Consorzio bonifica Gargano: l’ente che sposta la sede a Cagnano, più vicina alle residenze dei vertici

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Spostare la sede del Consorzio di bonifica del Gargano da Foggia a Cagnano Varano perché sia più vicina a Carpino, dove risiedono il presidente Michele Palmieri e il direttore Michele Tabacco? E’ questo uno dei dubbi che aleggiano rispetto alla contestata scelta operata dal cda, decisa già anni fa dopo l’insediamento della nuova governance e infine formalizzata lo scorso 5 settembre con l’approvazione dello schema di contratto di comodato d’uso gratuito per 15 anni col Comune di Cagnano Varano. E’ l’atto che ha designato, quale nuova sede operativa del Consorzio, la sede del Comune di Cagnano Varano, sita in Via Aldo Moro n.1, con annessi locali concessi in comodato, autorizzando il trasferimento delle attività gestionali ed operative degli uffici, delle attività e dei servizi consortili. “Siamo contrari allo spostamento della sede operativa a Cagnano Varano. Non comprendiamo le ragioni di una decisione che penalizza i lavoratori. È una scelta inopinata che ci costringe a proclamare lo sciopero per il giorno 28 ottobre per l'intera giornata di lavoro con un presidio sotto la Prefettura di Foggia dalle ore 9.00 alle ore 12.00”, affermano Giovanni Tarantella, segretario generale Flai Cgil, e Donato Di Lella, segretario generale Fai Cisl di Foggia. “Abbiamo inoltrato formale comunicazione di aver indetto lo sciopero presso il Consorzio Montano del Gargano con sede a Foggia. Le motivazioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero”, aggiungono i segretari Tarantella e Di Lella, “sono dettate dall'assenza di un riscontro e di un mancato confronto sui temi essenziali per il futuro e lo status occupazionale dell'ente”. In particolare, sono cinque i punti che sintetizzano la decisione di scioperare: lo spostamento della nuova sede operativa a Cagnano Varano, ovvero a circa 80 chilometri dal capoluogo dove è situata l'attuale sede, con relativa diversa organizzazione del lavoro; la mancata erogazione del Premio di risultato 2023; la mancata definizione dei criteri del Premio di risultato 2024 – 2025; la contestazione relativa all'acconto premio di risultato 2024; la mancata erogazione dell'incentivo progettazione. “Auspichiamo un deciso intervento dei soggetti consorziati”, aggiungono i segretari. “Tra questi i sindaci dei Comuni del Gargano - come Cagnano Varano, Vico del Gargano, San Nicandro Garganico, Carpino, Ischitella, Peschici, Vieste, Monte Sant'Angelo, Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Manfredonia e Mattinata – e le associazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri di Foggia”.

“La sede di viale Colombo a Foggia è di proprietà dell'ente, c'è un mutuo che si sta pagando”, sottolinea a l’Attacco Tarantella. “Questa sede ha un valore anche in termini di centralità, sia rispetto ai comuni del Consorzio che sul piano istituzionale. Si riesce a immaginare cosa significhi spostare gli uffici amministrativi a circa 80 km di distanza, sul territorio garganico? Non si è capito, poi, perché Cagnano e non altro comune, visto che c'è già un'altra sede consortile a San Marco in Lamis. E’ stata una decisione unilaterale”. Palmieri parlò tempo fa di un risparmio di spesa rinunciando alla sede foggiana. “Dobbiamo forse preoccuparci che non si riesca più a onorare il mutuo?”, commenta Tarantella.

“Si scrive, poi, che è un comodato gratuito ma nel documento istruttorio si fa riferimento anche all'impegno a svolgere servizi amministrativi e lavori di sistemazione e quindi non è uno scambio gratuito. Se si parla di svolgimento di servizi viene meno la gratuità. Abbiamo impugnato gli atti presso la Regione, verificheremo cosa ne pensa l'assessorato all'agricoltura. Abbiamo chiesto un confronto più volte, ci è stato rigettato: volevano solo incontri separati con le singole sigle sindacali. L’80-90% dei lavoratori, che sono tutti contrari al trasferimento della sede, dovrà spostarsi a 80 km di distanza dall’attuale luogo di lavoro se questa delibera non sarà revocata e c’è da tener conto di tutte le difficoltà orografiche e di trasporto. Peraltro è uno spostamento che porterà la sede ad essere più vicina alle residenze degli attuali organi amministrativi”, sottolinea il segretario Flai Cgil. “Nascerà una contraddizione una volta che ci sarà stato l’insediamento degli organi successivi a quelli attuali. E’ tutto paradossale. Non veniamo mai convocati, le rsa dovrebbero essere ascoltate”.

I sindacati restano critici anche rispetto alla nomina dell’ex vicepresidente del cda Tabacco come direttore, contro cui mosse rilievi anche la Regione. “Abbiamo chiesto l'annullamento anche degli atti sul direttore, su cui la Regione aveva scritto prescrizioni. Un direttore che è oggi coadiuvato da un’altra persona, il direttore del Consorzio Valle del Venafro (Massimiliano Capezzuto, predecessore di Tabacco, ndr), spendendo risorse aggiuntive. Una situazione molto particolare anche questa, su cui non riusciamo ad avere un confronto come neppure sulla nuova sulla riorganizzazione della macchina amministrativa operata dal direttore”.

Rispetto all’appello finale ai sindaci e alle organizzazioni agricole Tarantella è netto: “Riteniamo che il Consorzio non possa ridursi al solo cda, come se si trattasse di una srl. In questa fase così importante è necessario che prendano posizione anche Comuni e mondo agricolo, che lo facciano nel tavolo che speriamo venga presto convocato dal prefetto di Foggia”.

E’ molto articolata la nota di opposizione inviata dalla Flai Cgil al Consorzio e alla Regione contro lo spostamento della sede. “Nel merito della deliberazione del cda consortile del 05/09/2025, e relativo documento istruttorio, si evidenziano le seguenti criticità ed omissioni: non è precisato che gli immobili attualmente in uso a Foggia quale sede operativa, sono di proprietà del Consorzio e attualmente gravati da mutuo ipotecario né ci sono riferimenti alla destinazione futura della stessa sede di Foggia (alienazione, cambio di destinazione d’uso o altro); gli statuti non vengono citati in alcun modo; si fa riferimento a relazioni tecniche quali parti integranti della deliberazione ma non pubblicate; si fa riferimento ad un precedente protocollo di intenti con il comune di Cagnano Varano sottoscritto prima che lo stesso venisse approvato dai rispettivi organi deliberanti; non è precisato che i locali messi a disposizione dal Comune di Cagnano Varano (si tratta in effetti di alcune stanze) sono ubicati nello stesso stabile dove attualmente si trovano gli uffici comunali; si fa riferimento al D. L. n. 95/2012 ed alla legge 30 dicembre 2004 n.311, in materia di concessione gratuita dell’uso di immobili tra Stato ed enti territoriali, ma il Comune non è un organismo statale ed il Consorzio non è un ente territoriale”.

Inoltre, “si dichiara che la deliberazione non comporta impegni per il bilancio ma nel protocollo di intenti sottoscritto ed approvato con deliberazione del cda n. 328 del 21/12/2023, il Consorzio si impegna a “…a cura e spese del Consorzio, di lavori di sistemazione e messa a norma dei locali. Verrebbe quindi determinato un canone ricognitorio dovuto dal Consorzio (o altra forma analoga volta al riconoscimento della proprietà) e le parti, nell'ambito del contratto definitivo, definiranno, altresì, forme di compensazione - proporzionate al beneficio ritratto dal Consorzio - che l'ente di bonifica dovrebbe erogare al Comune sotto forma di servizi amministrativi e assistenza nell'ambito delle attività proprie istituzionali svolte dal Consorzio stesso a favore del Comune ….”  e nello schema di contratto di comodato d’uso approvata si dice che “sono a carico del comodatario gli oneri accessori e la manutenzione ordinaria e straordinaria”. E’ evidente che ci saranno notevoli spese a carico del Consorzio. Inoltre, sull’importante iniziativa non è stato fatto alcun confronto con il personale dipendente e/o sindacati né con le organizzazioni professionali, che rappresentano la maggior parte dei consorziati. Infine questa sigla sindacale ritiene che l’intero procedimento, sia quello adottato dal Comune sia quello del Consorzio, sia del tutto illegittimo”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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