Gara gestione Zaccheria, la SUA della Provincia avvertì il Comune della illegittimità del criterio del massimo ribasso

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Non è solo dalle file dell’opposizione Giuseppe Mainiero e Fratelli d’Italia – che si levano fortissimi dubbi sulla legittimità della gara del Comune di Foggia per l’affidamento in concessione dello stadio Zaccheria, vinta dall’unico partecipante Heraclea (alias gli imprenditori De Vitto e Casillo), col ribasso monstre del 90,61%. Anche nella maggioranza sono state espresse chiare perplessità dal contiano Francesco Strippoli e dal capogruppo del Pd Lino Dell’Aquila. Il comunicato stampa di quest’ultimo, espressione del primo partito del campo largo progressista, ha mandato su tutte le furie la sindaca Marida Episcopo, che al pari dell’assessore allo sport Di Molfetta resta convinta che tutto sia avvenuto legittimamente. Eppure nella stessa tecnostruttura di Palazzo di città c’è chi è certo, invece, del contrario, sia perché le procedure di concessione di servizi, per legge, non possono avvenire col massimo ribasso, sia perché l’intero procedimento non presenta un solo parere di regolarità contabile ed è dunque ritenuto annullabile. Un pasticcio che sarebbe stato commesso dai dirigenti Irene Licari e Tullio Daniele Mendolicchio. Che non si dovesse procedere in tale modo lo aveva detto chiaramente, senza essere ascoltata, la Stazione unica appaltante della Provincia, guidata dal dirigente Antonello De Stasio (ex funzionario dell’ente municipale), nella comunicazione inviata il 15 luglio scorso al dirigente comunale allo sport Giuseppe Marchitelli. “Il Comune ha inoltrato alla Provincia di Foggia una nota avente ad oggetto la richiesta di presa in carico della procedura di gara inerente alla concessione ponte della gestione per manifestazioni sportive e grandi eventi dello stadio comunale Pino Zaccheria”, scrisse De Stasio che, citando la normativa, evidenziò come “in realtà, per le procedure di aggiudicazione di contratti di concessione, un criterio come quello proposto dal Comune di Foggia (minor ribasso percentuale sul valore posto a base di gara) si ponga in contrasto con la disciplina prevista all’interno del codice dei contratti pubblici”, indicando al suo posto il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Infine invitò il Comune, “nel caso in cui voglia delegare l’espletamento dell’affidamento della concessione, ad adeguare i documenti oggetto della delega alla Provincia di Foggia, ai sensi della convenzione di adesione alla SUA” e precisò che “qualora il Comune dovesse ritenere non accoglibili i rilievi mossi dallo scrivente, l’amministrazione potrà procedere in via autonoma alla pubblicazione degli atti di gara”. Come a dire: o cambiate tutto oppure ve la gestite direttamente voi. La posizione netta espressa dalla SUA rafforza nei meloniani il convincimento che la situazione sia tutt’altro che pacifica e regolare.

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia infatti esprime forte preoccupazione per l’affidamento della gestione dello stadio, “avvenuto attraverso una procedura quanto meno “anomala” che riteniamo non conforme ai principi di economicità e trasparenza previsti dalla normativa vigente”. “La concessione della struttura pubblica, simbolo della città e patrimonio dei cittadini foggiani, è stata aggiudicata con un ribasso del 90% (1.000 euro al mese per due anni) rispetto al valore posto a base di gara, senza che vi sia stato alcun vantaggio economico complessivo per l’ente proprietario, ovvero il Comune di Foggia. Una scelta che, a nostro avviso, svilisce il valore dell’impianto e non tutela adeguatamente l’interesse pubblico. È davvero questo il modo di tutelare l’interesse della collettività?”, continuano i consiglieri Amorese, Accettulli, Soragnese e Fusco, “oltretutto preoccupati per il criterio di aggiudicazione adottato dall’amministrazione, basato esclusivamente sul minor ribasso percentuale sul valore posto a base di gara”. “Tale impostazione risulta in netto contrasto con quanto previsto dal nuovo Codice degli appalti, che stabilisce chiaramente: “Per l’aggiudicazione dei contratti di concessione, l’ente concedente pone a base di gara almeno un progetto di fattibilità. L’aggiudicatario provvede alla predisposizione del successivo livello progettuale. Le concessioni sono aggiudicate sulla base di criteri oggettivi, tali da assicurare una valutazione delle offerte in condizioni di concorrenza effettiva in modo da individuare un vantaggio economico complessivo per l’ente concedente”. Tale incoerenza è stata peraltro evidenziata dalla stessa Stazione Unica Appaltante della Provincia di Foggia, che a metà luglio ha addirittura respinto la richiesta del Comune di delegare l’espletamento della procedura di affidamento tramite convenzione di adesione alla SUA smontandola giuridicamente. Come mai si è proceduto ugualmente? Alla luce di quanto sopra, riteniamo che il criterio più idoneo per l’aggiudicazione sarebbe stato quello dell’“offerta economicamente più vantaggiosa”, come previsto dall’art. 108 del D. Lgs. n. 36/2023, in grado di garantire una valutazione complessiva delle proposte e una reale tutela dell’interesse pubblico”. Per queste ragioni, il gruppo consiliare di FdI invita l’amministrazione Episcopo “a chiarire le scelte politiche che hanno portato all’adozione di un criterio di aggiudicazione palesemente incoerente con il Codice degli appalti” e chiede “che si valuti con urgenza la revoca in autotutela della determina di affidamento, sia per il vizio di legittimità riscontrato, sia per l’evidente inopportunità rispetto alla tutela dell’interesse pubblico”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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