Un nuovo caso investe il TFA sostegno dell’Università di Foggia, dopo quelli avvenuti in passato. Riguarda una segnalazione di presunta “grave irregolarità nella procedura di attribuzione di incarichi di insegnamento”, inviata al rettore Lorenzo Lo Muzio venerdì scorso, 24 ottobre, dalla professoressa Giusi Antonia Toto, che negli scorsi anni insieme all’allora direttore Luigi Traetta coordinava i TFA sostegno. “Con la presente, in qualità di componente del comitato dei garanti del TFA sostegno per il corrente anno, e nel pieno rispetto del ruolo di garanzia che Ella riveste, desidero sottoporre alla Sua attenzione una circostanza di estrema gravità che, se confermata, potrebbe compromettere la regolarità amministrativa e la trasparenza dei procedimenti interni dell’Ateneo, nonché ledere l’immagine stessa dell’Università di Foggia”, si legge nella nota di Toto. “In particolare, risulta che l’atto di approvazione degli esiti relativi all’attribuzione di alcuni insegnamenti sia stato formalmente sottoscritto e pubblicato solo dopo l’inizio delle lezioni. Circostanza ancor più grave è che uno dei docenti risultati assegnatari avrebbe iniziato a svolgere attività didattica in aula prima della pubblicazione dell’atto di approvazione e prima ancora del completamento delle verifiche amministrative previste. Tale comportamento costituisce una palese violazione dei principi di imparzialità, buon andamento e trasparenza sanciti dalla legge, oltre che una possibile violazione delle norme interne sull’affidamento degli incarichi didattici”, si prosegue. “Si tratta di fatti che, se non tempestivamente e adeguatamente verificati, potrebbero determinare un pregiudizio grave all’immagine dell’Ateneo, oltre che dei docenti e degli organi di governo coinvolti”. Infine l’invito al Magnifico ad attivarsi facendo luce sulla vicenda e assumendo le determinazioni opportune. “Confidando nella Sua sensibilità istituzionale e nel Suo impegno per la tutela della legalità amministrativa, Le chiedo di avviare con urgenza le opportune verifiche interne e di adottare i provvedimenti disciplinari o amministrativi del caso, nel rispetto della normativa vigente e a tutela dell’istituzione universitaria. In difetto, non potrei esimermi dal trasmettere la presente segnalazione alle autorità competenti, affinché vengano accertate eventuali responsabilità sotto il profilo amministrativo e contabile”, è la conclusione della docente.
Ad oggi nessun riscontro è giunto, come risposta, a Toto né dal rettore né tantomeno dal direttore del TFA professor Emili, cui la professoressa ha pure segnalato la vicenda e che non si sarebbe mai visto a Foggia dopo il conferimento dell’incarico. Le lezioni sono iniziate venerdì scorso alle ore 14.00, prima che venissero approvati dal rettore gli atti di relativi alla selezione pubblica per l’attribuzione titolo retribuito degli insegnamenti nell’ambito del TFA sostegno, X ciclo idonei cicli precedenti, anno accademico 2024/2025. Il decreto è stato firmato dal rettore solo alle ore 16.10 dello stesso 24 ottobre, per poi essere protocollato sull’albo istituzionale di Unifg alle ore 18.00.
Da qui gli interrogativi in Ateneo: come faceva la docente che è andata in aula alle ore 14.00, la professoressa Manuela Ladogana, a sapere già l’esito del concorso e senza aver firmato il contratto di assunzione, dunque senza lettera di incarico? Come mai è stato dapprima pubblicato il calendario delle lezioni, il 22 ottobre, e solo due giorni dopo c’è stata l’approvazione degli atti? Che Ladogana abbia tenuto lezione il 24 ottobre dalle ore 14.00 è testimoniato, del resto, dai 150 corsisti presenti, tutti della scuola secondaria di primo grado.
Nel decreto si ricorda come risalga a maggio scorso la nota del MUR relativa alle indicazioni operative del X Ciclo di avvio dei percorsi di specializzazione per le attività di sostegno agli alunni con disabilità, per l’anno accademico 2024/2025, seguita dal decreto di Lo Muzio del 29 maggio con cui fu approvata l’attivazione dei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia e primaria e nella scuola secondaria di I e di II grado. Il primo agosto scorso fu emanato da Unifg il bando di ammissione e successiva iscrizione ai percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria, nella scuola secondaria di I grado e nella scuola secondaria di II grado, TFA sostegno, X Ciclo, a.a. 2024/2025, riservato esclusivamente ai candidati idonei dei cicli precedenti. Mentre il 4 settembre Lo Muzio adottò il decreto di autorizzazione all’emanazione del bando di selezione pubblica rivolta ai docenti dell’Università di Foggia e ai soggetti esperti per l’attribuzione degli insegnamenti nell’ambito del TFA sostegno X Ciclo idonei cicli precedenti. Tali corsi dovranno concludersi entro il 30 giugno 2026 e il 17 settembre fu nominata dal rettore la commissione giudicatrice per l’attribuzione di tali incarichi didattici.
La commissione si è riunita lo scorso 22 ottobre per la valutazione dei titoli ai fini della redazione delle graduatorie, con indicazione dei vincitori, idonei e affidatari. La copertura finanziaria deriva dalle tasse di iscrizione ai percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, TFA sostegno, X Ciclo, idonei cicli precedenti, a.a. 2024/2025. Lo Muzio concludeva il decreto richiamando “l’urgenza di procedere all’avvio delle attività formative”.
“Quest’anno anche io ho difficoltà di comunicazione rispetto sia alle prassi normali che alla gestione delle attività, pur avendo fatto diverse sollecitazioni su questioni organizzative del TFA sostegno”, sottolinea Toto a l’Attacco. “Ho ritenuto di fare questa ennesima segnalazione al rettore perché, francamente, non mi era mai capitato un caso simile. Se fosse accertato sarebbe un caso mai visto prima nella storia del TFA sostegno”. L’Attacco ha provato invano a chiedere un commento al rettore Lo Muzio e alla direttrice del Distum Barbara De Serio.
Focus
L’ultima frontiera del posto fisso si chiama TFA sostegno ed è un business multimilionario. Da alcuni anni è lampante il fenomeno legato ai percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria, nella scuola secondaria di I grado e nella scuola secondaria di II grado. Ormai è diventato anche il rifugio per i tantissimi che fuggono dalla libera professione, a cominciare dall’esercito di avvocati in crisi di Capitanata. Il TFA rappresenta ormai una voce importantissima delle entrate dell’Ateneo daunio. I numeri sono aumentati a dismisura col tempo. Nel 2019 Unifg, a fronte di 600 posti e di una quota di iscrizione al corso pari a 2.800 euro, incassava 1.680.000 euro; se si teneva conto anche del bollo virtuale di 16 euro si arrivava a 1.689.000 euro. Solo con l’iscrizione alla prova preselettiva l’Ateneo daunio portò a casa 560mila euro, visto che i partecipanti furono quell’anno 5.600 e la quota cadauno era pari a 100 euro. Il totale fu pari a 2,24 milioni, o 2.249.000 euro se si considera anche il bollo virtuale. L’Ateneo di Foggia è quello che incassava di più in Puglia, dal momento che l’Università del Salento prevedeva solo 200 posti e la tassa di iscrizione era più bassa (2.600 euro) e che Bari prevedeva 440 posti a 2.800 euro ciascuno. L’attivazione dei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia e primaria e nella scuola secondaria di I e II grado, a.a 2018-2019, vedeva un numero dei posti lontano da quello attuale: scuola dell’infanzia 150 posti; scuola primaria 150 posti; scuola secondaria di I grado 150 posti; scuola secondaria di II grado 150 posti. Il bando prevedeva la partecipazione di circa 5.197 aspiranti corsisti, un dato superato da quanto avvenne. Oggi la dimensione dei TFA è diventata molto più ragguardevole.
Attorno a questi corsi sono scoppiati diversi casi mediatici negli ultimi anni. Se anni fa l’Attacco e altri media approfondirono la questione delle forti polemiche avanzate da numerosi partecipanti per la organizzazione dei TFA da parte dell’Università di Foggia, risalgono a febbraio scorso le richieste di 24 rinvii a giudizio nell’ambito del filone dell’inchiesta sui falsi titoli di specializzazione TFA per l’insegnamento nel sostegno scolastico. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero presentato dichiarazioni mendaci per ottenere posizioni vantaggiose nelle graduatorie provinciali per le supplenze annuali e gli incarichi. L’inchiesta, coordinata dal pm Anna Landi, ha coinvolto principalmente residenti nelle città di Cerignola, Stornara, Stornarella, Carapelle, Foggia, San Giovanni Rotondo e Manfredonia. Le indagini, avviate nell’agosto 2023 e concluse nel maggio 2024, hanno avuto origine da tre esposti anonimi e sono state condotte dai carabinieri di Foggia. Al centro del sistema, secondo la ricostruzione della Procura, ci sarebbero false attestazioni rilasciate da un istituto paritario della provincia di Caserta, che avrebbero permesso a diversi docenti di entrare nelle graduatorie senza i requisiti necessari. Gli indagati sono accusati di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, esercizio abusivo della professione e favoreggiamento personale. Nel presunto sistema illecito, ma coinvolta in un altro filone, anche Antonietta Ruggieri, avvocata di Stornarella soprannominata Lady TFA. Con lei il marito Carmelo Fiorilli, insegnante, e Angela Rosa Ciotola, dirigente di un istituto paritario nel Casertano. Per i tre furono disposti gli arresti domiciliari, mentre altre nove persone residenti in provincia di Foggia (tra Carapelle, Stornarella e Cerignola) furono sospese dall’insegnamento con interdittiva.
Mentre a giugno scorso l’Attacco svelò in anteprima la decisione di Unifg di trasferire una parte dei corsi del TFA sostegno da Foggia a Troia, con forti polemiche del mondo politico, istituzionale e sindacale. Difatti nel bando Unifg si chiarì poi che “il numero dei posti disponibili, per ciascun percorso di formazione, è: per la scuola dell’infanzia 200 posti a Foggia, per la primaria 450 posti a Foggia, per la secondaria di I grado 100 posti a Troia presso Palazzo San Domenico, per la secondaria di II grado 150 posti a Troia presso il Cine Teatro Cimaglia”.
Rispetto al TFA tutto passa dal dipartimento di Studi umanistici, come volle l’ex rettore Pierpaolo Limone che vi afferisce. La lagnanza più volte fatta, dietro le quinte, in Ateneo è che “la gestione del TFA è di competenza completa del Centro di formazione docenza e del Distum, gli altri dipartimenti non ci mettono bocca”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).