Continua l’analisi de l’Attacco sui bilanci delle partecipate del Comune di Foggia. Dopo aver rivelato ieri l’errore contabile che portò AM Service srl ad un utile sovrastimato per il 2023, corretto pochi mesi fa dagli uffici municipali, appare rilevante anche l’altro, grosso ridimensionamento del risultato, quello inerente ad Ataf. La spa - direttamente partecipata al 100% dall'ente, società in house affidataria diretta del servizio di trasporto pubblico locale – ha visto il proprio utile ridursi da 1.020.023 euro del 2023 a 269.946 euro del 2024. Non è mutato tanto il valore totale della produzione (da 17.049.413 euro del 2023 a 17.227.248 euro del 2024), quanto il totale dei costi della produzione (da 15.009.973 euro a 16.354.099 euro), per un risultato prima delle imposte passato da 1.451.879 euro ad appena 389.629 euro. Lo scorso 20 giugno il collegio sindacale (Antonio Montanino presidente, Eliana D’Apolito ed Eugenio Lucera) ha segnalato all’amministrazione Episcopo le proprie osservazioni.
“La presenza di significative posizioni di credito e debito nei confronti del socio unico Comune di Foggia, formatesi nel corso degli esercizi precedenti, induce questo collegio a suggerire la necessità di definizione delle stesse”. I revisori hanno poi richiamato l’informativa riportata nella relazione sulla gestione al bilancio al 31/12/2024, fatta dal cda a cinque guidato dal piddino Mimmo Morsuillo, in cui siedono anche la dem Maria Rosaria De Santis, Paolo D’Agnone, il socialista Luigi Iorio e la 5S Roberta Orsino: “Attualmente l’onere finanziario sostenuto dalla società per il pagamento dei debiti pregressi è pari a circa 1,3 milioni di euro all’anno. Tale onere comporta una situazione di criticità finanziaria, anche a seguito del mancato riconoscimento, negli anni, dell’adeguamento inflattivo sui contratti di servizio da parte del socio unico Comune di Foggia, adeguamento riconosciuto ad Ataf solo con interventi parziali. Riguardo ai corrispettivi dei contratti di servizio TPL riconosciuto dal Comune, si ritiene assolutamente necessario, ai fini della tenuta economica dell'impresa, doversi procedere, per gli anni successivi, all'adeguamento pieno dei corrispettivi all'inflazione intervenuta negli anni, così come avviene in tutte le realtà del paese e così come del resto prevede la legge. Sul punto si evidenzia che il Comune di Foggia si è impegnato a verificare la possibilità di riconoscimento dello stesso compatibilmente con le proprie risorse di bilancio e previa adozione di formale delibera di consiglio comunale. Tale fattore risulta ad oggi il vero nodo centrale nei rapporti tra la società e l’ente comunale committente poiché in assenza del riconoscimento contrattuale dell’adeguamento inflattivo, Ataf continuerebbe ad avere un forte squilibrio finanziario ed un gravoso problema di sostenibilità del piano di ristrutturazione e di continuità aziendale”. A tal fine, il collegio sindacale ha suggerito a Palazzo di città la definizione dell’adeguamento contrattuale, rilevando infine alcune carenze informative nell’esposizione della nota integrativa e della relazione sulla gestione.
“La mission della società, avuto riguardo alla natura di ente locale dell'azionista unico, è quella di fornire alla cittadinanza, nei settori di attività, servizi adeguati in termini quantitativi e qualitativi, piuttosto che quella di creare valore per gli azionisti, pur nella consapevolezza di dover tendere all'equilibrio di bilancio a presidio del patrimonio netto per non depauperare il capitale sociale di 3.416.994 euro. Ataf è stata da sempre caratterizzata da una costante tensione finanziaria dovuta ad una serie di fattori comuni a quasi tutte le imprese di trasporto urbano, in considerazione della rigidità dei corrispettivi da contratto, all'aumento dei costi rispetto al mancato adeguamento contrattuale, all'ampliamento della viabilità cittadina nelle zone periferiche ed alla vetustà del parco rotabile quest'ultima criticità colmata nel corso dell'esercizio 2024 con il completo rinnovamento del parco rotabile”, si legge nella relazione del cda, che ha poi affermato che “il valore della produzione ha subìto nel corso dell'esercizio 2024 un incremento dovuto al riconoscimento nell'anno 2024 dal Ministero dei mancati ricavi Covid registrati negli anni 2020 e 2021 conseguente all'impatto della pandemia Covid-19 sull'attività della società”; quanto ai costi, “per il 2024 i costi della produzione risultano significativamente in aumento rispetto al precedente esercizio per effetto unicamente del peso specifico della voce oneri diversi di gestione nella quale sono stati riflessi gli effetti della minusvalenza generata dall'alienazione del vecchio parco rotabile e dalla sopravvenienza passiva derivante dalla compensazione con INPS, in particolare da sanzioni ed interessi”.
Segue l’ammissione che “la società soffre di costanti e continue tensioni finanziarie (derivanti come detto dalla necessità di restituzione del debito pregresso, pari a circa 15ML di euro e che è confluito nell'accordo di ristrutturazione del debito omologato nel 2013) con contestuale utilizzo dell'affidamento di conto corrente bancario, il cui costo è divenuto sempre più oneroso nel corso degli esercizi”.
Difficile dire oggi cosa accadrà in futuro: “Sulla base degli elementi ad oggi in possesso risulta arbitrario effettuare delle previsioni circa l'evoluzione della gestione, anche nella considerazione dell'entità dei corrispettivi di provenienza comunale diretta o indiretta (adeguamenti inflattivi del contratto di servizio, tariffe minime TPL, ricavi della sosta, incremento del parco autobus)” ed “è agevole prevedere che l'utilizzo di nuove vetture ridurrà il carico di manutenzioni e di acquisto dei pezzi di ricambio, con un sensibile aumento del risultato netto della gestione caratteristica”.
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