PNRR Comune di Foggia: dopo la revoca dei primi 2,6 milioni salteranno anche i 9,2 per i 56 alloggi popolari

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Dalla grave “inerzia amministrativa” – segnalata per il primo anno di amministrazione Episcopo a Foggia dal dirigente finanziario Carlo Dicesare e dai revisori dei conti – alla perdita dei primi finanziamenti. Lo stato di avanzamento degli interventi finanziati dal PNRR continua ad essere critico per l’ente capoluogo, tanto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ufficialmente comunicato l’avvio della proceduta di revoca dei fondi per due progetti PINQUA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare) per un valore complessivo di 2,6 milioni di euro, destinati alla riqualificazione del rione Candelaro. I progetti revocati riguardavano: la realizzazione di un parco pubblico nell’area del Tratturo Regio, in prossimità del Real Tempio Calvario, con contestuale eliminazione di baracche e superfetazioni (1,6 milioni di euro); la creazione di una piazza di quartiere e verde pubblico attrezzato tra Viale Candelaro e Via Capitanata, con rimozione delle strutture abusive presenti (un milione di euro). I due finanziamenti risalgono al lontano 2022 ma, come scrive il Ministero, “non risulta assunta alcuna obbligazione giuridicamente vincolante in merito alla realizzazione delle opere oggetto di finanziamento, nonostante il tempo trascorso dalla sottoscrizione della convenzione e l’ormai prossima scadenza del termine del 31 marzo 2026 per l’ultimazione dei lavori”. Il 26 giugno scorso la Direzione generale trasmise l’atto prodromico all’avvio del procedimento di revoca e l’amministrazione Episcopo, l’11 luglio, rispose che “non è possibile realizzare l’intervento nei tempi previsti, pertanto si richiede spostamento su altre fonti di finanziamento”. La replica del Ministero, l’11 agosto scorso, è stata che “la sostanziale difformità rispetto ai tempi e alle modalità di attuazione degli interventi, cui codesto ente si è vincolato con la sottoscrizione della convenzione, considerato il disallineamento rispetto sia alla realizzazione degli interventi, sia ai relativi cronoprogrammi ne compromette in modo irrimediabile la fattibilità, tenuto conto dei vincoli collegati alla linea di finanziamento del PNRR, cui questa amministrazione dovrà fornire le raggiunte risultanze”. 

"Come temevamo e avevamo denunciato con un’interpellanza formale alla sindaca, rimasta ad oggi senza risposta, il rischio di perdere importanti finanziamenti PNRR si è concretizzato”, hanno evidenziato i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Amorese, Accettulli, Soragnese e Fusco.

“La motivazione è chiara, i tempi di esecuzione previsti non risultano compatibili con le scadenze imposte dalla linea di finanziamento. Una bocciatura che pesa come un macigno sull’amministrazione Episcopo e, in particolare, sull’assessore ai lavori pubblici Galasso, già al centro di numerose criticità gestionali. Interventi strategici, pensati per restituire dignità urbana e sociale a una delle zone più fragili della città. La loro cancellazione rappresenta non solo una perdita economica, ma un’occasione mancata per contrastare degrado e abusivismo, migliorare la qualità della vita dei residenti e valorizzare il patrimonio urbano. Grave e incomprensibile il silenzio dell’amministrazione, che non ha ritenuto opportuno informare la cittadinanza, nonostante la comunicazione ufficiale del Ministero sia pervenuta al Comune già l’11 agosto scorso. Ancora una volta, l’inerzia e l’incapacità politica producono danni concreti. Il nostro gruppo consiliare continuerà a vigilare e a denunciare ogni spreco, ogni ritardo, ogni scelta che penalizza Foggia e i suoi cittadini, conclude il gruppo consiliare”.

La difesa di Galasso e dell’amministrazione è che sono stati “revocati due finanziamenti per progetti che avevano profili di irrealizzabilità nei tempi previsti fin dalla candidatura del 2021 ad opera della precedente amministrazione” e che è stato “sbagliato candidare opere su suoli indisponibili, rimedieremo con nuove candidature eseguibili”. Gli assessori Davide Emanuele e Giuseppe Galasso hanno affermato che “la proposta di candidatura del programma denominato PINQUA Borgo Croci e il relativo PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico Economica) prevedeva opere su suoli indisponibili”.

“Cinque giorni dopo l’insediamento della giunta Episcopo, e 12 giorni prima dell’ingresso in giunta dell’assessore Galasso (1 gennaio 2024), venivano approvati dalla struttura tecnica comunale protempore i progetti esecutivi di tre interventi, raggruppati in unico appalto poiché ritenuti strettamente correlati tra loro, uno dei quali interessato dal recente definanziamento. Il 20 agosto 2024 si perfezionava l’aggiudicazione definitiva al RTI (raggruppamento temporaneo di imprese) risultato vincitore dell’appalto. Benché siano stati posti in essere per tempo tutti gli adempimenti da parte del Comune di Foggia, senza soluzione di continuità dall’amministrazione commissariale e quella attuale recenti accadimenti correlati a proteste di residenti e l’esito delle indagini condotte dalla Polizia locale e da specifico gruppo operativo hanno progressivamente confermato uno scenario critico. È stata valutata in taluni casi anche l’ipotesi di percorribilità di una diversa localizzazione, rivelatesi non praticabile, per accogliere le ragioni di una forte protesta perpetrata in loco dai residenti che contestavano, giustamente, la posizione del nuovo immobile 56 alloggi ERP posta nelle immediate vicinanze di altri complessi residenziali gestiti da Arca Capitanata, così come prevista nel progetto candidato nel 2021. Anche l’ipotesi di rimodulazione progettuale (in riduzione) della soluzione candidata dalla precedente amministrazione per i 56 alloggi, come suggerito dal MIT durante gli incontri dei mesi scorsi, non è stato possibile percorrere poiché i tempi necessari alla predisposizione di una variante progettuale andrebbero ad aggiungersi alle già ridotte tempistiche previste a tutt’oggi per i finanziamenti PNRR; inoltre una versione stralcio del progetto esporrebbe il Comune a problematiche di natura contrattuale con gli appaltatori. Ad ogni modo, per singoli lavori PINQuA, permangono interlocuzioni con il Ministero tese a valutare lo spostamento della misura su diverse linee di finanziamento, relative a programmi di prossima emanazione da parte del MIT, che ci auguriamo presentino una scadenza temporale più dilazionata nel tempo (quali ad esempio Piano Casa Italia e Piano Sociale del Clima). Piu dettagliatamente sono 7 i gli interventi PINQuA del quartiere Candelaro – Borgo Croci”, per un valore complessivo di 15.322.640 euro. “Di questi, cinque nei mesi scorsi sono stati attenzionati per criticità dal MIT-Unità di Missione PNRR e l’amministrazione comunale è riuscita a circoscrivere a due il definanziamento, senza che questo comportasse gravi conseguenze finanziarie per l’ente. Nello specifico si tratta di due interventi definanziati, la Piazza di Quartiere e il parco del Tratturo Regio, gli unici per i quali non vi era la disponibilità delle aree, sin dall’epoca della candidatura del 2021, a causa della presenza di baracche e superfetazioni irregolari, le cui procedure di identificazione propedeutiche alle fasi di sgombro sono state già avviate dal Comune, ma i cui tempi di esecuzione sono incompatibili con quelli vigenti del PNRR”.

Ma non è tutto: dagli uffici di Palazzo di città trapela che andranno quasi certamente persi anche i 9.234.000 euro dell'intervento connesso ai 56 alloggi popolari e spazi sociali nel quartiere Borgo Croci-Candelaro. E siccome l’appalto è stato già aggiudicato andrà pagato con fondi del bilancio comunale.

“E’ probabile la perdita dei fondi anche per gli alloggi ERP”, ammette a l’Attacco Claudio Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia. “Il cantiere è stato avviato ma è difficile che riescano a finire, inoltre c’è la contrarietà dei residenti. Ma temo lo stesso esito anche per l’ex inceneritore Amica ed altri interventi. Mentre quello relativo al rione Martucci è stato spostato su altri fondi ottenendo più tempo per la realizzazione”.

In merito alla risposta fornita da Galasso e dall’amministrazione comunale, il meloniano è netto: “E’ grave che si parli di suoli indisponibili: sono suoli comunali, su cui avrebbe dovuto esserci la rimozione delle baracche presenti. La toppa è peggio del buco. E’ la conferma che non sanno gestire i grandi progetti. Peraltro, è fermo ormai da due anni l’intervento riguardante la piscina olimpionica, a causa di un continuo rimpallo tra l’assessore Galasso e la struttura tecnica. Da ultimo, non bastano i soldi per la variante trovati dal dirigente Paolo Affatato”.

L’analisi di FdI è chiara: “Per quanto ci riguarda il problema è Galasso, che è del tutto inadeguato a gestire i grandi progetti. Le responsabilità sono tutte politiche, non scarichino le colpe sulla tecnostruttura. Peraltro, hanno cambiato la struttura di missione e implementato gli uffici. A breve ci sarà la delibera di giunta col monitoraggio di settembre, temiamo la conferma di uno stato di avanzamento molto peggiore rispetto alla media nazionale come visto a giugno scorso. I due finanziamenti persi riguardavano interventi per l’eliminazione di superfetazioni e baracche abusive, alcune delle quali abitate, che ora continueranno ad esistere. In altre città l’assessore si sarebbe dimesso per queste cose, mentre qui a Foggia attendiamo ancora il conto finale. Siamo solo all’inizio, purtroppo. La nostra sensazione è che saranno persi altri finanziamenti e che ci saranno problemi con le imprese già aggiudicatarie, che potrebbero aprire dei contenziosi per il risarcimento dei danni subìti”, conclude Amorese.

Nei prossimi giorni è prevista all’approvazione della delibera di giunta sullo stato di avanzamento aggiornato a settembre. Nel precedente monitoraggio di giugno, come spiegò l’Attacco, ammontava al 27,44% la percentuale della spesa da parte del Comune di Foggia rispetto ai fondi PNRR. A dirlo era il collegio dei revisori dei conti dell’ente capoluogo, che ha verificato l’avanzamento finanziario dei progetti finanziati dal PNRR/PNC (ovvero il Piano nazionale di ripresa e resilienza e il Piano nazionale complementare) alla data del 30 giugno 2025.

Quando manca sempre meno alla scadenza del 2026 per le opere pubbliche realizzate grazie a fondi di Next Generation EU, lo stato di attuazione finanziario registrava 21.616.964,89 euro pagati in totale a fronte di 78.782.712,96 euro complessivi, di cui 69.997.489,51 euro da PNRR, 630.534,19 euro da altro finanziamento statale e 8.154.689,26 euro dal FOI, il Fondo opere indifferibili. L’anticipazione ricevuta ammontava a 5.952.647,68 euro, mentre le riscossioni totali erano pari a 15.147.747,96 euro e quelle del primo semestre del 2025 pari a 3.932.549,41 euro. I pagamenti nel primo semestre del 2025 ammontavano a 4.686.479,82 euro. I revisori evidenziavano anche il confronto con quello che, livello nazionale, è lo stato di avanzamento procedurale e finanziario del PNRR per Missione (dati al 31 dicembre 2024, estratti al 28 febbraio 2025): la spesa totale è pari al 35,62%, una media tra le missioni con la percentuale maggiore di spesa (a partire dalla M1 col 52,19%) e quelle più indietro (la M7 con l’1,45%). Come dire che il livello di avanzamento nazionale è migliore di quello del Comune di Foggia.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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