Le cinque sezioni territoriali di Confindustria in Puglia vanno verso la fusione? L’idea, spiegata dal Corriere del Mezzogiorno, è stata lanciata da Mario Aprile, diventato presidente di Confindustria Bari-BAT per il quadriennio 2025-2029 ed è finalizzata alla creazione di una Unione Regionale Pugliese. Una nuova organizzazione unitaria, come avviene per Unindustria, che vada oltre la semplice funzione di coordinamento svolta da Confindustria Puglia rispetto alle territoriali di Foggia, Bari-BAT, Brindisi, Lecce e Taranto. L’obiettivo è anche dare alla Puglia il diritto di esprimere almeno due delegati nel consiglio generale dell’associazione dell’aquila. Oggi le territoriali separate non hanno tale diritto e non esprimono alcun delegato a livello nazionale. In somma, con l’Unione Regionale Pugliese sollecitata da Aprile gli associati pugliesi avrebbero un maggior peso specifico sulle scelte di Confindustria. Stando a tale proposta nella nuova associazione confluirebbero i patrimoni delle cinque sezioni pugliesi, che resterebbero presenti sul territorio coi propri uffici e che esprimerebbero cinque vicepresidenti. Ma cosa ne pensano i vertici delle altre territoriali? Tito Salatto è da fine febbraio numero uno di Confindustria Foggia e da metà settembre presidente ad interim di Confindustria Puglia, a seguito delle dimissioni di Sergio Fontana, avvenute per “motivi personali” e per “lasciare spazio ad altri” dopo i quattro anni di mandato e la proroga connessa al periodo pandemico. L’ex vicesindaco Salatto, medico e imprenditore della sanità privata, è vicepresidente dell'associazione di categoria regionale ed ha guidato negli scorsi anni l’AIOP pugliese (Associazione italiana delle aziende sanitarie ospedaliere e territoriali e delle aziende socio-sanitarie residenziali e territoriali di diritto privato). L’Attacco lo ha intervistato.
La preoccupa o le piace la proposta di fusione delle sezioni pugliesi di Confindustria?
Questa proposta, dal mio punto di vista, è troppo anticipata rispetto ai tempi e alla possibilità di addivenire a tale soluzione. Colgo lati positivi ma anche aspetti negativi. Già di per sé ogni sezione territoriale è povera e litigiosa… L'idea è compatibile con un ragionamento corretto ma la possibilità di metterla a terra dipenderà dalle benigne concessioni di Bari e BAT. Non è che noi ancora una volta ce ne andiamo a casa. Potrei capire se le sezioni territoriali fossero di meno, ma se sparissero tutte sarebbe un altro discorso. Penso che sarà difficile realizzare tale operazione, andiamo peraltro incontro all’elezione del presidente regionale.
Cosa non le piace? Pensa che avverrebbe a solo vantaggio di Confindustria Bari-BAT?
Se si riuscisse a concepire per gli altri territori una sorta di clausola di salvaguardia se ne potrebbe discutere. Io non sono contrario in linea di principio ma voglio sapere come si intende realizzare questa fusione, se le altre territoriali avranno una propria significatività sarà positivo. C'è poi da pagare i debiti di ciascuna territoriale. Il tema della territorialità è importante: il territorio non può essere portato come esempio ora positivo e ora invece negativo. L’idea di fare una forte Confindustria pugliese regge se ci sono un'equa dignità e pari voce dei territori. Se, invece, si intende concentrare tutto nel Barese come al solito, quindi su Confindustria Bari-BAT, allora se la vedano loro. Le autonomie sono un fatto positivo se esiste un soggetto super partes. Se si vuole migliorare la situazione delle territoriali e coprirne le disuguaglianze questa proposta può essere realizzata in dieci giorni. Si tenga conto del fatto che la sezione Bari-BAT per fatturato e rappresentatività è più forte di tutte le altre territoriali messe assieme.
Cosa dà in cambio per far accettare questa operazione?
Se questo ragionamento è possibile ci facciano capire come. Sta riuscendo a risanare i conti della sezione foggiana? Sto lottando per rimettere in ordine una Confindustria dove ci si è sbranati negli scorsi anni. Che, almeno, non sia stata fatta fallire è sicuramente un pregio. Rispetto alla parte finanziaria abbiamo quasi messo in ordine i conti.
La debitoria a quanto ammonta oggi?
Rimane rilevante ma abbiamo i mezzi per coprirla. Tornando alla proposta di fusione, se io copro la debitoria e vengo pure inglobato cosa mi resta? Cosa mette sul piatto Confindustria Bari-BAT? Non posso perdere come Foggia la rappresentatività, abbiamo già tante presidenze che in Puglia sono affidate ai baresi. Ora pure questa? Prendiamo ad esempio anche la presidenza di Confindustria regionale: il presidente è sempre stato barese e la sede è la stessa di Bari-BAT. Per spiegarmi ancora meglio, io non ho nemmeno un ufficio quando mi reco a Bari per l’interim svolto in questi mesi. Torno a dire che va dato il senso di una vera partecipazione del territorio intero della Puglia. Io sono dalla parte di proposte che assicurino equità a tutta la regione.
Quanto potrebbe durare questo suo in carico ad interim?
Le elezioni potrebbero essere svolte tra sei mesi o un anno, ma nulla vieta che io possa lasciare anche prima di allora. È chiaro che fare le elezioni adesso, in questo periodo così turbolento, porterebbe disordine nel mondo confindustriale.
Lei è in carica da diversi mesi, ormai. Com’è l’interlocuzione con la sindaca di Foggia Marida Episcopo? C’è un confronto sulle questioni inerenti alla città capoluogo?
Purtroppo, no. Vorrei che la sindaca parlasse più chiaramente di cosa intende fare per questo territorio. Noi siamo andati come Confindustria a proporre qualcosa, ad esempio sulla digitalizzazione. Purtroppo non c'è nessun confronto, anzi sono stato convocato per parlare col suo portavoce anziché con lei. Ma io rappresento Confindustria, devo portare avanti lo sviluppo del territorio. Quando parlo non sono Salatto ma il presidente di questa grande associazione. Ci sarebbe tanto di cui parlare, ancora mi interrogo sul perché Foggia sia stata considerata una città mafiosa. Quello che dico è chiaro: ci vogliamo parlare oppure no? Mi riferisco anche al caso aeroporto. Se non c’è dialogo ognuno cerca di andare avanti per i fatti propri, deve esserci trasparenza.
Cosa pensa della tentata operazione di acquisizione della traballante compagnia aerea greca Lumiwings da parte di una cordata di imprenditori foggiani e del resto della Puglia? È favorevole?
Non abbiamo problemi rispetto al fatto che continui ad essere attiva nell’aeroporto Gino Lisa questa oppure un'altra compagnia aerea. Per me l'importante è che si continui a volare dal Gino Lisa. Non ci è stato detto nulla sulla situazione economico-finanziaria di Lumiwings, finora. Ecco perché, come ho detto prima, chiedo che ci si parli e che sia una comunicazione trasparente.
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