PEBA a Manfredonia: “ambizioso ma concreto” per superare le barriere architettoniche e creare spazi accessibili

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Il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche rappresenta per Manfredonia non solo una (tardiva) risposta normativa, ma una vera e propria sfida culturale e sociale. L’obiettivo è quello di trasformare la città in uno spazio aperto e inclusivo, dove le differenze fisiche e sensoriali non costituiscano più un limite ma possano invece essere viste come un’opportunità di innovazione e miglioramento collettivo. Facile a dirsi e meno a farsi, come ha mostrato l’ultratrentennale immobilismo a cui l’attuale Amministrazione comunale sta cercando di porre rimedio. Nel pomeriggio di giovedì scorso, si è svolto il secondo incontro pubblico dedicato alla fase di partecipazione per la redazione del PEBA. Presentato come un ulteriore momento di ascolto, confronto e condivisione con cittadini, associazioni, professionisti e tutte le realtà sensibili al tema dell’accessibilità universale, ha tenuto fede alle aspettative. Nell’aula consiliare del Comune sipontino, infatti, è stata piuttosto nutrita la partecipazione e, a tratti, hanno preso vita svariati dibattiti frutto dei rilievi presentati dal pubblico. Grazie a fondi regionali pari a 25.000 euro, il Comune ha fatto partire la progettazione del PEBA affidata all’architetto Marco Lorenzon che è coadiuvato dal collega Luigi Losciale. “Questo è un piano che possiamo definire ambizioso, ma è soprattutto concreto – le parole di Lorenzon. È ambizioso perché va a toccare una grandissima fetta di città. Andremo a collegare le due estremità della città, quindi si partirà dal Palazzo della Sorgente all’Acqua di Cristo fino ad arrivare ai capi opposti della città, cioè il commissariato di Polizia e la pineta di Siponto”. Le linee di indirizzo prevedono la mappatura dettagliata degli edifici pubblici e degli spazi aperti, la raccolta di informazioni approfondite sulle criticità esistenti e l’individuazione degli interventi prioritari, corredati da stime economiche per la programmazione degli investimenti. Il Piano – per la cui attuazione è destinato il 15% annuo degli oneri di urbanizzazione incassati dall’ente - si colloca in un approccio integrato con gli strumenti urbanistici e la programmazione edilizia del Comune, con il proposito di creare le sinergie indispensabili per la realizzazione di spazi pubblici accessibili, sicuri e accoglienti.

La bozza di proposta è stata fin qui elaborata sulla scorta di quello che è emerso nel primo incontro partecipato, tenendo sempre nella dovuta considerazione ciò che prevedono le linee guida regionali approvate nel 2019 e poi aggiornate nel 2021. L’obiettivo è costruire insieme un piano realmente efficace, inclusivo e rispondente alle esigenze della comunità, per realizzare una città più accessibile e con spazi e luoghi pubblici più sicuri e fruibili. 

“La nostra comunità merita spazi accessibili – la riflessione di Giovanni Mansueto, assessore alla Rigenerazione e Pianificazione urbanistica - al fine di compiere un passo davvero decisivo verso l’inclusione e l’accessibilità universale, abbattendo le barriere urbane e favorendo l’integrazione sociale, la sicurezza e il miglioramento della qualità della vita”.

In questa fase, spicca che l’attenzione si sia concentrata quasi esclusivamente sul centro della città. Ci sono quartieri popolosi come Monticchio e Croce che non risultano contemplati dai sopralluoghi eseguiti sul campo dai due architetti. Il motivo, come ha spiegato Lorenzon, è dovuto al fatto che sono stati presi in considerazione edifici pubblici e strade pubbliche. E la maggior parte dei servizi per la cittadinanza sono concentrati nella zona del centro storico.

Non si tratta solo di un obbligo formale, come detto, ma soprattutto di una risposta ai bisogni di una cittadinanza diversificata, che comprende anziani, persone con disabilità temporanee o permanenti, famiglie con passeggini. 

Un’importante evoluzione concettuale introdotta nel Piano è il passaggio dal mero superamento delle barriere architettoniche al più ampio principio dell’Universal design. Questo approccio si basa sulla progettazione inclusiva che mira a creare ambienti, spazi e servizi maggiormente fruibili da parte del maggior numero di persone possibile, indipendentemente dalla loro età, capacità fisiche o sensoriali. In pratica, una filosofia progettuale che valorizza la dignità umana, la partecipazione sociale e la piena fruibilità degli spazi comuni. Esempi concreti includono rampe ben integrate architettonicamente, percorsi tattili per non vedenti, segnaletica chiara e semafori acustici, oltre a impianti tecnologici di supporto come servoscala e piattaforme elevatrici.

Particolare rilievo viene dato al controllo e al monitoraggio continuo dell’attuazione del Piano - tramite strumenti cartografici e schedari informativi consultabili anche online - per garantire trasparenza e aggiornamento costante in risposta alle esigenze che possono emergere di volta in volta.

“Contiamo di approvare il Piano in Giunta tra novembre e i primi giorni di dicembre prossimo – assicura a l’Attacco l’assessore Mansueto -, con la successiva approvazione in Consiglio comunale verso febbraio 2026. Da quel momento, saremo più pronti per rispondere ai bisogni di una città più giusta, più equa, più solidale”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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