Comune, papocchio sul riaffidamento in house ad Ataf: scontro con sindacati e Rsu per valutazione personale e Eq

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Il caso Ataf spa, la controllata del trasporto pubblico locale, rischia di rappresentare un ennesimo segno di debolezza di Palazzo di città. Per un nuovo affidamento in house premono con forza in tanti, compreso il blocco sindacale, mentre altri della maggioranza – come i 5S Quarato e Strippoli – sulla scorta di quanto avvenuto con Amiu Puglia spa hanno espresso dubbi sulla via dell’affidamento in house anziché della gara pubblica. Ma, al di là delle divergenze di posizioni, l’amministrazione avrebbe dovuto muoversi per tempo e portando in consiglio non un generico atto di indirizzo, bensì numeri precisi e motivi concreti per giustificare la scelta del riaffidamento in house anziché la gara pubblica. E ora rischia di essere tardi. I sindacati si sono tutti mobilitati. La gestione dei servizi di TPL entro il 2027 e per i prossimi 9 anni dovrebbe essere assegnata attraverso una gara europea da oltre 600 milioni di euro relativa all’intero territorio provinciale e ai comuni di Foggia, San Severo, Cerignola, Lucera, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo. Lo stato di agitazione dei sindacati è legato alle incertezze tecnico-amministrative circa l’effettività dell’affidamento in house in favore di Ataf spa da parte del Comune capoluogo. Secondo la legge regionale n. 52/2019, spetta alla Provincia competente delegare ai Comuni che ne facciano richiesta l’esercizio della funzione di affidamento in house della gestione dei servizi di trasporto urbani di competenza, qualora ricorrano le condizioni previste dalla normativa. La preoccupazione per il futuro dei lavoratori è legata allo stato degli atti prodotti e notificati dal Comune, in base ai quali non risulta completata la procedura propedeutica all’affidamento in house. Se la FIT Cisl ha incontrato il dirigente della Provincia Follieri in merito alla la gara europea per l’affidamento 2027-2035 dei servizi di TPL automobilistici extraurbani e urbani di competenza provinciale e chiesto un incontro in Prefettura, le segreterie provinciali di FILT Cgil (Fabio Lapalorcia) e FAISA Cisal (Vincenzo delli Carri) hanno sollecitato “la convocazione di un incontro urgente monotematico in merito al futuro della società e alla gestione del servizio di trasporto pubblico urbano”.

“A seguito di un recente confronto tecnico presso l'amministrazione provinciale, è emerso con estrema preoccupazione che le procedure amministrative necessarie per il completamento dell'affidamento in house del servizio urbano al Comune di Foggia risultano, allo stato attuale, non ancora perfezionate. Tale stallo burocratico genera una profonda incertezza sulla continuità aziendale e sulla stabilità futura della società partecipata. Il mantenimento della gestione comunale diretta tramite Ataf è la condizione imprescindibile”, hanno scritto i due sindacati, avvertendo che, in assenza di un immediato e concreto riscontro, attiveranno la prima fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione”.

Ma l’aria è tesa a Palazzo di città rispetto al fronte sindacale anche rispetto ad un altro tema: il sistema di valutazione del personale e il regolamento delle elevate qualificazioni. FP Cisl, UIL Fpl e CSA Ral, unitamente a tutta la RSU del Comune di Foggia, denunciano con forza quanto accaduto ieri l’altro in sede di delegazione trattante. “Il confronto si è di fatto rivelato inesistente, a causa di una posizione di totale chiusura assunta dal presidente della delegazione trattante di parte pubblica, che ha impedito qualsiasi reale possibilità di dialogo e di approfondimento sulle questioni poste al tavolo”, affermano. “In tale contesto, il confronto si è dovuto interrompere, in quanto tutte le parti sindacali legittimate al tavolo, non vedendosi ascoltate, hanno dovuto responsabilmente scegliere di abbandonare la seduta. Tale decisione si è resa inevitabile a fronte dell’indisponibilità della parte pubblica ad aprire un confronto sulla proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali, relativa alle determinazioni delle fasce nel nuovo sistema di valutazione e misurazione delle performance proposto dall’ente, finalizzata esclusivamente a garantire che nessuna lavoratrice e nessun lavoratore subisse una riduzione delle proprie spettanze economiche. Un atteggiamento che non solo mortifica il ruolo delle rappresentanze sindacali, ma svilisce il senso stesso della contrattazione, che deve rappresentare un luogo di confronto reale, fondato sul rispetto reciproco e sulla ricerca condivisa di soluzioni nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori.

Risulta del tutto incomprensibile come si possa pensare di affrontare il confronto sindacale partendo da posizioni rigide e non negoziabili, soprattutto quando in discussione vi sono aspetti che incidono direttamente sulle condizioni economiche e professionali del personale. È bene chiarire con assoluta nettezza che anche un solo euro sottratto dalle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori non potrà mai rappresentare materia di mediazione al ribasso, né potrà costituire base di un confronto serio e responsabile. Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere chiamati a sostenere gli effetti di scelte di natura amministrativa dell’ente. Tali determinazioni, riconducibili esclusivamente alla sfera organizzativa e gestionale dell’amministrazione, non possono in alcun modo tradursi in una compressione delle risorse destinate al personale né costituire base per un confronto sindacale al ribasso”. Un atto d’accusa durissimo nei confronti del segretario generale Alfredo Mignozzi e del dirigente del personale Giuseppe Marchitelli.  “Ribadiamo la nostra disponibilità ad un confronto vero, non saranno disponibili a partecipare a tavoli che si configurano come meri momenti formali, privi di reale apertura negoziale. Per tali ragioni si chiede alla parte pubblica e alla parte politica di attivarsi immediatamente per la ricostruzione di corrette relazioni sindacali, fondate su un reale confronto e sul rispetto dei ruoli. In caso di perdurante chiusura e di mancata ripresa di un confronto reale, noi sindacati e la RSU valuteremo tutte le azioni sindacali da intraprendere, a partire dalla convocazione di un’assemblea generale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori del Comune di Foggia”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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