La vicenda dell’affidamento diretto da 136mila euro per arredi urbani, assegnato dal Comune di Foggia a una cooperativa inattiva fino a pochi mesi prima e destinataria di una richiesta antimafia solo a marzo scorso in cui figura la sorella gemella della vicesindaca Lucia Aprile è al centro di un’interrogazione parlamentare del deputato di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra, che chiede al Governo se intenda attivare verifiche ispettive per accertare la correttezza delle procedure adottate a Foggia, città che il deputato ricorda essere reduce dallo scioglimento per mafia nel 2021.
Al centro del caso, una prassi introdotta durante il commissariamento prefettizio che limita la verifica antimafia al momento dell’iscrizione all’albo fornitori, anziché al momento della stipula di contratti o subappalti come prescrive la legge nei cinque anni successivi allo scioglimento. Una deroga interpretativa che, secondo La Salandra, potrebbe vanificare lo spirito stesso della norma.
Contattato da l’Attacco, il deputato ha chiarito la sua posizione: “Della questione politica non mi interessa. Conosco il lavoro svolto dalla Squadra Stato, dalla Prefettura e dal Commissario Cardellicchio. A me interessa sapere se la normativa antimafia sia rispettata pienamente e non affidata a interpretazioni poco letterali, considerato il tenore dell’articolo 100”.
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