Dopo cinque anni va riscritta la convenzione stipulata nel 2020 dagli allora vertici dell’Università di Foggia e dell’ASP dell’Addolorata, ovvero il rettore Pierpaolo Limone e la commissaria straordinaria Patrizia Lusi. Per trasformare il fatiscente ex Conventino di via Barra, in pieno centro, in residenza universitaria serve che il comodato gratuito per 25 anni sia esteso all’intero immobile e non solo alla sua parte prevalente, come previsto dall’attuale convenzione. L’intesa informale già c’è tra l’attuale Magnifico Lorenzo Lo Muzio e il neo presidente dell’ASP, l’ex sindaco di Foggia Mimmo Verile, al quale fa ovviamente comodo che sia l’Ateneo a occuparsi di tutto l’edificio, che fino a poco fa è stato casa dei volatili e regno del guano. A luglio scorso l’Attacco scrisse che era stato finalmente avviato il cantiere dell’ex Conventino, di proprietà dell’ASP dell’Addolorata e soggetto a vincolo storico-culturale, dove Unifg realizzerà una residenza universitaria polivalente con 64 posti letto. I lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione parevano ai nastri di partenza, con l’impegno di ultimarli entro due anni dopo la paura di perdere il finanziamento ministeriale da 3.198.590 euro per il ritardo accumulato. Ad occuparsene il raggruppamento vincitore dell’appalto, le imprese foggiane Xerim srl e Antonacci Termoidraulica srl. “La convenzione attuale ha concesso a Unifg solo una parte dello stabile, pari a circa il 60-70% della superficie complessiva, per farci lo studentato. E’ la porzione con ingresso su via Orientale”, spiegano fonti interne all’Ateneo a l’Attacco. “L'altra parte restava all'ASP per ultimare un intervento di recupero finalizzato alla realizzazione di un asilo, che sarebbe stato ugualmente concesso in comodato a Unifg per la gestione successiva, come da piani dell’ex rettore Limone, anche perché l’ASP non ha struttura né risorse capitali per fare alcunchè”. Da qui la necessità di riscrivere la convenzione, in modo tale che l’Ateneo possa prendere in carico l’intero edificio per avviarlo ad un recupero integrale.
Era febbraio 2020 quando fu approvata la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra l’Università di Foggia e l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Istituto dell’Addolorata per il recupero funzionale e la concessione in comodato gratuito del complesso edilizio ex Monastero dei Frati Domenicani Conventino.
“L’acquisizione dell’immobile da parte dell’Università di Foggia garantirebbe l’interesse dell’ASP di preservare gli immobili dal decadimento e così conservare e valorizzare il patrimonio pubblico. Di contro, l’Ateneo acquisirebbe, a condizioni vantaggiose, un edificio idoneo a soddisfare le proprie esigenze didattiche ed accademiche in linea con i propositi espressi dal senato accademico e dal cda”, fu spiegato. Limone aggiunse che su una porzione del complesso edilizio erano in corso lavori di manutenzione straordinaria, finanziati dalla Regione Puglia ed appaltati dalla ASP. La ASP si impegnava a completare l’intervento in atto, lavori finalizzati all’attivazione di un asilo nido per il quale la ASP non ha le risorse umane, finanziarie e strumentali per poter gestire il servizio.
A tal riguardo, una volta completato l’intervento, l’ASP avrebbe verificato le condizioni per dare in concessione la gestione dell’asilo nido all’Università di Foggia o ad altra persona giuridica che promana dalla stessa, mediante apposito e specifico contratto da concordare. “L’Università di Foggia eseguirà tutte le opere di manutenzione straordinaria e funzionale sul complesso immobiliare necessarie per adeguare i locali alle specifiche esigenze delle strutture da insediarvi utilizzando risorse finanziarie rinvenienti da specifici progetti di finanziamento, consentendo alla ASP di eseguire le opportune forme di vigilanza sull’immobile per la dovuta tutela del proprio patrimonio pubblico, compatibilmente con l’attuazione delle opere e con le attività didattiche ed accademiche insediate”, concluse Limone.
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