Dopo oltre due anni torna Piantedosi. L’emergenza sicurezza (quartiere Ferrovia in primis) e la vergogna ghetti

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A oltre due anni di distanza torna a Foggia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, subissato da sollecitazioni in merito alla rovente situazione sicurezza nel capoluogo daunio e in Capitanata. Due su tutte: da un lato c’è l’emergenza del quartiere Ferrovia di Foggia, con una escalation criminale e un degrado che sono sotto gli occhi di tutti, tanto che da più parti si sono levate richieste di far arrivare l’esercito a presidiare la zona; dall’altro il tema mai risolto dei ghetti in cui vivono migliaia di braccianti migranti, una vergogna cui finora non si è messo fine nemmeno coi fondi del PNRR (i 114 milioni che dovranno essere sostituiti con altre linee di finanziamento in modo da non avere la scadenza, ormai imminente, di marzo 2026 per realizzare gli interventi nemmeno partiti ad oggi). Era febbraio 2023 quando il titolare del Viminale venne a Foggia per presiedere il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e per firmare il patto per la sicurezza urbana col Comune capoluogo. Da allora è cambiato parecchio: sono mutati i vertici istituzionali (il prefetto Paolo Giovanni Grieco al posto di Maurizio Valiante, il procuratore capo che non è più Ludovico Vaccaro ma in pectore Enrico Infante, la sindaca di Foggia Marida Episcopo al posto dei commissari straordinari post scioglimento per mafia del consiglio comunale), si sono avvicendati nuovi vertici delle forze di polizia (ultimo dei quali il nuovo comandante dei Carabinieri Giovanni Capone, ex capo delle teste di cuoio del GIS), ma c’è anche un diverso clima. Se ai primi del 2023 il dibattito era profondamente incentrato sui molteplici casi di Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose e sulle centinaia di interdittive antimafia, segni tangibili (e discussi) dell’azione della Squadra Stato contro i pericolosissimi clan della cosiddetta Quarta mafia, oggi emerge con chiarezza il senso di insicurezza legato anche alla criminalità comune e non solo a quella organizzata. È stato il comitato civico Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia a fare notizia, giorni fa, dopo un incontro in Prefettura, del ritorno di Piantedosi.

“Abbiamo rappresentato, a nome dei residenti del quartiere, l’escalation di violenza e insicurezza nell’area e rilanciato più volte la richiesta dell’esercito: una battaglia che portiamo avanti da anni, sostenuta da oltre 3.300 firme e oggi condivisa da gran parte della città di Foggia. La palla ora passa ai piani superiori”, il commento del comitato. “Ci è stato comunicato che, anche a seguito del nostro incontro, si avvierà l’inserimento del protocollo Controllo di Vicinato e si attiverà un filo diretto con la Questura e il responsabile delle Volanti: due richieste storiche del nostro gruppo. Continueremo a proporre che questo canale sia esteso anche a Comune, Polizia Locale, opposizione e stampa, per massima trasparenza. Il ministro dell'Interno, proprio nei giorni scorsi, è stato raggiunto da decine di mail inviate dai componenti di Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia relative alla richiesta dell'esercito nel quartiere Ferrovia e in città. Ricordiamo inoltre l’incontro di lunedì in Comune: è in arrivo l’ordinanza anti-alcol nel perimetro del Quartiere Ferrovia, misura che chiediamo da mesi”. È urgente e indispensabile un piano sicurezza straordinario per Foggia e l’intera Ca pitanata con misure ordinarie”, sottolinea nuovamente Pasquale Cataneo, consigliere comunale foggiano. “Speriamo che la venuta del ministro Piantedosi a Foggia porti ad attuare con urgenza le misure già proposte un mese fa: coprire gli organici delle forze di polizia; completare gli indispensabili investimenti tecnologici in videosorveglianza; fare le misure già attuate in altri territori. Ciò innalzerebbe il controllo territoriale e stradale contrastando ancor più efficacemente tutti i reati, a partire da furti e rapine. È inconcepibile che a Foggia ad esempio, non ci siano le stesse misure ordinarie adottate a Bari, dentro e fuori la stazione incluse le aree urbane attigue, dove oltre alla Polfer, c’è l’esercito con Strade sicure, come a Taranto, contribuendo al contrasto della microcriminalità e al mantenimento dell’ordine pubblico, grazie a una presenza continua, capillare e visibile. Altre misure risultano essere altrettanto utili, visti i reati perpetrati in zone e ambiti ferroviari, come l’istituzione di un presidio/nucleo di FS Security e la presenza di G.P.G. che, con ulteriore coordinamento, potrebbero supportare al meglio i valenti operatori della Polfer per garantire a Foggia e all’intero territorio daunio, crocevia di due Corridoi della Rete TEN-T, la medesima protezione degli utenti in ambito ferroviario e nelle contigue aree urbane, nonché di maggiore tutela del rilevante patrimonio aziendale FSI posta in essere in altri territori pugliesi che, peraltro, registrano statisticamente minori eventi/atti negativi rispetto al contesto foggiano. Fino ad oggi non mi risulta che il Comune di Foggia si sia fatto sentire concretamente al riguardo”, la conclusione dell’eletto.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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