Il Foggia è un cantiere aperto. Lavori in corso che rischiano di protrarsi sino alla vigilia della partenza ufficiale della nuova stagione fissata per il 24 agosto, perché il ritardo accumulato dal club di Nicola Canonico è notevole, e perché tutte le pedine vadano al loro posto occorrerà del tempo.
Il compito più arduo attende chi sarà chiamato a dirigere l’area tecnica: Alex Pizzoli sembra essere il candidato numero uno a coprire la casella vacante di direttore sportivo, la scelta alla fine dovrebbe ricadere sul 55enne dirigente milanese fresco di patentino che ad oggi ha maturato esperienze, seppur significative, solo a livello di scouting. E che Canonico, su assist del fido Luigi Gentile, pare consideri il profilo ideale per individuare gli elementi che costituiranno lo zoccolo duro del Foggia edizione ‘25-26. Attorno ai quali innestare quei 4-5 elementi di esperienza che dovranno dare spessore all’organico. E consentirgli di affrontare una stagione senza troppi patemi.
Il budget che preventivamente sarà messo a disposizione dal patron non sarà da capogiro, e non dovrebbe superare l’1,5 milioni di euro. Ma potrà lievitare, come lo stesso ex presidente ha recentemente precisato, solo a fronte di un adeguato supporto da parte del tessuto imprenditoriale locale: niente più nomi altisonanti ed ingaggi sovradimensionati per la categoria, dunque, a sentire l’imprenditore di Palo del Colle dopo i 10 milioni investiti nei primi 4 anni è giunta l’ora di stringere la cinghia e di sottoporsi ad una opportuna cura dimagrante. Già peraltro avviata dallo scorso gennaio con un robusto ridimensionamento che per poco non è costato caro. Ma resosi inevitabile per restare a galla in una annata in cui gli strafalcioni commessi sono stati tanti.
Così a prevalere adesso dovrebbe essere la linea verde, e in quel che rimane dell’attuale rosa (9 elementi in tutto, compresi Castaldi e Agnelli che rientrano dai prestiti di Manfredonia e Pompei) a breve potrebbero registrarsi altri addii dopo quello di Camigliano (accasatosi al Potenza): sarà l’ennesima rivoluzione, insomma, e per Pizzoli (o chi per lui) sarà tutt’altro che agevole individuare profili che accettino Foggia a scatola chiusa e senza determinate garanzie.
Sarà verosimilmente questo l’ostacolo principale da superare da qui in avanti, prevedibile il braccio di ferro che si instaurerà con gli agenti dei calciatori, che quasi sempre finiscono con l’indirizzare le scelte dei loro assistiti. E che nella recente brutta vicenda della messa in mora e della successiva richiesta di svincolo da parte di 6 ex rossoneri hanno giocato un ruolo preponderante.
All’orizzonte uno scenario tutt’altro che inverosimile, e che a breve potrebbe trovare conferma nei fatti.
Meglio dunque che il club rossonero arrivi preparato ad un mercato che non si preannuncia per nulla agevole e che bisognerà affrontare con le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere. Basterà l’eventuale ritorno di Rossi, da solo, a rendere di nuovo appetibile il Foggia più di quanto non lo sia oggi, e a ristabilire certe gerarchie che negli ultimi anni si sono smarrite?
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