Un anno esatto dalla riconsegna delle chiavi della casa Erp di Emanuele: da dirigenti e politici nessuna risposta

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Compie un anno la restituzione delle chiavi dell’alloggio Erp di via Alberto da Zara 9, ma la vicenda resta ancora sospesa in una eterna fase interlocutoria. L’Attacco ha ricostruito più volte la storia dell’abitazione riconsegnata il 27 marzo 2025 dall’assessore al Bilancio del Comune di Foggia e segretario cittadino del Partito Democratico Davide Emanuele, che per circa vent’anni aveva mantenuto formalmente la residenza in quell’appartamento di edilizia residenziale pubblica. Da allora la questione si è progressivamente spostata dal piano politico a quello amministrativo. Una volta rientrato nella disponibilità del patrimonio pubblico, l’immobile è stato comunicato da Arca Capitanata al Comune affinché individuasse un nuovo assegnatario secondo graduatoria. Il primo nucleo familiare indicato, tuttavia, ha rinunciato e da quel momento la procedura ha registrato un rallentamento che ha alimentato nuovi interrogativi sui tempi di assegnazione. Negli ultimi mesi l’Attacco è tornato più volte sulla vicenda ascoltando nuovamente Pippo Liscio, responsabile di Arca Capitanata, che ha ricostruito lo stato dell’arte delle procedure. L’ente regionale, ha spiegato, ha già adempiuto ai passaggi di propria competenza. Prima la comunicazione della disponibilità dell’alloggio, poi quella relativa alla rinuncia del primo nucleo individuato. “Proprio stamattina – ha spiegato Liscio a febbraio – ho incontrato il dirigente comunale delegato alle Politiche abitative e l’ho sollecitato a completare le cinque o sei assegnazioni da effettuare a stretto giro, tra cui questa. Mi ha risposto che stanno provvedendo e che a giorni ce le avrebbero comunicate”. L’indicazione di Arca, aveva aggiunto, è di procedere con tutte le assegnazioni pendenti in blocco, senza concentrarsi su un singolo caso. Liscio aveva inoltre chiarito di non avere un interesse specifico su quell’alloggio rispetto agli altri.

“È un problema del Comune, non di Arca. Se sollecitassi solo su quella abitazione, significherebbe che avrei il retropensiero che qualcosa non quadri. Ma non ho ragione di credere che sia così”. Il punto, secondo Arca, riguarda piuttosto il funzionamento complessivo del sistema delle assegnazioni. Un alloggio che resta vuoto troppo a lungo, sottolinea l’ente, genera inevitabilmente complicazioni burocratiche e aumenta il rischio di occupazioni abusive, con possibili ricadute anche sul piano patrimoniale. Da qui la richiesta al Comune di formalizzare tempestivamente le assegnazioni non appena viene comunicata la disponibilità degli immobili, rimandando eventualmente a una fase successiva gli interventi di manutenzione o di adeguamento. Un ulteriore elemento di rallentamento, secondo Arca, riguarda il numero crescente di rinunce da parte degli assegnatari individuati in graduatoria. Una dinamica che comporta ulteriori passaggi amministrativi e allunga inevitabilmente i tempi delle procedure.

Per comprendere quali siano oggi le tempistiche previste per l’assegnazione dell’alloggio di via Alberto da Zara e, più in generale, lo stato delle pratiche ancora aperte, l’Attacco ha provato a raccogliere anche il punto di vista dell’amministrazione comunale.

Contattato nella giornata di ieri, il dirigente comunale alle Politiche abitative Pio D’Errico ha però spiegato di non poter rilasciare dichiarazioni senza un passaggio preventivo dall’ufficio stampa del Comune. L’Attacco ha quindi contattato il responsabile dell’ufficio stampa di Palazzo di Città, Claudio Botta, che ha indicato come interlocutore il portavoce della Sindaca Maria Aida Episcopo, Luca D’Andrea. Quest’ultimo, al momento, non ha fornito riscontro alle richieste di chiarimento, non risultando raggiungibile telefonicamente nella giornata di ieri.

Va inoltre ricordato che la delega alle Politiche abitative, dopo che l’ha lasciata il consigliere del Movimento 5 Stelle Giovanni Quarato, è oggi nelle mani della stessa Sindaca Episcopo. A dodici mesi esatti dalla restituzione dell’immobile, dunque, il caso di via Alberto da Zara continua a rappresentare un punto di osservazione sul funzionamento delle procedure di assegnazione degli alloggi pubblici.

Le rassicurazioni sul completamento delle pratiche arrivano dal confronto tra Arca e il Comune, ma restano da verificare tempi e modalità con cui le nuove assegnazioni verranno formalizzate. Perché, come osservato nelle ricostruzioni di questi mesi, la questione non riguarda più l’ex assegnatario dell’alloggio, ma la capacità delle istituzioni coinvolte di trasformare una casa libera in una casa abitata nel più breve tempo possibile. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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