Ataf, sindacati al vetriolo: “Cda inadeguato”. Amorese: “Non sono competenti e non riescono a dare risposte”

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Nella giornata di ieri sono almeno tre le comunicazioni arrivate ad Ataf spa e Comune di Foggia da parte degli inviperiti sindacati. Nella prima, le segreterie provinciali e aziendali Fit Cisl, Uil trasporti, Ugl trasporti e Faisa Confail hanno chiesto un tempestivo incontro per discutere di stato dell’addendum contrattuale, stato della modifica all’atto d’indirizzo, stato delle procedure per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale della città di Foggia nell’ambito delle gare europee che saranno bandite a livello provinciale. Mentre risale al 3 settembre scorso l’annuncio, da parte di Filt Cgil e Faisa Cisal, dell’attivazione immediata dello stato di agitazione di tutto il personale Ataf “in risposta ai considerevoli e ingiustificati tagli operati al servizio di TPL dal Comune di Foggia”. “Tali riduzioni sono state decise in seguito all’approvazione e alla quantificazione dell'addendum contrattuale, individuato dalla proprietà nell'ambito dell’assestamento di bilancio. Tale decisione è del tutto incomprensibile, specialmente in un momento in cui la città si espande, come dimostra la recente apertura dell'asse viario Orbitale, che richiede una maggiore copertura di nuove aree urbane”, hanno scritto. “Inoltre, è lo stesso Comune ad aver richiesto l'attivazione di servizi aggiuntivi, come le linee per l'Università e l'Area industriale. Le decurtazioni economiche influiscono pesantemente sull’espletamento del TPL ordinario, già penalizzato dalla riduzione di circa 400.000 euro per il servizio scuolabus. La situazione è ulteriormente aggravata dalla carenza di personale. Nonostante una graduatoria aperta con 200 operatori di esercizio idonei, l'azienda è costretta a sopprimere quotidianamente numerose linee. Questa mancanza ormai cronica di operatori di esercizio è destinata ad aumentare per i pensionamenti che avverranno entro fine anno. Un altro grave problema è rappresentato dalle difficoltà nel rinnovo del contratto integrativo aziendale di II livello, le cui trattative non possono procedere a causa delle esigue disponibilità economiche. Ad accrescere la tensione tra i lavoratori contribuisce un cda che continua a rilasciare promesse non mantenute e dimostra una totale chiusura al dialogo con le organizzazioni sindacali, cui non dà risposta. In questo contesto di incertezza e prolungata attesa, vediamo concretizzarsi giorno dopo giorno il rischio sempre più tangibile di una decurtazione economica diretta sugli stipendi dei lavoratori. Tale eventualità, derivante dalla mancata definizione di accordi di secondo livello, rappresenterebbe un grave pregiudizio per il potere d’acquisto e per il morale del personale, minando la serenità e la produttività dell’intero contesto lavorativo. La prima procedura di raffreddamento dovrà tenersi presso l'ente proprietario, alla presenza della sindaca in quanto ad oggi il cda, con la sua azione sterile e impercettibile, ha ampiamente dimostrato la sua incompetenza e inadeguatezza nella gestione aziendale”, è stata la conclusione.

“Come commissione ambiente e territorio, di cui sono vicepresidente, ho convocato i sindacati di Ataf per mercoledì prossimo”, afferma a l’Attacco Claudio Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia. “Due sigle hanno dichiarato lo stato di agitazione, altri hanno espresso comunque tutta la propria preoccupazione. Noi del centrodestra stiamo denunciando da tempo l'inefficienza dei cda varati dalla sindaca Episcopo e in particolare di quello di Ataf, perché gli obiettivi assegnati loro dal consiglio comunale non sono stati raggiunti finora. Dovevano installare pannelli solari sulla sede di Ataf per l'efficientamento energetico e non è mai stato fatto, né sono state installate le paline informative in tutta la città. Il Nodo intermodale è abbandonato e il parcheggio Ginnetto è nel totale degrado. Il bilancio 2024 ha rivelato risultati finanziari non positivi. L'adeguamento dovrebbe chiamare più soldi: le precedenti amministrazioni di centrodestra non davano mai meno di 2,2-2,3 milioni di euro l'anno pur essendo noi soggetti allora alla procedura di riequilibrio finanziario del Comune; mentre oggi l'amministrazione Episcopo ha dato come addendum inflattivo 1,4 milioni di euro”. “Il cda”, continua il meloniano, “ha scritto cose corrette nella relazione connessa al bilancio, ma io rimango critico nei confronti di questi amministratori Ataf, perché - al di là delle inadempienze del Comune - ci sono alcune questioni che dipendono dal cda, come la gestione del nodo intermodale e del Ginnetto, come pure trovare qualcuno che faccia funzionare la macchina. Quanto agli utili precipitati, ci chiediamo a fronte di quali servizi maggiori. La verità è che le corse vengono soppresse, il piano assunzionale è completamente fermo e questo cda non propone nulla. Era stato nominato per individuare soluzioni ma non essendovi tra loro nessuno che abbia esperienza e competenza nel trasporto pubblico locale non propongono affatto soluzioni. E poi c'è il macigno del nuovo Piano regionale di trasporti, che taglierà km e contributo della Regione”. La Provincia, tramite il presidente Nobiletti, ha deciso di ricorrere al TAR per tale ragione. E il Comune si è lamentato? “Non mi risulta che la nostra amministrazione si sia attivata presso la Regione, è troppo piegata nei confronti di Bari e quindi non mi aspettavo nessuna lamentela”. Amorese non ha dubbi: “Lo stato di agitazione dei sindacati è perenne. E se il cda lancia questo grido di allarme credo che ci siano problemi anche tra loro, ovvero tra socio unico e cda. Noi stiamo cercando, come centro destra, non solo di denunciare le situazioni di degrado e inefficienza ma anche di renderci disponibili a collaborare. Le responsabilità, però, sono in capo al Comune e al cda. Ad esempio, avevamo chiesto da tempo di contingentare gli ingressi nel Nodo intermodale: non è stato fatto ancora nulla, pur essendo necessario. Avevano garantito sin dall'inizio del mandato di farlo”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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