Foggia, fine dell’idillio tra Aprile e pezzi dell’ambientalismo. WWF: “Delusi da questa amministrazione”

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Ad un anno e mezzo di distanza dall’insediamento dell’amministrazione Episcopo e della sua giunta appare ormai evidente lo iato creatosi con larghi pezzi del mondo ambientalista che avevano visto nel M5S la possibilità di invertire con forza la rotta nella città capoluogo. Associazioni e singoli che oggi appaiono polemici e critici nei confronti dell’operato di Palazzo di città, della vicesindaca contiana con delega all’ambiente Lucia Aprile e del dirigente Saverio Pio Longo. Aprile e il M5S hanno sempre continuato a ribadire il proprio impegno su tale fronte, da ultimo indirizzato su due versanti: da un lato il miglioramento del servizio di manutenzione del verde pubblico, con l’ottenimento di altri 1,2 milioni di euro coi quali portare l’importo del contratto annuo dagli attuali 1,6 milioni di euro a 2,8 milioni; dall’altro il passaggio al modello misto di raccolta differenziata e dunque un nuovo piano industriale per il servizio di igiene urbana, con maggiori costi del contratto nei prossimi anni con Amiu Puglia spa. Un lavoro che richiede molto tempo e pazienza, come hanno sempre sottolineato i contiani a chi lamentava una distanza rispetto alle promesse della campagna elettorale. 

Rispetto all’allontanamento di alcuni ambientalisti e sostenitori della prima ora ha influito non poco anche l’atteggiamento tenuto in Comune dopo che l’inchiesta della Procura di Foggia su Amiu Puglia spa ha confermato la falsità dei dati della differenziata negli scorsi anni, come si sia evitata la gara per favorire la partecipata barese e cosa avvenisse dietro l’emergenza rifiuti nel capoluogo daunio, con indagati eccellenti a partire dal direttore della spa Antonicelli e dal dirigente Longo. L’ira dei firmatari degli esposti in Procura è stata palese verso Aprile&Co.

“Lucia Aprile era una persona meravigliosa, in gamba, concreta e operativa quando si batteva all’interno della Società civile. non condividemmo la scelta di entrare in politica e di fare l’assessora all’ambiente, ruolo molto complicato per il quale servono competenze specifiche e che l’avrebbe portata ad avere a che fare con Amiu, dopo averle fatto guerra. Peraltro non sapeva niente del M5S, tant’è che il primo avvicinamento fu con la Comunità Politica di Beneduce ed altri”, dicono alcuni suoi (ex) votanti a l’Attacco.

“Il tempo ne ha mostrato i limiti, da cittadina attiva ad assessora ce ne passa. Per tanti di noi ha tradito tanti suoi principi, da Amiu al verde urbano. Eppure nel suo programma il verde pubblico e la Consulta dell’ambiente erano cavalli di battaglia, difatti fu sostenuta da tanti ambientalisti che oggi pensano che le cose siano disastrose. Aprile aveva la fortuna di avere dalla propria parte cittadini attivi e associazioni, ma oggi non è più così. La sensazione che si ha è che la sindaca e il Pd l’abbiano totalmente schiacciata, come pure il dirigente Longo e il funzionario Sorbo (pure indagato nell'inchiesta Amiu, ndr). Oggi sembra che faccia quello che dicono loro, nonostante nell’ufficio ambiente non abbiano le giuste competenze. Aprile, anziché fidarsi degli esperti di ambiente e di chi la sostenne, è schiacciata sulle loro posizioni. Il mondo ambientalista è stato preso in giro, non è stato rispettato nulla del Patto verde. Evidentemente lei non aveva le spalle abbastanza larghe e non aveva i mezzi tecnici per evitare di farsi sopraffare da Longo, che a quanto pare non ha voluto la Consulta del verde”.

“Totale delusione nei confronti di questa amministrazione” è espressa a l’Attacco dal presidente del WWF Foggia Maurizio Marrese, per il quale “le premesse erano ben altre”. “Si sono rivelate molto basse e insoddisfacenti, si vive in costante emergenza e si naviga a vista, mentre noi avevamo chiesto programmazione e un miglioramento a livello tecnico sulle questioni ambientali che riguardano Foggia”, continua il naturalista. “Ambiente è una parola sconosciuta a questa amministrazione: il verde pubblico è gestito finora male, la questione rifiuti è gestita malissimo. Peraltro, a fronte degli indagati dell’inchiesta Amiu della Procura, tra cui dirigenti e funzionari comunali, l’amministrazione non ha preso alcuna posizione e questo è grave. Siamo delusi anche dal mancato mantenimento delle promesse fatte in campagna elettorale con la sottoscrizione del Patto verde, che a distanza di un anno e mezzo appare una chimera, tant’è che le associazioni stanno ragionando su come affrontare tale problema. Gli incontri avuti finora non hanno portato mai a nulla in termini di atti concreti. L’unica volta in cui come associazioni siamo stati convocati in maniera seria dall’amministrazione è stato quando, alla luce dei nuovi bandi e progettazioni affidati dal Comune ad alcune imprese, siamo stati interpellati per una partecipazione attiva, richiesta dai bandi. Serviva per fare punti ulteriore, in pratica. Per il resto solo promesse disattese”, conclude Marrese.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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