La mega condanna Amica da 27,5 milioni di euro, oltre interessi e rivalutazione, ha ufficialmente fatto dire ieri addio alla possibilità di investire in strade, edilizia scolastica ed altri interventi in favore della città di Foggia l’avanzo da oltre 18,7 milioni. La maggioranza comunale ha infatti approvato l’assestamento di bilancio proposto dal dirigente finanziario Carlo Dicesare: del super avanzo 15.756.860,73 euro saranno accantonati nel fondo contenzioso, per la copertura dei debiti fuori bilancio, mentre appena 2.926.070,30 euro andranno al finanziamento delle spese di investimento e infine 100.000 euro saranno destinati per le azioni di contrasto alla desertificazione commerciale. “L’assestamento permette di riallineare i capitoli di spesa. Sarà proposto appello contro la sentenza Amica del Tribunale di Bari, ma nel frattempo occorre integrare il fondo contenzioso”, ha spiegato l’assessore al bilancio Davide Emanuele in aula. “Torniamo a chiedere, come fatto da sempre, di chiudere la questione con una transazione. Si può fare di più solo liberando somme”, ha detto il contiano Francesco Strippoli. “L’articolo 37 del DPR 131/1986 Testo Unico Registro stabilisce che le sentenze di condanna al pagamento di somme sono soggette a registrazione obbligatoria con applicazione dell’imposta proporzionale al 3% sull'importo liquidato. Quindi su una sentenza da circa 30 milioni di euro l’imposta di registro è 900mila euro, che sarà il Comune a dover pagare perché le altre parti sono incapienti. Il Comune non potrà recuperare nulla di quella somma perché non troverà nessun patrimonio su cui rivalersi. Più passa il tempo e più la cifra cresce. Questi 900mila euro sono il costo del servizio del verde pubblico in un anno”, ha sottolineato l’eletto M5S.
“La curatela Amica aveva imposto, per l’accordo transattivo, la somma di 24 milioni. Tra 24 e 27 stiamo lì e comunque erano e sono i dirigenti a doverci dire se è un passo che si possa fare”, ha sostenuto l’emilianista Pasquale Ciruolo.
“Non ci sono meriti politici del passato: il bilancio è al 90% rigido, in più sono entrati più soldi. L’unico merito politico è aver internalizzato quasi tutto il servizio tributi”, le parole dell’eletto di minoranza Giuseppe Mainiero. “Spero che sia stato l’ultimo bilancio tecnico e che il prossimo sia un bilancio politico. Il servizio del verde va internalizzato, al pari della sosta tariffata, per renderlo soddisfacente, altrimenti servirebbe investirvi 4-5 milioni, soldi che verrebbero utilizzati per il pagamento del personale. Ma questo non può avvenire”.
Una seduta consiliare, quella di ieri, che ha visto momenti beceri e altri da campagna elettorale pre-regionali. Durissimo l’intervento del meloniano Gino Fusco, marito della candidata di FdI ed ex commissaria di Polizia Rita Montrone, contro gli sfratti di coloro che non hanno più titoli per abitare negli alloggi Gozzini riservati alle forze di polizia. Infuriato, Fusco si è scagliato anche contro la collega di partito Concetta Soragnese, che stava sostituendo temporaneamente Azzarone alla presidenza dell’assise e che cercava di fargli rilevare la non attinenza col bilancio.
L’indipendente di maggioranza Antonio Pio Mancini ha criticato l’atto di indirizzo sul PUG (Piano urbanistico generale), dopo aver sostenuto nei mesi scorsi le ragioni del social housing. L’arrivo di Antonio de Sabato in maggioranza è stato la causa di volgari siparietti su “tachipirine” e “supposte”, in un botta e risposta con Pasquale Cataneo e Mancini, col primo che ha parlato di “migratori politici”. “Ci sono consiglieri che pensano di poter fare il salto della quaglia, dopo aver sparato a zero contro questa amministrazione”, ha tuonato Mancini contro de Sabato, prima di criticare l’Ufficio politiche abitative per i tanti alloggi popolari murati e non assegnati in città. “L’amministrazione è concentrata sull’accordo di programma con RFI, ASL e Regione, ma ci sono priorità più importanti cui si dovrebbe far fronte. Ecco perché non esprimo voto favorevole alla variazione di bilancio”.
“Vedo tante beghe politiche in maggioranza, dove l’aria è frizzante”, ha commentato il capogruppo di FdI Claudio Amorese. “Non si può guidare una città in questo modo. Ci sono seri problemi di differenze di vedute in maggioranza. Oggi c’è una mancata programmazione, la storiella dei contratti ereditati non regge più. Il centrodestra, coi suoi sacrifici, va ringraziato ogni giorno per aver risanato il bilancio e insieme a noi il dirigente, san Carlo Dicesare. Oggi, però, dopo aver deciso di non fare la transazione con Amica, ci ritroviamo a dover accantonare 27 milioni di euro e dell’avanzo destiniamo 15,7 milioni solo al fondo contenzioso. Comporta l’aumento della Tari, la manutenzione del verde andrà in due anni a 2,8 milioni ma ora si poteva fare un intervento straordinario. Vanno ancora installati gli apparecchi intelligenti per la fornitura di gas, potrebbe arrivare un’altra multa”.
“Una verifica sugli affidamenti diretti, da quando si è insediata questa amministrazione, per fugare dubbi e incertezze”, è stata la richiesta dell’eletto di maggioranza Cataneo (Italia del Meridione), con riferimento nemmeno tanto velato al caso Aprile. “Le questioni morali non vanno affrontate in quest’aula ma nelle sedi politiche”, ha detto il socialista Mino Di Chiara, in rotta da tempo con la sindaca Marida Episcopo, ribadendo la scelta di non votare l’assestamento di bilancio, decisione che ha causato la fuoriuscita di Stefania Rignanese.
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