Foggia, la maggioranza fa saltare il numero legale per non discutere di buco sanità, CCR e verde pubblico

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È durata poco a seduta di consiglio comunale di stamattina a Foggia. La maggioranza si è assentata dopo aver votato i primi sei punti, facendo venir meno il numero legale. Erano previsti dodici punti all’ordine del giorno, quasi tutti riconoscimenti di piccoli debiti fuori bilancio. Dopo l’approvazione dei primi debiti fuori bilancio il campo largo è andato via, lasciando l’aula vuota.

L’intenzione era, chiaramente, quella di evitare la discussione sugli ultimi quattro punti, inseriti tutti su input delle minoranze: l’ordine del giorno sul disavanzo economico sanità della Regione Puglia, con la richiesta di blocco dell’aumento dell’addizionale regionale IRPEF; l’indirizzo politico per la tutela della cerealicoltura di Capitana, difesa della filiera del grano duro italiano ed attivazione di una rete di consultazione interistituzionale per il riconoscimento di Foggia quale sede della Commissione Unica Nazionale (C.U.N.) e per la salvaguardia del reddito dei produttori agricoli; la mozione con la richiesta di sospensione immediata dei lavori e delocalizzazione dell’erigendo Centro Comunale di Raccolta (CCR) di via Domenico Antonio Patroni; infine la mozione su stato di degrado del verde pubblico urbano, carenza di manutenzione ordinaria, mancata programmazione degli interventi e incremento delle ore lavorative del personale addetto, con la richiesta di azioni urgenti.

Col primo, il centrodestra (con Mainiero) chiede che la sindaca Episcopo e la sua giunta si facciano portavoce presso la Regione e il presidente Decaro di: non innalzare la tassazione IRPEF (imposta sui redditi delle persone fisiche) dei cittadini pugliesi; agire riducendo gli sprechi nella sanità regionale ed individuando economie di bilancio per affrontare il disavanzo; potenziare i servizi sanitari, la qualità e quantità degli stessi con particolare riferimento alla necessità di ridurre/eliminare la mobilità passiva per gli interventi a bassa complessità sanitaria e miglioramento dell’organizzazione e funzionamento dei Pronto Soccorso.

Gli stessi 10 eletti, rispetto allo stato insoddisfacente (se non penoso) del verde pubblico, chiedono di: presentare un piano straordinario depositando in commissione consiliare entro 15 giorni un cronoprogramma urgente per lo sfalcio dell'erba in tutti i quartieri, partendo dalle periferie; istituire il Registro del Verde avviando immediatamente il censimento digitalizzato degli alberi per monitorare la stabilità delle piante e prevenire i crolli; istituire un numero Whatsapp a disposizione dei cittadini; garantire la trasparenza, pubblicando sul sito del Comune il calendario settimanale dei lavori dell’impresa appaltatrice per permettere il controllo dei cittadini; ripristinare la sicurezza, intervenendo con urgenza sulle aree giochi danneggiate nei parchi pubblici per tutelare i minori; incrementare il monte ore, avviando un tavolo di confronto urgente con l’impresa appaltatrice e le rappresentanze sindacali, al fine di potenziare il servizio alla comunità e migliorare le condizioni retributive dei lavoratori.

Con l’ultima mozione il forzista Pasquale Rignanese sollecita l'immediata sospensione dei lavori del CCR, l’avvio di un tavolo tecnico urgente finalizzato alla delocalizzazione dell’impianto in un'area diversa (“industriale, artigianale o comunque periferica, idonea a non arrecare pregiudizio al decoro urbano e alla salute dei residenti”) e l’apertura di un confronto stabile con i comitati di quartiere e la cittadinanza prima di ogni ulteriore determinazione sulla pianificazione dei servizi di igiene urbana in tale quadrante della città. Ebbene, secondo i rumors, la maggioranza ha impedito in tal modo che l’opposizione potesse tuonare contro il buco regionale della sanità e affondare sulle altre questioni. La seduta di seconda convocazione è ora prevista per domani pomeriggio, ma c’è chi ipotizza un’ulteriore diserzione dell’aula da parte della coalizione di Episcopo, in modo da far trascorrere altre settimane e far scemare il clamore.

“Banchi della maggioranza vuoti! Questo è lo scenario davanti ai nostri occhi. Oggi avremmo dovuto parlare di blocco dell'aumento addizionale regionale IRPEF, sospensione lavori e delocalizzazione centro comunale di raccolta di via Patroni e stato di degrado del verde pubblico. Crisi politica o difficoltà ad affrontare temi importanti per la città?”, domanda il capogruppo meloniano Claudio Amorese. “In entrambi i casi siamo messi molto male...”. La seduta aveva visto in apertura le proteste dell’irato eletto di minoranza Giuseppe Mainiero, andato via stigmatizzando duramente l’assenza dei dirigenti in aula.

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