Verso i playoff, spareggi come una maledizione: un tabù da sfatare per il Foggia Calcio. Prima o poi...

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Ci siamo, quasi. Ancora tre giorni e – finalmente – prenderanno il via i playoff di serie C (sarebbero dovuti partire il 30 aprile, ma sono slittati a causa del deferimento del Siena). Giovedì prossimo sono in programma le prime sfide: quelle – in gara “secca” – del primo turno della prima Fase (cosiddetta “dei gironi”). Si troveranno di fronte le squadre classificatesi tra il 5° ed il 10° posto nei vari raggruppamenti. Ben nove di queste (tre per ogni girone) abbandoneranno subito i sogni di gloria.

Ecco gli accoppiamenti nel girone C: A. Cerignola (5°) – Juve Stabia (10°), Az Picerno (6°) – Potenza (9°) e Monopoli (7°) – Latina (8°). In caso di parità al termine dei 90’ regolamentari, andrà avanti la squadra meglio classificata in regular season.

Il Foggia – in virtù del 4° posto conquistato in extremis in campionato – momentaneamente starà a guardare. I rossoneri entreranno in scena domenica prossima (14 maggio). Sempre in gara “secca”, affronteranno allo Zaccheria – tra le squadre qualificatesi al secondo turno – quella peggio classificata in regular season.

UN PO’ DI STORIA – L’idea della post-season negli sport di squadra nacque negli Usa negli anni ’30 del secolo scorso. I playoff debuttarono in Italia nel basket. Era il 1977. Li vinse la Mobilgirgi Varese, laureandosi Campione d’Italia. Oggi sono la normalità oltre che nella pallacanestro in diversi sport di squadra (come pallavolo, pallanuoto, rugby, hockey...).

Nel calcio furono istituiti nella stagione ‘93/94 nei campionati di C1 (contemporaneamente alla sperimentazione dei tre punti a vittoria). La novità fu subito allargata anche alla C2. Ma i playoff (come i playout) apparvero in serie B un po’ più tardi: nel ‘03/04. Nel frattempo, però, c’era stata la loro introduzione anche tra i dilettanti. La serie A non li ha mai adottati.

COSI’ IN SERIE C – Inizialmente ai play off partecipavano – in Terza Serie (l’attuale C) – solo le classificate dal secondo al quinto posto nei vari gironi. Dalla stagione 2016/17 gli spareggi-promozione sono stati allargati sino alla decima classificata. Ed oggi vi accede anche la vincitrice della Coppa Italia (o, se già qualificata, l’undicesima del girone d’appartenenza).

Dunque, si apprestano a sfidarsi ben 28 squadre. Ma una sola, alla fine, potrà festeggiare la promozione ed unirsi così alle vincitrici dei gironi: Feralpisalò, Reggiana e Catanzaro. Se non molte, alcune rimarranno deluse.

Molti addetti ai lavori indicano il Cesena di Toscano (tecnico abituato a vincere) come favorito. Buone chances vengono attribuite anche a Crotone e Pordenone. Sono tutte arrivate seconde nei loro campionati. Tra le outsider vi sono V. Entella e Pescara, salite comunque sul podio dei rispettivi gironi. Ma nessuno sottovaluta Foggia e Padova, non foss’altro che per il blasone.

Dicono che i playoff siano una sorta di… lotteria: gare (a eliminazione diretta) in cui i valori espressi dalla stagione regolare possono anche essere stravolti. A ben guardare non lo è (quasi) mai stato, finora.

Spesso, attraverso gli spareggi, sono state promosse squadre classificatesi seconde in campionato: il Parma (nel 2017), il Trapani (nel 2019, in compagnia del Pisa: quattro anni fa salirono in 2), la Reggio Audace (nel 2020) e l’Alessandria (nel 2021).

Solo nel 2018 vi fu l’impresa del Cosenza, capace di vincere i playoff dopo aver concluso al quinto posto la stagione regolare. Ma sembra essere stata l’eccezione che conferma la regola. L’anno scorso fu promosso il Palermo, classificatosi terzo in campionato.

UN APPUNTAMENTO CHE SI RINNOVA – Il Foggia partecipa ai playoff di Terza Serie per la settima volta, la terza consecutiva.

La prima fu nel 2007: la squadra di D’Adderio (sostituto di Cuoghi) eliminò la Cavese in semifinale, ma si arrese all’Avellino nella doppia finale (indimenticabile il gol di Rivaldo, quando pareva ormai fatta). Fu una delusione cocente per il popolo rossonero. Il Foggia di Capobianco e soci ci riprovò l’anno dopo, con Galderisi in panchina (dopo l’esonero di Campilongo). Fu eliminato in semifinale dalla Cremonese, alla quale furono sufficienti due pareggi. Stessa sorte toccò, poi, alla squadra allenata da Novelli nella stagione successiva: fu il Benevento a impedirle, senza mai batterla, l’accesso in finale.

Non ce la fece neppure il Foggia di De Zerbi, nel 2016: eliminò l’Alessandria nei quarti e il Lecce in semifinale, ma nella doppia finale ebbe la meglio il Pisa di Gattuso. Fu allora che i fratelli Sannella capirono di dover allestire una rosa in grado di sbaragliare la concorrenza, per riportare il Foggia in B. E così fecero. Ci pensò, poi, Stroppa – andato via De Zerbi – a guidare la squadra in maniera vincente: lui e i suoi ragazzi furono promossi al termine della regular season (conclusa davanti a tutti, evitando in tal modo gli spareggi). Due anni fa il Foggia di Marchionni (partito con l’obiettivo della salvezza) agganciò sorprendentemente il treno dei play off, finendo nono in campionato. Superò il primo turno, ma venne poi eliminato dal Bari (come da pronostico, in verità). Non gli si poteva chiedere di più.

S’infranse, invece, a Chiavari – nel ritorno degli ottavi (ovvero del primo turno della Fase Nazionale) – il sogno del Foggia di Zeman, l’anno scorso (dopo aver chiuso al settimo posto la stagione regolare). Peccato, sarebbe potuto durare più a lungo. Ora tocca al Foggia di Rossi. Sarebbe straordinario vederlo vincitore.

QUASI UNA… MALEDIZIONE – Va detto che il Foggia non ha mai avuto fortuna negli spareggi. Sin dal 1951, quando a Firenze la squadra di Vincenzo Marsico perse con l’A.C. Stabia una memorabile sfida che valeva la promozione in B. Nel 1999 andò male il play out con l’Ancona e il club sprofondò – dopo oltre 40 anni – in Quarta Serie (l’allora C2).

Non solo. Nel 2000 e nel 2002 Braglia e Florimbi (sostituto di Pace) fallirono il ritorno in C1 proprio attraverso i play off (i primi in assoluto della storia rossonera): l’uno venendo eliminato dall’Acireale in semifinale, l’altro non riuscendo ad avere la meglio col Paternò nella doppia finale.

Persino i play off di serie D – più recentemente, nel 2013 – andarono male al Foggia (che perse a Matera), salvo venir comunque ammesso in Lega Pro Seconda Divisione nella stagione successiva a completamento degli organici.

A ben vedere c’è solo uno spareggio – ma si tratta di un playout – che dalle nostre parti si ricorda piacevolmente: il doppio confronto col Pescina VG al termine della stagione ‘09/10. Fu un gol di Caraccio in pieno recupero nella gara di ritorno allo Zaccheria a evitare alla squadra di Ugolotti (in precedenza di Porta & Pecchia) la retrocessione in Quarta Serie.

Dunque sembra quasi che vi sia una… maledizione, attorno al Foggia per quanto concerne le gare post-season (in particolare per gli spareggi-promozione). Ma, prima o poi, verrà scacciata.

Massimo G. Marsico

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