Caso Emanuele, leader di ogni colore politico evasivi e sfuggenti: “Dobbiamo ascoltare prima l’interessato”

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Evasivi e sfuggenti, come quello della Sindaca, sono stati anche i commenti a riguardo del caso Emanuele dei vari consiglieri comunali e leader politici di ogni schieramento, raggiunti a telefono da l’Attacco. “All’interno del partito ne stiamo discutendo”, ha confermato il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale Mario Dal Maso. “Però, con tutto il rispetto, non possiamo basarci solo su un articolo di giornale”, ha detto in riferimento a quanto scritto nei giorni scorsi da questa testata. “Da parte nostra, stiamo portando avanti vari accertamenti sull’argomento, ma soprattutto vogliamo sentire cosa ne pensa lui, l’assessore. Quale sia la sua versione dei fatti. Solo a quel punto, sicuramente, usciremo con una nostra posizione pubblica sull’argomento”, ha anticipato. “Anche la Sindaca è stata chiara. Di questa cosa all’interno del Movimento ne abbiamo parlato in gruppo, ma non stanno venendo fuori posizioni troppo diverse. Le cose stanno come ho detto. Vogliamo ascoltare innanzitutto l’assessore, raccogliere la sua versione dei fatti, e poi procedere a una verifica in assoluta serenità”. Parole che smentiscono, almeno parzialmente, quelle di alcune fonti de l’Attacco interne al partito, che raccontano di un Leonardo Donno – coordinatore regionale – pronto a chiedere la testa di Emanuele. “In ogni caso, come gruppo, vogliamo capire e poi esprimerci. Non ci vogliamo esporre senza prima ascoltare l’assessore, che sicuramente saprà fornirci dei chiarimenti a riguardo, poi decideremo che posizione prendere. Adesso è prematuro”, ha chiosato Dal Maso. Si mantiene cauto anche il consigliere di maggioranza, ma di fatto separato in casa, Pasquale Cataneo di Italia del Meridione. “Sul caso dell’assessore Emanuele sicuramente andranno fatte delle verifiche. Quando uno afferma certe cose, poi deve essere lineare nell’applicazione. Io sono sempre garantista, ma è evidente che, se le cose che sono state riportate dai media dovessero corrispondere alla realtà, una discrasia tra quello che si afferma e quello che si fa risulterebbe innegabile”, ha commentato. 

“A quel punto è chiaro che la Sindaca, che ha detto certe cose, deve assumere delle posizioni a riguardo. Insomma, prospettare una propria soluzione a un caso del genere. Gli incarichi assessorili sono di tipo fiduciario. Lei ha affermato di non saperne nulla. E allora, quantomeno, c’è stata una mancanza di comunicazione su una questione non secondaria. Noi abbiamo votato per il mantenimento dell’interesse pubblico sull’housing sociale, proprio perché non abbiamo soluzioni abitative per le persone che si ritrovano senza una casa, in condizioni reddituali e sociali disagiate. Non credo che questa situazione – quella di Emanuele – avesse una condizione di disagio sociale o reddituale, per cui, se la Sindaca dice che non ne sapeva nulla, nonostante i media abbiano registrato che questo discorso era stato avviato da tempo, ritengo che in questo caso la fiducia sia venuta meno. Non è stata avvisata. E adesso deve avere la capacità di proporre un percorso risolutivo che faccia corrispondere i fatti alle affermazioni”, ha spiegato Cataneo. 

Strenua, invece, la difesa dell’altro grande scontento del campo largo, il socialista Mino Di Chiara, nei confronti di Emanuele. “Io sono un socialista, e i socialisti sono l’emblema del garantismo”, ha esordito a l’Attacco. “È chiaro che non è una bella cosa, ma bisogna capire come stanno davvero i fatti. Se c’è buonafede, se c’è attinenza con la realtà nel resoconto giornalistico. Molte volte il riscontro reale è molto diverso da quello che si legge sui giornali. Spesso è opposto. Io conosco molto bene sia Davide che la sua famiglia, la madre e il padre, e sono persone eccezionali”, ha affermato. 

“Io non lo so quello che dice Maria Aida. Conosco molto meglio Davide e la sua famiglia che la Sindaca, e sull’onestà della famiglia di Davide metto entrambe le mani sul fuoco. Sono persone perbene e oneste. Poi, se Davide ha commesso qualche ingenuità è da verificare”, ha sottolineato. “Però, appuriamolo prima. Poi, è chiaro che ci sarà una discussione di maggioranza, se esiste ancora una maggioranza. Io mi preoccuperei più di questo, di una coalizione che ha falle dappertutto, e non della posizione personale di Davide, che stimo tanto”, ha concluso Di Chiara. “Anzi, aggiungo: più che alla posizione di Davide, che se l’è conquistata sul campo, guarderei a quella di qualche altro assessore, che è abusivo in Giunta”. 

Elusivo anche il consigliere in quota Con Pasquale Ciruolo. “Non mi interessa questa vicenda, me ne sto fuori. Non ho né un’idea positiva né un’idea negativa. Me ne sto proprio fuori. Sono cose che devono risolvere loro. Se c’è qualcosa di reale o meno lo devono capire loro”, ha provato a evadere. “La vita è la sua, io non conto niente. Se decidiamo qualcosa, lo decidiamo col partito, ma fino ad ora non ne abbiamo parlato per niente. Non so dire se è vero che la Sindaca non ne sapesse nulla, ma non è una persona che racconta menzogne – e lo ha dimostrato col caso Mainiero, che è stato abbastanza eclatante -, per cui sarà come dice lei”. 

Taglia corto pure Lino Dell’Aquila del Pd, collega di partito di Emanuele. “Io sono impegnato, sto andando a Bari con delle persone. Eventualmente ci sentiamo”, ha detto prima di riattaccare. 

Non hanno risposto al telefono, infine, il forzista Raffaele di Mauro e i consiglieri di opposizione Antonio de Sabato e Nunzio Angiola. Ma, soprattutto, non ha risposto Davide Emanuele, il diretto interessato, che l’Attacco ha provato a rintracciare per primo.

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