Ieri mattina, in occasione del Consiglio comunale, la Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo e l’assessora all’Ambiente Lucia Aprile hanno finalmente avuto modo di dire la loro sul caso politico e mediatico che nelle scorse settimane ha visto coinvolta – suo malgrado – quest’ultima: l’affidamento diretto da 136mila euro per una fornitura di arredi urbani – poi annullato – alla cooperativa in cui figura anche la sorella gemella della vicesindaca. “Lucia Aprile è una persona onestissima, di specchiata moralità”, ha detto Episcopo. “Ha fatto un suo comunicato. Abbiamo emesso tre atti, un comunicato del Comune e una delibera che ogni cittadino può reperire. Io non sono il vertice del Movimento 5 Stelle. Se quest’ultimo dovesse decidere di farla dimettere, lo riterrei un grosso danno. Perché è una persona di specchiata moralità”, ha ribadito la prima cittadina. “Se fossimo in un paese piccolo, dove sono tutti parenti e nipoti, non lavorerebbe più nessuno? È l’amministratore che deve essere fuori da ogni conflitto d’interesse: cioè, non deve avere interessi diretti nella transazione economica che si va a consumare. Ed è l’amministratore che non deve gestire materialmente la partita. Questa partita è stata gestita da un’unità operativa, che è la sua naturale, ovvero quella dei Lavori Pubblici, ed è un atto dirigenziale”, ha spiegato. “Quando leggo – farneticamente – che noi vorremmo scaricare alla funzione dirigenziale, vi sbagliate: io l’ho fatto per 25 anni il dirigente dello Stato. È la norma: bisogna studiarsi bene e ripetersi la legge Bassanini. Il dirigente ha autonomia operativa. Segue la linea d’indirizzo per l’obiettivo che gli si conferisce, attraverso piano di performance e attraverso obiettivo politico. Chiaro? Poi, se io voglio chiamare Domenico o Mariangela o un altro, io rispondo dei risultati e della motivazione”, ha proseguito.
“Io stimo moltissimo tutta la giunta. E Lucia Aprile è di specchiata, specchiatissima moralità. Non entro nelle scelte dei singoli partiti. Lo sapete, sono stata proposta dal presidente Conte e spero che si converga su una convinzione di massima onestà. Chiedo ai giornalisti che hanno studiato le leggi dello Stato: un amministratore pubblico può mai dire a tutta la sua parentela (mia mamma fa di cognome Russo, a Foggia) non devi partecipare? Andate a vedere i casi dei consiglieri, degli assessori in tutta Italia: la giurisprudenza è fecondissima. Devi fare la gara con una grande evidenza pubblica, e quello noi in autotutela andiamo a fare. Assolutamente questo. Ma non è che si grida alle forche o si parla di Affidopoli. I reati sono ben altri, e – come vedete – questa amministrazione ha un garantismo signorilissimo, anche coi processi che sono in corso. Non ho mai fatto un nome, un cognome. E la letteratura è molto fiorente in questo caso”, ha chiosato la Sindaca.
“Quindi, sono serenissima. La mia stima va a tutta la mia squadra di governo, che ha fatto quadra intorno alla sua vicesindaca. Quindi, assolutamente: Aprile è ferma e determinata. E, secondo me, si difenderà anche nelle sedi opportune, legalmente. E ripeto: io vengo dal diritto, dall’Aldo Moro di Bari, chi pensa che il diritto sia una minaccia sbaglia. Ha una povertà di cognizione in materia giuridica, perché il diritto è una fonte di garanzia e di tutela. Questo mi hanno insegnato i grandi professori che ho avuto. Quindi, ci tengo a dire la mia posizione: schietta e inequivocabile”, ha concluso.
“Io continuo a fare il mio lavoro, quello per cui i cittadini mi hanno votato, come ho sempre fatto in questi due anni in totale trasparenza e onestà”, ha commentato, invece, l’assessora Aprile a Foggia Today. “Questa è la mia posizione. Poi, è con me il capogruppo del Movimento. La Sindaca mi ha trasmesso la sua immediatamente nelle ore successive alla vicenda. Per quanto riguarda, invece, tutte le esternazioni inopportune che sono state fatte a mezzo social – diffamanti la mia persona, prima ancora che il mio ruolo -, ovviamente ho agito nelle sedi opportune”, ha fatto sapere la vicesindaca.
“La parola opportunità prevede che io avessi potuto avere una scelta in tal senso, quindi incidere – favorevolmente o sfavorevolmente – nella procedura che è stata al vaglio. Io quest’opportunità non ce l’ho avuta, ma non ho mai rassegnato le dimissioni. Ho rimesso – questo sì – al mio Movimento una valutazione più attenta”, ha spiegato. “Io ho aderito al Movimento 5 Stelle quando Conte era già presidente: ho piena fiducia in quello che lui deciderà o riterrà opportuno esprimere, e soprattutto ho piena fiducia in tutto il gruppo consiliare e in tutti i vertici del Movimento. Per cui, mi atterrò scrupolosamente alle loro decisioni. In ogni caso, non lascerò assolutamente il Movimento”.
M5S che, dal canto suo, sarebbe spaccato sulla questione: secondo fonti interne vicine all’eurodeputato e coordinatore provinciale Mario Furore, nel partito serpeggerebbe forte imbarazzo per le tante divisioni intestine al gruppo consiliare sul caso in questione. Tutti, tra i pentastellati, sarebbero in trepidante attesa del giudizio definitivo da parte del presidente Conte. Decisione che, secondo i beninformati, dovrebbe arrivare solo dopo un confronto interno al campo largo relativo, oltre al caso di Foggia, anche a quelli di Pesaro e Milano, che vedono coinvolti esponenti del Partito democratico. Se da Roma i vertici dovessero optare per la linea dura nei confronti di Ricci e Sala, molto probabilmente anche Aprile potrebbe essere costretta a lasciare. In caso contrario, l’assessora dovrebbe rimanere al suo posto.
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