Fumata bianca. Anzi, forse è meglio definirla fumata rossonera. La notizia più attesa dai tifosi è arrivata pochi minuti dopo mezzogiorno direttamente dall’avvocato Vincenzo Vito Chionna, amministratore giudiziario del club, nel corso della conferenza stampa appositamente convocata presso lo studio legale Polis di Bari: il Foggia si iscriverà regolarmente al campionato di Serie C 2025/26. L’ottimismo delle ultime ore ha trovato dunque riscontro nei fatti: nel darne l’annuncio Chionna ha fatto il punto della situazione, accompagnato dal noto penalista Michele La Forgia, dal commercialista Luca Veneziani, nominato coadiutore dal Tribunale di Bari nei giorni scorsi, dal rappresentante legale del club rossonero Michele Bitetto (peraltro rimasto in religioso silenzio limitandosi ad un mero atto di presenza) e a un Nicola Canonico, presentato come proprietario del Foggia, dai toni insolitamente dimessi.
A scanso di equivoci Chionna ha precisato subito che in questi giorni ha lavorato a stretto contatto con l’amministrazione comunale di Foggia e con lo stesso Canonico per provvedere a tutti gli adempimenti necessari per garantire l’iscrizione del club rossonero al prossimo campionato di Serie C a tutela non solo della prosecuzione delle attività di impresa sportiva “ma anche – ha sottolineato con enfasi – della passione di un intero territorio e della tifoseria”.
“Il Foggia – ha aggiunto – ha acquisito un diritto conseguito sul campo grazie alla vittoria nel playout col Messina, e cioè la permanenza nel campionato di Serie C, che andava tutelato. Pertanto la prima cosa da fare è stata garantire la continuità dell’attività sportiva mettendo in sicurezza l’iscrizione al campionato: di questo ringrazio l’amministrazione comunale di Foggia per la sollecitudine con cui ha predisposto la documentazione necessaria per quanto di sua competenza ed il dott. Nicola Canonico che, pur avendo formalmente annunciato il suo disimpegno lo scorso 31 marzo, ha deciso di farsi carico degli oneri finanziari connessi all’iscrizione”. E cioè il pagamento di stipendi e contributi e di tutte le garanzie economiche richieste dalla Covisoc, con la quale c’era già stata un’interlocuzione positiva nei giorni scorsi attraverso il coadiutore Luca Veneziani.
L’esborso economico da parte di Nicola Canonico era una soluzione obbligata, precisa Chionna, perché non c’erano ovviamente né i presupposti né i tempi tecnici per un passaggio di mano del club. “Adesso, garantita l’iscrizione, ci sarà tempo e modo per intavolare eventuali trattative per la cessione. Naturalmente ogni passaggio deve essere valutato dal Tribunale di Bari, che è il garante della continuità sportiva ed ha manifestato un’apertura a 360 gradi”.
Chionna ha infine più volte ribadito un concetto chiave: “L’attività di gestione sarà frutto di un protocollo di condotta condiviso tra le parti (Tribunale, rappresentante legale e proprietà, n.d.r.) che riguarda tre aspetti fondamentali: la situazione economica e patrimoniale del club, la gestione corrente e la gestione sportiva. Le procedure dell’amministrazione giudiziaria ex art. 35 del Codice antimafia sono chiare ma trattandosi, per la prima volta, della gestione sportiva di un club professionistico siamo di fronte a una situazione particolare: questa esperienza rappresenta un laboratorio importante a livello nazionale”.
A precisa domanda Chionna ha poi precisato: “La durata del mio mandato è di dodici mesi ma è chiaro che, qualora vengano meno i presupposti, le procedure del diritto penale non escludono la possibilità che il periodo di amministrazione giudiziaria possa anche essere più breve. Al momento però non è una strada percorribile”.
La palla è poi passata a Nicola Canonico, apparso – comprensibilmente – stanco e giù di corda. Ma le sue parole sono state chiare. “Le mie dimissioni del 31 marzo scorso erano il segnale che c’era qualcosa di anomalo, che le pressioni si erano fatte insostenibili. Il mancato pagamento delle scadenze di aprile era figlio delle intimidazioni che ho subito e spero che nell’udienza dinanzi al TFN del prossimo 19 giugno se ne tenga conto anche perché io ho sempre ottemperato alle scadenze federali. Ovviamente la stampa non poteva essere messa al corrente di situazioni molto delicate attorno alle quali c’erano delle indagini in corso e voglio ringraziare il Tribunale di Bari e la Digos di Foggia per la loro celerità: il Foggia è la prima società d’Italia che ha avuto il coraggio di denunciare certi episodi. Ma lo dico con franchezza: la mia volontà di cedere il club non cambia, ho bisogno di serenità per me e per la mia famiglia. Ancora una volta mi sono fatto carico di uno sforzo economico importante ma è un gesto che ho fatto per quei tanti tifosi perbene e per la gente perbene che ama il Foggia. Questo non è il momento delle divisioni, non serve capire chi è pro o contro Canonico. Giugno è il mese in cui si avvia la programmazione per il prossimo campionato e mi auguro che imprenditori, Camera di Commercio, istituzioni e tutti quelli che hanno a cuore il Foggia si facciano avanti entro un paio di settimane al massimo”.
Un concetto che Canonico ha ripetuto più volte, come un mantra: stop alle polemiche, è il momento di mostrare unità di intenti e amore autentico per i Satanelli. Salvatosi sul campo, iscritto al prossimo campionato, depurato da scorie tossiche, il club rossonero cerca nuovi acquirenti. Ora si apre un’altra partita.
(Siro Palladino - l’Attacco)
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