Impianto TMB in dismissione, M5S: “Aprile ci sta lavorando”. FdI: “Scomparsa dai radar da due settimane”

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Non pare scuotere l’amministrazione comunale di Foggia la decisione della Regione Puglia di dismettere, dal prossimo anno, l’impianto TMB di Passo Breccioso, di proprietà dell’ente municipale ma gestito dalla società in house barese del servizio di igiene urbana, Amiu Puglia spa. Una previsione contenuta nella delibera di giunta Emiliano n.615 del 16 maggio 2024 su “Piano regionale di gestione rifiuti urbani (PRGRU), comprensivo della sezione gestione fanghi di depurazione del servizio idrico integrato, e del Piano bonifiche aree inquinate” – Aggiornamento fabbisogno di smaltimento. Mercoledì scorso, durante la seduta di consiglio comunale dedicata all’aumentata Tari, la questione è stata sollevata senza ricevere risposte dal capogruppo di Fratelli d’Italia Claudio Amorese: “L’assessora all’ambiente ci ha detto che l’impianto TMB di Passo Breccioso verrà dismesso l’anno prossimo. Che accadrà? Sono domande che l’amministrazione doveva porsi ieri, non oggi. Mi sembra di rivedere la questione del cimitero ormai saturo, lo vedremo dopo che il problema sarà nato”. “La notizia della dismissione del TMB è stata fornita dall'assessora all'ambiente Lucia Aprile mesi fa in consiglio comunale, quando noi come centrodestra presentammo una mozione che non fu nemmeno discussa”, spiega adesso a l’Attacco il meloniano. “Disse che in un incontro recente avuto in Regione le era stato comunicato che dal 2026 l'impianto sarà dismesso. Quando io mercoledì scorso ho sollevato questo tema in aula consiliare non è arrivata nessuna risposta da parte dell'amministrazione, né finora abbiamo registrato annunci in senso contrario. Immaginiamo che davvero l’impianto di Passo Breccioso venga chiuso: dove finirebbe la mole di rifiuti che oggi arriva lì? Sarebbe un fatto tragico, in termini sia di opportunità che di costi. Tutte queste questioni andrebbero programmate per tempo, invece assistiamo a un servizio che langue e ad una mancata pianificazione. Ho citato in aula il caso parallelo del cimitero in saturazione perché, quando anche oggi l'amministrazione comunale decidesse di aggiudicare l'appalto a CTM srl, l'impresa non riuscirebbe di certo in sei mesi - prima cioè che scoppi la prevista emergenza - a realizzare nuovi loculi. Servirebbe almeno un anno e mezzo di tempo”.

Fonti pentastellate sono convinte che la Regione dovrà necessariamente tornare sui propri passi rispetto alla prevista dismissione dell’impianto di Passo Breccioso, non essendoci alternative.

“Sul TMB mi auguro che si apra una discussione con la Regione, sono certo che Lucia Aprile ci stia lavorando”, commenta a l’Attacco il capogruppo M5S Mario Dal Maso. “E’ un discorso collegato al piano per la raccolta differenziata porta a porta pura per le utenze domestiche, che ci permetterà di arrivare al 65% di RD e di ridurre la Tari. Un piano che credo a breve sarà comunicato. Capisco le preoccupazioni di Amorese ma è tra le nostre priorità risolvere il problema, che avvenga tramite un ripensamento di Bari o in altro modo”.

Non è passata inosservata l'assenza in aula consiliare degli eletti di maggioranza Pasquale Cataneo, Antonio Pio Mancini (entrambi di Italia del Meridione) e del socialista Mino Di Chiara, ma soprattutto quella della vicesindaca Aprile, la quale per fonti esterne al campo largo sarebbe in difficoltà sia rispetto al caso Amiu (con l’imminente processo di settembre, un servizio reputato dai più in città insoddisfacente e la Tari rincarata per tutti, tranne i fruitori del bonus Conte) sia, da ultimo, per aver dovuto incassare il colpo della perdita dei fondi aggiuntivi, chiesti sull’avanzo 2024, per migliorare il servizio di manutenzione del verde pubblico. Difatti, come rivelato su queste colonne, Aprile aveva ottenuto la promessa di 1,2 milioni di euro in più, passando dagli attuali 1,6 milioni di euro l’anno a 2,8 milioni. Ma la condanna del Comune a pagare 27,5 milioni alla curatela fallimentare della ex municipalizzata dei rifiuti Amica spa costringe ora a riversare quasi tutti i 19 milioni dell’avanzo su tale debito, tranne tre milioni per rifare poche strade.

Amorese non crede all’assenza per ferie di Aprile: “La vicesindaca è in pratica sparita dai radar da due settimane, non c'è dato sapere dove sia finita. Il corto circuito per noi è chiaro, i nodi sono venuti al pettine. E’ forse frenata da qualcuno? La percezione è che ci siano frizioni forti in maggioranza. E ora, col venir meno dei fondi per il verde pubblico che aveva chiesto sull’avanzo, si è probabilmente aperta un’altra crepa. Ne sapremo di più la prossima settimana, quando le variazioni di bilancio ci verranno dettagliate in commissione dal dirigente Carlo Dicesare”.

“L’assessora Aprile è soltanto in ferie, non c’è nessun caso”, replica a l’Attacco Mario Dal Maso, capogruppo M5S. “Si è dovuta alternare, per le ferie, con la sindaca, non potendo mancare entrambe allo stesso momento. Detto questo, la seduta di mercoledì sulla Tari ha rappresentato soprattutto una questione tecnica, rispetto alla quale c’era il dirigente presente”.

“Perché non ero presente? Perché non accetto supinamente di dover ratificare scelte fatte altrove, a Bari”, afferma a l’Attacco Cataneo. “Mercoledì per l'ennesima volta è stata ripresentata una situazione di Tari aumentata. Ci siamo privati di una possibilità di gestione più accurata del nostro ciclo dei rifiuti, senza dimenticare il ritardo nell'attuazione delle linee programmatiche di mandato”. Cataneo ne ha anche per Aprile: “Quando si porta in aula un tema così importante, chi ha una responsabilità politico-amministrativa dovrebbe essere presente, non fosse altro che per dare chiarimenti”. “Ager di fatto ha tolto autonomia ai Comuni rispetto agli impianti infrastrutturali esistenti, dando indirizzi propri”, continua il civico. “Dopo l'audizione fatta a Bari con Amiu ormai 7 mesi fa non abbiamo avuto ulteriori notizie, siamo succubi di Bari. Il processo Amiu? Se fossi io a decidere mi costituirei come Comune parte civile. Quel contratto risale al periodo commissariale e per me non era ordinaria amministrazione, quindi non era nelle competenze dei commissari. Stiamo subendo gli effetti di scelte fatte precedentemente. Bisognava comunque lavorare per tempo per ridurre la quantità dell'indifferenziato”.

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