aspettato più spettatori dal Conservatorio, quanto all’Università capisco che una rassegna nel periodo delle vacanze pasquali non sia il massimo come date per gli studenti”.
Dicesare è ora già al lavoro per l’edizione estiva, col super ospite Stewart Copeland, ex Police, e per l’edizione invernale del Giordano in Jazz. “Come ho già detto altre volte, noi non organizziamo concerti ma mettiamo in atto un processo di valorizzazione che pone al centro la città di Foggia, con un’offerta culturale che non si trova altrove. Vorrei che il Giordano in Jazz divenisse riferimento in tutta la provincia per chiunque vi arrivi. Penso al concerto di Copeland a luglio, quando il Gargano sarà pieno di turisti. Sono previsti 3mila posti, con biglietti tra i 25 e i 45 euro, prezzi almeno del 30% in meno che nelle altre date italiane. Per i turisti sarebbe l’occasione di venire a Foggia”.
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