TFA, pure i sindacati contro Unifg. Giuseppe De Sabato: “Non si può improvvisare. Si rinvii all’anno seguente”

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Contrari anche i sindacati alla decisione di Unifg di spostare una parte dei corsi TFA sostegno da Foggia a Troia. “In queste ore abbiamo assistito ad una disputa politica francamente inopportuna”, esordisce a l’Attacco l’ex vertice dell’Ufficio scolastico provinciale Giuseppe De Sabato, segretario territoriale FLP Scuola per la provincia di Foggia. “Noi siamo tra i sindacati più rappresentativi della provincia, con quasi 2.000 iscritti. Dopo aver ricevuto tante sollecitazioni ho inviato una pec urgente al rettore nella giornata di ieri sulle problematiche legate a questo decimo ciclo del TFA sostegno. Non si tratta solo di una questione logistica ma anche del fatto assurdo che le prove sono previste dal 15 luglio e ad oggi i bandi non sono stati ancora pubblicati. Questo è del tutto illogico. Non posso accusare di certo il rettore. E’ assurdo pensare che si possa effettuare la pubblicazione del bando dando pochissimi giorni di tempo per presentare le domande. Ho sentito, poi, dichiarazioni che non stanno né in cielo né in terra, ad esempio sul numero di quanti dovrebbero seguire i corsi a Troia. La verità è che, oltre ai vincitori di quest'anno, ci saranno centinaia e centinaia di idonei. Ai 250 bisogna aggiungere tutti gli idonei, almeno il doppio. Io penso che arriveremo a 650-700 persone”, sottolinea l’ex provveditore. “La maggior parte dei corsisti viene da altri territori, come l’Avellinese, il Beneventano e il Barese. Sono rispettoso della volontà di valorizzare il territorio dei Monti dauni e accolgo con molto favore questa finalità, ma la problematica va risolta a monte migliorando il sistema di collegamento prima di effettuare un'operazione simile. I corsi si svolgono nel fine settimana. Quando i mezzi pubblici non ci sono, come la domenica, che si fa? Si è costretti in quel caso a spostarsi con i mezzi privati. Non so se chi fa queste scelte sia a conoscenza di tali aspetti. Queste cose si preparano per tempo, senza mai dimenticare che parliamo di precari, di persone che in alcuni casi sono supplenti e che vogliono conseguire il titolo per il sostegno, di gente che si sobbarca già una spesa di 3mila euro per la sola iscrizione ai corsi TFA. Ora si aggiungerà questa spesa ulteriore per lo spostamento a Troia”.

“Quando poi vedo scendere in campo, in questo scontro politico, parlamentari, presidenti della Provincia, eletti vari…Ben venga la delocalizzazione ma dobbiamo risolvere dapprima il problema dei collegamenti. Non ci si può fidare di agire in questa maniera, significa peraltro bloccare un paese che sarà invaso da centinaia e centinaia di persone. E perché si sposta il TFA a Troia? Non ci sono locali idonei a Foggia? Sicuramente la soluzione ottimale non era svolgere i costi del TFA nei cinema come avveniva negli scorsi anni, siamo d'accordissimo su questo. Ma non è spostandoli in un paese con scarsi collegamenti che risolviamo il problema. Lo andiamo, invece, ad aggravare”, continua Giuseppe De Sabato.

“Si faccia un tavolo di concertazione con tutti gli enti coinvolti per risolvere il problema di chi deve raggiungere la sede dei corsi, anche perché i numeri che sono stati forniti finora sono falsi. Per l'amor di Dio, non stiamo parlando affatto del 1% del totale dei corsisti TFA di Unifg. E’ una stupidità enorme questa affermazione. Sembra più una guerra politica che altro. Ma la scuola non ha bisogno di interferenze politiche e di guerre, ha bisogno che tutti si interessano della maniera migliore per la realizzazione dei corsi. Non è da escludere che, dopo il superamento delle prove, queste persone possano agire contro lo spostamento a Troia. Noi abbiamo ricevuto moltissime proteste come sindacato”. Il consiglio alla governance dell’Ateneo è chiaro: “Se non c'è la possibilità accantoniamo l’idea, visto che al momento la situazione infrastrutturale non consente un servizio ottimale, e rinviamola magari al prossimo anno. Si vuole programmare per l'anno prossimo questa delocalizzazione? Una simile operazione si prepara per tempo, l'improvvisazione non può rappresentare la maniera attraverso cui una pubblica amministrazione si muove”.

Ieri la FLP Cgil Scuola ha tuonato: “Il Ministero dell’Università in questi mesi non ha provveduto, rispetto al decorso anno quando ha pubblicato l’avviso ad aprile 2024, ad autorizzare per tempo le Università nello svolgimento dei corsi finalizzati al conseguimento del titolo di sostegno. Solo nella giornata di venerdì 27 giugno ha deciso di pubblicare l’autorizzazione ma, in maniera del tutto sconsiderata, ha fissato la data del 15 luglio a decorrere dalla quale dovranno svolgersi gli esami di ammissione. Oggi, 30 giugno, l’Università di Foggia non ha pubblicato il bando, per cui non è chiara la tempistica di svolgimento della procedura e i tempi che si vogliono assegnare agli interessati per produrre la domanda di partecipazione alle prove pre-selettive. Il colpevole ritardo nella pubblicazione del provvedimento autorizzativo doveva “suggerire” un cronoprogramma diverso che doveva prevedere la presentazione delle domande entro la fine di luglio e svolgimento delle prove nella prima decade di settembre. A quanto detto, aggiungiamo, come se i problemi non fossero già presenti, la disputa politica che si sta scatenando sulla delocalizzazione dei corsi di specializzazione per il conseguimento del titolo di sostegno per le scuole secondarie. La problematica della delocalizzazione è a noi nota e l’abbiamo evidenziata con un’apposita nota pec riservata al rettore dell’Università di Foggia, evidenziando dettagliatamente tutti i problemi connessi allo svolgimento dei corsi in altra sede, unitamente al fatto, forse sfuggito a molti, che nell’a.a 2023/2024 i posti per la scuola secondaria messi a bando sono 950 per cui potenzialmente al corso di quest’anno accademico dovrebbero partecipare oltre ai 250 vincitori di quest’anno anche gli idonei del IX ciclo. Tutta la problematica è stata rappresentata al rettore, fermo restando che la delocalizzazione delle attività in altri comuni, se opportunamente supportata da iniziative tese risolvere la questione trasporti, potrebbe essere nei prossimi anni presa in considerazione. Per il momento ci permettiamo di gridare con forza: giù le mani dalla scuola! Non siamo e non vogliamo diventare terreno di battaglie politiche. La scuola chiede interventi, rispetto e attenzione, e non dispute”.

Critica anche Anief, Associazione sindacale professionale, come spiega il referente provinciale Giovanni Antonio D’Errico a l’Attacco: “Riteniamo che trasferire le attività corsistiche lontano da Foggia sia problematico per tutte quelle persone che arrivano da altre province, se non addirittura da altre regioni, e che dovrebbero sobbarcarsi uno spostamento ulteriore e un disagio notevole. Questa è la nostra posizione come sindacato. Non credo che Troia abbia, peraltro, tutti gli spazi necessari per i corsisti. Non dobbiamo pensare solo ai 250 previsti per la secondaria di prima e di secondo grado, ma anche agli idonei dell'anno precedente, un numero che rappresenta ancora un'incognita. Quest'anno Unifg ha meno posti per la secondaria di primo e per quella di secondo grado, ma ci sono per l’appunto gli idonei che lo scorso anno erano un numero consistente e che hanno interesse a seguire i corsi TFA quest'anno”. “A Foggia le persone riescono ad arrivare più facilmente, senza considerare che i corsi si svolgono anche la domenica e con ripartenza serale”, continua D’Errico. Bisogna essere pratici. E’ vero che si porta visibilità e crescita economica al territorio di Troia ma si rischia di farlo offrendo un servizio che non è sicuramente dei migliori. Quello che ci interessa soprattutto, come Anief, è l'aspetto pratico della situazione. Si va a complicare non poco la gestione dei costi TFA sostegno, ecco perché si deve ragionare sugli effetti che questa novità avrebbe sui corsisti, soprattutto provenienti da territori distanti”.

Anche la FLC Cgil di Foggia esprime “forte preoccupazione e contrarietà alla decisione dell’Università di Foggia (appresa da organi di stampa) di trasferire a Troia (a 30 km dal capoluogo) le sedi dei prossimi corsi del Tirocinio Formativo Attivo (TFA) per il sostegno didattico”. “Una scelta che, se confermata, penalizzerebbe centinaia di futuri docenti e rischia di compromettere l’accesso a un percorso formativo cruciale per l’inclusione scolastica”, dicono. “Come risaputo i corsisti provengono non solo dalla estesissima provincia di Foggia ma anche da altre provincie pugliesi: spostare la sede a Troia – mal collegata dai trasporti pubblici – creerebbe difficoltà economiche e organizzative, soprattutto per lavoratori, genitori e fuori sede. Foggia è il centro nevralgico della provincia, con servizi e infrastrutture adeguati. Delocalizzare la formazione in un comune periferico (per quanto accogliente) suonerebbe come un depotenziamento del ruolo dell’Ateneo nel territorio che dovrebbe servire. La continuità didattica e il coordinamento con le scuole ospitanti (per lo più a Foggia) verrebbero compromessi. Il TFA Sostegno richiede stabilità e prossimità ai contesti scolastici reali, non esperimenti di decentramento. Prima di decidere l’Unifg farebbe meglio a consultare sindacati, corsisti e stakeholder. Un approccio in solitaria sarebbe inaccettabile su temi che riguardano il futuro della scuola”. Chiare le richieste della FLC Cgil: “Immediato ripensamento sullo spostamento a Troia, mantenendo i corsi nella città di Foggia; apertura di un tavolo urgente con Rettorato, sindacati e rappresentanti dei corsisti per valutare soluzioni condivise; pubblicazione dei criteri che porterebbero a questa scelta, con analisi costi-benefici trasparente”.

“Siamo pronti a sostenere ogni azione di protesta legittima, insieme a studenti e precari della scuola, per bloccare questa decisione dannosa”, dichiara Giuseppe Ciuffreda, segretario generale della FLC Cgil di Foggia. “L’Università ha il dovere di garantire il diritto allo studio, non di erigere barriere. Il TFA Sostegno forma docenti per l’inclusione: è paradossale che sia reso inaccessibile proprio a chi ne ha bisogno”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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