Forse è solo una boutade estiva. Per i motivi che abbiamo esposto con dovizia di particolari nei giorni scorsi, all’indomani della conferenza stampa con la quale Nicola Canonico ha ufficializzato l’iscrizione del Foggia al prossimo torneo di Serie C ma nel contempo ha confermato la sua volontà di cedere il club, è probabilmente prematuro avanzare in questo momento nomi per le caselle chiave di allenatore e direttore sportivo. Non foss’altro perché individuare i due ruoli cardine dell’area tecnica da parte di una proprietà che, per quanto in amministrazione giudiziaria ex art. 34 del Codice antimafia (e quindi posta direttamente sotto il controllo del Tribunale di Bari), ha palesato la sua volontà di uscire di scena sarebbe quanto meno una contraddizione in termini.
Ma è pur vero che il professor Vincenzo Vito Chionna, amministratore giudiziario del club rossonero, ha lasciato chiaramente intendere che, nelle more di un passaggio di proprietà al momento solo eventuale, l’interesse di tutti è garantire la continuità dell’attività di impresa sportiva nel migliore dei modi possibili.
E questo significa anche, se necessario, assumersi l’onere di individuare un tecnico e un diesse che dovranno poi definire la rosa per il prossimo campionato. Di certo, insomma, non si resterà con le mani in mano in attesa che qualche cordata si faccia avanti per rilevare il Foggia.
In quest’ottica può darsi dunque che le prime voci sul nome del nuovo allenatore rossonero abbiano una loro fondatezza e in ogni caso è dovere del cronista darne conto tempestivamente. Sarà il tempo a stabilire se queste voci corrispondono a verità o se sono chiacchiere da bar.
Il primo nome che da un paio di giorni si rincorre sul web è quello di Alessandro Birindelli, fino allo scorso 28 gennaio allenatore della Primavera dell’Empoli: cinquant’anni, nato a Pisa il 12 novembre 1974, da calciatore è stato un buon terzino destro. Noto per i suoi trascorsi nella Juventus, dove ha militato per undici stagioni di fila (dal 1997/98 al 2007/08), coi bianconeri ha vinto tre scudetti (più i due revocati per lo scandalo Calciopoli), tre Supercoppe di Lega più un campionato di Serie B: fu uno dei fedelissimi che, al pari di Gigi Buffon, Alex Del Piero, Pavel Nedved, Mauro Camoranesi, David Trezeguet e Giorgio Chiellini, accettò il declassamento fra i cadetti per riportare subito la Vecchia Signora nel massimo campionato. A livello di curiosità va rilevato che nella rosa di quella Juve - che ovviamente vinse il torneo a mani basse - c’era anche Marco Marchionni, che ha allenato il Foggia in C nella stagione 2020/21, l’ultima prima della gestione Canonico.
Birindelli conta anche sei presenze in Nazionale maggiore, dove ha esordito il 20 novembre 2022 a Pescara nell’amichevole con la Turchia finita 1-1: per lui cinque caps durante la gestione di Giovanni Trapattoni e un’ultima presenza il 18 agosto 2004 a Reykjavik, nell’amichevole persa 2-0 con l’Islanda nel giorno del debutto da CT di Marcello Lippi. Il toscano era inoltre in campo a Manchester, il 28 maggio 2003, nella finale di Champions tutta italiana che vide il Milan spuntarla ai rigori sulla Juventus: Birindelli fu, insieme a Del Piero, uno dei due juventini che andarono a segno dal dischetto. Nel suo palmares internazionale anche l’oro ai Giochi del Mediterraneo 1997 giocati in Puglia.
Nella sua carriera da tecnico è stato vice allenatore dello Zambia e della Dinamo Bucarest, allenatore della Pistoiese e nei settori giovanili di Pisa ed Empoli: a Pistoia, nell’ormai lontano 2011 in Serie D, la sua unica esperienza come head coach in prima squadra.
Come detto, si tratta di informazioni che vanno prese con tutte le cautele del caso perché molto dipenderà dall’eventuale passaggio di mano al vertice del club rossonero. Ma l’ormai tradizionale gioco estivo del totonomi è già scattato ed è destinato ad impazzare sino alla designazione ufficiale del prossimo allenatore.
Alla luce di quanto premesso, ci sia consentita una considerazione: sicuri che non meriti una nuova chance Antonio Gentile? È stato l’uomo che ha condotto il Foggia in salvo in coda alla stagione più tormentata, si è messo a disposizione ogni volta che si è reso necessario ed ha un cuore che più rossonero non si può. Insomma, l’uomo giusto al posto giusto.
(Siro Palladino - l’Attacco)
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