“Non voglio entrare nelle guerre”, avrebbe detto in Unifg il rettore Lorenzo Lo Muzio motivando la propria decisione di non rilasciare dichiarazioni in merito al caso, ormai esploso e rivelato da l’Attacco, del trasferimento di una parte dei corsi del TFA sostegno da Foggia a Troia. Il Magnifico, com’è noto, non ama le polemiche e vi si sottrae ad ogni occasione, aspettando che passi la buriana. Non sorprende, dunque, che da giorni l’Ateneo sia totalmente silente sulla vicenda, su cui si sono invece scatenate reazioni di ogni tipo, in ambito politico e non. Ma può un’Università non motivare presso l’opinione pubblica una scelta così importante? Mutismo anche da parte di tutte le altre voci di Unifg, a cominciare dalla prorettrice vicaria Donatella Curtotti, che a Troia aveva partecipato nei mesi scorsi ad un evento Tedx col sindaco Francesco Caserta e il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti. E’ stata proprio lei ad interloquire col primo cittadino rispetto alla delocalizzazione nella città del Rosone dei partecipanti ai corsi per il sostegno nella scuola secondaria di I e II grado. Non 250 persone, come si è detto, ma molte di più visto l’alto numero degli idonei dello scorso anno. Curtotti, stando a fonti interne all’Università, sarebbe intenzionata ad andare avanti, superando la bufera mediatica e lo scontro istituzionale col Comune di Foggia dell’inviperita amministrazione Episcopo, che nulla sapeva di tale intenzione e ha stigmatizzato duramente sia la mancata condivisione della decisione sia il danno arrecato in tal modo alla città capoluogo. Ma ieri, stando agli ultimi rumors, avrebbe iniziato a circolare l’ipotesi di non approvare in senato accademico lo spostamento a Troia, per prendere tempo e rimandarlo magari al 2026 anziché a settembre prossimo. Sarà vero? E come sarebbe possibile un ipotetico passo indietro, anche solo nel senso di una procrastinazione a tempi migliori, dopo che il consiglio comunale di Troia giovedì scorso ha approvato la convenzione con Unifg? Un documento che l’Attacco attende di leggere, visto che sull’albo pretorio del Comune dei Monti dauni non è stato ancora pubblicato.
Lo scontro politico scoppiato sul caso TFA è stato così virulento da mostrare plasticamente la polarizzazione tra opposti gruppi. Da un lato il Comune capoluogo della sindaca Episcopo, il Pd del vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese e quanti a lui vicini. Dall’altro il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, che in un’inedita comunanza di posizione coi meloniani di Fratelli d’Italia ha difeso l’interesse dell’amministrazione comunale di Troia ad un’operazione di delocalizzazione che può portare maggiore attrattività, sviluppo ed economia in un paese che, come tutti i Monti dauni, soffre da tempo di una gravissima crisi demografica e combatte contro isolamento e spopolamento.
Si è, insomma, rivista la guerra – in corso dal 2024 – tra Piemontese e quel Nobiletti che si è posto come rivale con l’intenzione prima di avere una propria lista del presidente alle elezioni provinciali di gennaio 2024 e poi di candidare nomi a lui legati alle elezioni regionali del prossimo autunno (ovvero la fedelissima assessora viestana Graziamaria Starace).
Proprio l’imminenza del voto regionale spiega l’animosità e l’acrimonia di questi ultimi giorni sulla vicenda dei corsi TFA a Troia. Agli addetti ai lavori non è infatti sfuggito come Nobiletti abbia sostenuto la campagna elettorale del sindaco troiano Francesco Caserta, mettendogli a disposizione anche l’aiuto della propria agenzia di comunicazione Comunica. Incassata la vittoria contro il sindaco uscente Pd Cavalieri, Nobiletti non ha mai rotto il rapporto con i neo amministratori, entrati nella sua rete. Oggi Troia è tra quei pezzi di territorio di Capitanata in qualche modo situati nell’orbita del viestano, ragion per cui in casa Pd l’operazione TFA è apparsa come una manovra (anche) elettoralistica.
In questa situazione, sorprende non poco la posizione scomoda in cui si è venuta a trovare la prorettrice vicaria di Unifg Donatella Curtotti, che pure ha sempre gravitato negli ambienti piddini e piemontesiani, tanto che alle comunali foggiane dell’autunno 2023 il partito sognò anche di lanciarla come candidata sindaca.
Oggi Curtotti è, come promotrice e protagonista dell’intesa con Caserta, sulla graticola, viste le critiche piovute da molteplici direzioni, in ultimo dal mondo sindacale.
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